Freedom Planet: everybody was Kung-Fu fighting

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Posted 21/08/2015 by in PC/Mac/Linux

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Genere:
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Gameplay fluidissimo. Level design a strade multiple. Musiche eccellenti. Coloratissimo e vario. Molto rigiocabile.
 

ARR!:

Alcuni livelli sono un po' troppo lunghi. Alcuni boss hanno pattern folli. Trama dai toni inconsistenti.
 
by Nicola De Bellis
Recensione

Di recente ho avuto la masochistica idea di giocare a Sonic The Hedgehog per Xbox 360, ritrovandomi proiettato mentalmente all’inizio… No, ho già usato questa introduzione l’ultima volta. C’è qualcosa che ho dimenticato di menzionare, però, nel mio piccolo sproloquio: i fangame. Alcuni franchise e mascotte diventano, occasionalmente, così popolari da ispirare tonnellate di omaggi, rielaborazioni e prodotti interamente originali basati su di essi. Sonic è il sultano di questo impero e non sarebbe saggio appuntare Mario come gran visir, se capite cosa intendo.
L’ammontare di fangame sul porcospino blu non si può neanche quantificare, dai rom-hack discutibili, come Sonic The Lost Worlds e Sonic Megamix a progetti originali di pregevole fattura, tipo Sonic: Time Attacked.

Fortune Night, nonostante l'architettura cinese, riporta alla mente più di un ricordo di Casino Night zone.

Fortune Night, nonostante l’architettura cinese, riporta alla mente più di un ricordo di Casino Night Zone.

Freedom Planet ha iniziato la sua esistenza come membro di quest’ultima categoria. Il suo creatore, Stephen DiDuro, ha deciso in seguito di distanziarsi dall’idea e creare, invece, una IP originale, fondare GalaxyTrail e portare l’intero lavoro su Kickstarter per raffinarlo il più possibile. Un progetto ambizioso per un gioco di così umili origini, che ha ripagato con una campagna di raccolta fondi di buon successo.

Freedom Planet è un platform 2D per PC e, prossimamente, anche per Wii-U, incentrato su corsa ed acrobazie ad alta velocità. L’influenza di Sonic è prepotente, nonostante il cambio di direzione verso un prodotto originale. Il level design è reminescente di Sonic Advance 1 e 2, così come il character design che, senza offendere nessuno, mostra la sua natura da figlio di Deviant Art.

Che ci crediate o no, Lilac è un drago. No, non avete saltato una pagina per sbaglio, il suo design originale era quello di un porcospino lillà.

Che ci crediate o no, Lilac è un drago. No, non avete saltato una pagina per sbaglio, prima di essere alterato, il suo design era quello di un porcospino lillà.

Nella trama di Freedom Planet è stato investito parecchio impegno, un po’ malaccorto, ma indubbiamente presente. Mi pare opportuno partire dall’aspetto più debole del gioco, tanto per levarci presto il sasso dalla scarpa.
Durante un viaggio spaziale, l’astronave ammiraglia del crudele Lord Brevon si schianta sul pianeta Avalice, sul quale Sash Lilac e Carol Tea vivono in pace e segretezza, nella loro casetta nascosta tra le foreste. L’atterraggio di fortuna, decisamente malriuscito, ha lasciato l’astronave senza fonti di energia. L’unica disponibile sul pianeta, potente abbastanza per lo scopo, è la Kingdom Stone, che porta Lord Brevon ad imbastire un piano malvagio per appropriarsene, il che scatena una serie di faide tra i tre regni di Avalice, una guerra in cui Lilac e Carol si ritrovano, loro malgrado, coinvolte.

L'intento di rendere Lord Brevon un cattivo temibile è, perlomeno, riuscito.

L’intento di rendere Lord Brevon un cattivo temibile è, perlomeno, piuttosto riuscito.

La storia riesce, se non altro, nel curioso risultato di essere complessa su più strati e prevedibilmente banale allo stesso tempo. Si tenta di definire il mondo di Avalice il più possibile: cultura, religione e politica ci vengono quasi letteralmente sbattuti in faccia, durante le avventure di Lilac, una Mary Sue estremamente piatta, degna di un dimenticabile libro per ragazzi. La scarsa esperienza degli scrittori è evidente, la sceneggiatura non si evolve mai oltre un livello molto giovanile, con discordanti cambi di tono a condire il tutto. Ad esempio, il gioco apre con la brutale decapitazione di uno dei re di Avalice e seguente lavaggio del cervello del principe, per poi passare immediatamente alle buffe avventure di un draghetto color lillà.
Sebbene il tentativo cada dritto a faccia in giù, riconosco l’impegno che ci è stato profuso. Tutte le cutscene sono completamente doppiate in inglese, oltre che ricche di animazioni ed asset unici, rendendole visivamente interessanti.

