Fossil Fighters – Frontier: selezione naturale

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Posted 05/06/2015 by in 3DS

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YOH-OH!:

Parchi ben differenziati e curati. Ampia varietà di Vivosauri. Minigiochi di estrazione dei fossili divertenti.
 

ARR!:

Alla lunga ripetitivo. I combattimenti durano troppo. Picco immotivato di difficoltà a metà gioco.
 
by Ipah
Recensione
Ve le ricordate queste?

Ve le ricordate queste?

Chi ha una valore maggiore o uguale alla mia età, è affascinato dai dinosauri e ha obbligato la mamma a portarlo a vedere il primo Jurassic Park da piccolo non può non ricordarselo. Era il periodo di Piero Angela e del suo Il Pianeta dei Dinosauri. Come, non ve lo ricordate? Dai! Quello che viaggiava nel tempo… Cioè, in verità lo sapevo che non viaggiava realmente nel tempo, però non credevo fosse lui, pensavo fosse un altro tizio che gli assomigliava. Ci chiacchierava, non poteva essere lui! Poi tra Turok e il Piero è più figo il Piero, vuoi mettere?

Il punto cardine della questione è che se ai tempi ci fosse stato il New 3DS con il suo Fossil Fighters: Frontier probabilmente lo avrei amato alla follia e sarei andato in giro a dire “prendilo anche tu che ti spacco coi miei Vivosauri!”. Invece sono vecchio, quindi andiamo ad analizzare brevemente questo prodotto targato Nintendo e Red Entertainment per quello che è, al di là delle passioni.

Fossil Fighters: Frontier vede come protagonista un entusiasta ragazzino pre-adolescente orfano (o con genitori parecchio disattenti) con il sogno di diventare un Paleocustode, una sorta di corpo di polizia specializzato nella tutela dei Paleoparchi che, a bordo dei propri Fossilstrada proteggono i fossili dai cattivoni di turno. Dopo una breve introduzione il titolo ci proietta sul nostro primo bolide facendoci lanciare nell’esplorazione del nostro primo sito archeologico nel quale prenderemo confidenza con i vari attrezzi del veicolo: un radar per la ricerca dei fossili, martello e mini trivella per estrarli. L’estrazione è sicuramente la parte più riuscita e divertente del titolo: tramite un minigioco dovremo pulire le varie parti trovate utilizzando il martello per rompere la roccia più dura intorno al fossile, stando attenti a non rovinarlo, e la minitrivella per dare una passata finale nelle zone più esposte e delicate. Una barra ci indicherà la percentuale di pulizia raggiunta alla quale verrà incontro una seconda barra contrapposta che andrà invece ad avvertirci dei danni ricevuti dalle ossa scovate.

A bordo del Fossilstrada e via all'esplorazione

A bordo del Fossilstrada e via con l’ esplorazione.

Tutto qui? Ovviamente no, altrimenti mi direste “più che Paleocustode sei un Paleontologo”. Durante l’ esplorazione ci si imbatterà in Viviosauri selvaggi e i sopracitati cattivoni di turno che ci lanceranno addosso le proprie catture dando il via a numerose battaglie in puro stile Pokèmon.  Una volta estratto il fossile infatti, se supereremo il 50% di pulizia del ritrovamento, il Viviosauro rinascerà dal suo “sonno millenario” e finirà nella nostra collezione in attesa di combattere al nostro fianco. A questo si va ad unire una certa ricercatezza di level design per quanto riguarda i Paleoparchi che si fanno trovare ampi, articolati, pieni di dislivelli, rampe e punti nascosti tutti da scoprire.

Non è tutto ossa quello che luccica comunque, ognuno ha le sue croci e a questo gioco non ne mancano. Avrete più di 80 specie ben differenziate tra loro, ognuna delle quali è composta da 4 parti del corpo comuni alle quali si vanno ad aggiungere 4 parti rare, per un totale di 8 parti per ogni Vivosauro, fate un po’ voi i calcoli. Questo comporterà la ripetuta esplorazione dello stesso sito con radar sempre più potenti, cosa che alla lunga stanca, inoltre i nostri viaggi saranno intervallati da combattimenti decisamente lunghi che fortunatamente verranno aiutati dalla modalità automatica per risolvere agilmente gli scontri contro avversari decisamente più scarsi dei nostri dinogladiatori. O almeno è quello che accade nella prima parte del gioco perché il titolo, fin qui abbastanza facilotto, ci piazzerà davanti all’improvviso,un picco di difficoltà totalmente immotivato che addirittura ci costringerà a vere e proprie fasi di farming e grinding in modo da farci trovare preparati alla tempesta di schiaffi che ci si parerà davanti. Normalmente comunque le battaglie si svolgeranno, come detto prima, a turni, nei quali sceglieremo una delle tecniche a disposizione del sauro lanciato in battaglia (da 1 a 4 mosse a seconda di quante parti abbiamo scoperto) aiutando al momento giusto attacco e difesa tramite l’utilizzo di cartucce acquistabili nei negozi sparsi per le basi principali.

La coloratissima grafica del gioco definisce fin troppo bene il suo target

La coloratissima grafica del gioco definisce fin troppo bene il suo target.

Se vi stufate della fase esplorativa potete sempre prendere parte ai tornei giornalieri che si svolgono nelle arene (sempre poste nelle basi al margine dei Paleoparchi). In palio ci saranno nuove parti per i vostri Fossilstrada o persino interi veicoli!

Insomma Fossil Fighters: Frontier è sicuramente rivolto ai più giovani, fatto evidente già dallo stile cartoon, dalla trama tipica dei cartoni di qualche anno fa e dallo stile grafico coloratissimo che pervade l’intera opera. Più che consigliarlo a voi mi sento di consigliarlo a vostri eventuali figli, nipoti e cuginetti visto il target molto ben definito, e questo in un certo senso dispiace perché ha alcune feature molto carine sia all’interno del gioco che nell’interattività del sito ufficiale dalle quali è possibile stampare le AR Cards per ottenere Vivosauri e veicoli speciali.

 Fossil Fighter Frontier Premi


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Ipah
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Comunque se non si fa un remake di Red dead redemption e CTR la gente è pazza.