Le inconsistenze di tono sono fin troppo abbondanti ed anche un po' fastidiose.

Le inconsistenze di tono sono fin troppo abbondanti ed anche un po’ fastidiose.

Per sciacquarci la bocca da tanta amarezza, passiamo al boccale con la bevanda più gustosa: il gioco vero e proprio.
Nonostante la deriva ereditata dai Sonic bidimensionali, Freedom Planet fa molto per differenziarsi dalla mascotte Sega. I personaggi giocabili, Lilac e Carol, a cui si aggiunge, in seguito, Milla Basset, hanno una vasta gamma di attacchi corpo a corpo a loro disposizione, oltre ad abilità speciali uniche. Lilac è un drago, il che si traduce ovviamente in una grande maestria del kung-fu. Come se calci rotanti, pugni ed uppercut non fossero abbastanza, possiede anche l’abilità di ruotare a mezz’aria, in virtù di un doppio salto, ed appallottolarsi per lanciarsi in qualunque direzione che non sia dritta verso l’alto o verso il basso. Carol è un gatto selvatico dalle capacità leggermente meno folli. Le sue zampate e salti rapidi in avanti sono accompagnate dall’abilità di scalare pareti verticali, in modo molto simile al caro vecchio Mega Man X. Raccogliere una latta di benzina le permette di salire a bordo della sua motocicletta, uno dei power-up più utili e spassosi che abbia mai trovato in un videogioco. Non solo la sua velocità ed accelerazione aumentano, acquista un doppio salto estremamente utile e mantiene l’abilità di salire scale a pioli, arrampicarsi ed appendersi, con conseguenze piuttosto spassose. Ma non avevo detto che Carol ha talenti meno bislacchi?

Espressioni facciali ed animazioni dei personaggi sono una grossa fetta dello humor visivo di Freedom Planet.

Espressioni facciali ed animazioni dei personaggi sono una grossa fetta dello humor visivo di Freedom Planet.

Infine Milla, un tenerissimo segugio, ha la bizzarra capacità di sventolare le sue enormi orecchie per un massiccio doppio salto, rendendola particolarmente adatta ad esplorare ogni anfratto dei livelli, alla ricerca di tutti i segreti. Tale pregio arriva a caro prezzo, però: i suoi unici attacchi sono i blocchetti verdi e gli scudi esplosivi che è in grado di generare dalle mani. Lo scudo ha, normalmente, un cortissimo raggio d’azione, a meno di essere potenziato tenendo in mano un blocco: tutto ciò la rende molto inefficiente in fase d’attacco. La sua alta capacità difensiva aiuta a compensare la quantità di salute, dimezzata rispetto agli altri due personaggi, ma sconfiggere un boss richiede comunque una certa dose di pazienza.

Il boss di Aqua Tunnel, esclusivo a Milla, mette bene in mostra la sua abilità di parare i proiettili nemici.

Il boss di Aqua Tunnel, esclusivo a Milla, mette bene in mostra la sua abilità di parare i proiettili nemici.

Avete capito bene, ho parlato di quantità di salute. Sonic è virtualmente immortale con un singolo anello in mano, ma gli animaletti di Avalice devono arrangiarsi con una quantità di vita limitata, marchiata in foglie rosse sullo schermo. Raccogliere i cristalli sparsi per i livelli ha l’unico beneficio di regalare una vita extra per ogni 200 pezzi accumulati, rendendo la gestione della salute molto rilevante.
Nonostante ciò, Freedom Planet non è particolarmente difficile, almeno fino alle battute finali, grazie ad una serie di intelligenti scelte di design. A differenza della maggior parte dei platform bidimensionali, i nemici non infliggono danni al tocco. I nostri personaggi sono perfettamente in grado di passarci attraverso, venendo danneggiati solo quando i mostriciattoli attaccano attivamente, a meno di essere coperti di spine o elettricità. Può sembrare, all’apparenza, un’alterazione minore, ma aggiunge una enorme quantità di fluidità nell’esplorazione e nel combattimento.
La parola chiave di Freedom Planet è proprio questa: fluidità. Tutti gli attacchi sono eseguibili in corsa e non ci rallentano, il che, unito ai nemici liberamente attraversabili, permette di saltare, scivolare e colpire con estrema fluidità, mantenendo il ritmo di gioco alto e la frustrazione molto bassa.

La barra blu, sopra la salute, permette di eseguire degli attacchi speciali una volta riempita. Nel caso di Lilac, una carica che danneggia i nemici al tocco.

La barra blu, sopra la salute, permette di eseguire degli attacchi speciali una volta riempita. Nel caso di Lilac, una carica che danneggia i nemici al tocco.

La vera sfida arriva dai boss, il vero pezzo forte del gioco. Non contenti di evocare nostalgia dei classici Sega, GalaxyTrail si è fortemente ispirata anche ad altri grandi giochi per Mega Drive, come Gunstar Heroes e Contra: Hard Corps. I boss di Freedom Planet tendono ad essere davvero grossi, occasionalmente più dello schermo, con grandi arene a nostra disposizione per il pestaggio. I boss da affrontare totalmente in corsa, in particolare, ricordano alcuni dei momenti più memorabili dei piccoli capolavori di Treasure e Konami. Sebbene inizialmente non troppo minacciosi, da metà gioco in poi molto boss sapranno strappare più di una parolaccia, ma mai la voglia di riprovare fino a saccagnarli di botte a dovere. Nonostante l’alta velocità del combattimento, quasi tutti i cattivoni hanno pattern molto specifici che, una volta imparati, permettono di umiliarli in pochi secondi. Le uniche eccezioni alla regola sono quelli chiamati, in gergo, character-battle, scontri con altri personaggi dalle capacità e dimensioni simile alle nostre. Questi combattimenti sono l’articolo più debole del pacco, a causa di pattern folli o assenti e bersagli eccessivamente piccoli. L’unica character-battle davvero meritevole è l’adrenalinico scontro finale con Lord Brevon, dai pattern estremamente rapidi, ma onesti e riconoscibili.

Mecha-Panter, come tutti i boss in corsa, offre un combattimento davvero adrenalinico.

Mecha-Panter, come tutti i boss in corsa, offre un combattimento davvero adrenalinico.

Sul lato tecnico, il lavoro di GalaxyTrail è encomiabile, sebbene non perfetto. Scendendo in tecnicismi, sfoggia una pixel-art coloratissima, con disegni ed animazioni di ottima qualità, ma l’uso di colori piatti, privi per la maggior parte di dithering, unita ai bordi grezzi degli sprite, gli dà un look più amatoriale di quanto meriterebbe. Nonostante ciò, la varietà ed il dettaglio che Freedom Planet mette in mostra lo rende più che godibile ed assolutamente riuscito.
Nota di merito speciale per la colonna sonora, super-energetica e piena di ritmi memorabili, assolutamente di alta qualità.

Sparsi in giro si possono trovare parecchi tipi di scudo, ognuno con un effetto speciale. Assorbire un paio di colpi senza fermarsi aiuta a mantenere il ritmo elevato.

Sparsi in giro si possono trovare parecchi tipi di scudo, ognuno con un effetto speciale. Assorbire un paio di colpi senza fermarsi aiuta a mantenere il ritmo elevato.

Nonostante sia possibile completare l’adventure mode in circa cinque ore, i tre personaggi giocabili e l’alta qualità del level design a strade multiple, uniti all’enorme quantità di collezionabili sparsi per il gioco, garantiscono un’alta dose di rigiocabilità. Per chi non è interessato alla trama è anche disponibile una seconda modalità di gioco, classic mode, in cui tutte le cutscene sono assenti e si attraversano i livelli senza interruzioni. Per chi vuole mettersi alla prova c’è anche una modalità time trial, in cui completare un livello a scelta in meno tempo possibile, con un pugno di mini sfide bonus incluse.

Il Dojo è disponibile solo in modalità time trial. Altro non è che una serie di brevi percorsi ad ostacoli in cui colpire tutti i bersagli nel minor tempo possibile.

Il Dojo è disponibile solo in modalità time trial. Altro non è che una serie di brevi percorsi ad ostacoli in cui colpire tutti i bersagli nel minor tempo possibile.

Sapete, ormai, quanto apprezzi il lavoro nato dalle passioni personali e Freedom Planet è assolutamente in questa categoria. Una piccola lettera d’amore a Sonic ed altri grandi classici per Mega Drive, che riesce comunque a scolpire una propria identità. Potete comprarlo per soli 14,99€ su Steam e Nintendo eShop e mi sento assolutamente di consigliarvelo, mostrate a GalaxyTrail un po’ di amore e non ve ne pentirete.

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About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.