Final Fantasy Explorers – Quantità contro qualità

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Posted 27/02/2016 by in 3DS

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by Edoardo Fusco
Recensione

C’era una volta una software house di nome Square Enix in possesso di un franchise meraviglioso in grado di far sognare i giocatori di tutto il mondo. Grazie a mondi magici, incredibili storie ed eroi unici, questa software house era entrata di diritto nell’Olimpo dell’industria con il suo Final Fantasy. C’era poi il produttore di console portatili migliori al mondo che rese fantastico giocare ad alcuni giochi online grazie alla connettività del suo 3DS, facendo sì che Capcom, competitor della nostra software house preferita, traslocasse di peso la sua serie Monster Hunter proprio sul 3DS di Nintendo.
Negli anni, però, la serie di Square Enix aveva cambiato faccia e si era trasformato in qualcosa di assolutamente commerciale, sacrificando la qualità dei suoi capitoli in favore di vendibilità e di fanservice puro. E con la base di utenza a disposizione, poteva mica farsi sfuggire l’occasione di pubblicare un gioco online per 3DS?
No, infatti. Ed ecco nascere Final Fantasy Explorers, un gioco che richiama Monster Hunter (solo) nelle premesse iniziali e lo unisce ai vari topoi della serie. Sì, ci sono le Phoenix Down per resuscitare i compagni, gli Eidolon da battere ed evocare come Ifrit, Odin, Shiva e via dicendo, e tutte le classi più famose della serie, mutuate direttamente dal classico job system insieme agli incantesimi dei fruitori di magia…
Fin qui, potremmo trovarci davanti ad un gioco fenomenale: la lore di Final Fantasy è tanta e tale da poter costituire da sola il valore aggiunto in una produzione del genere, ma questo solo a patto di avere un comparto narrativo di prim’ordine, come nei classici capitoli della saga.

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L’hub principale in tutto il suo splend-ehm…

E questo è il primo problema di Final Fantasy Explorers. Non esiste una trama. O meglio, c’è, ma è talmente striminzita e inefficace che trasforma i (pochissimi) PNG che incontrerete in fornitori di quest e di oggetti senza alcuna caratterizzazione. Sarà proprio questa “trama” a delimitare il secondo grosso problema del gioco. Dal suo titolo si potrebbe evincere che  sia l’esplorazione di questo nuovo piccolo mondo in cui ci troveremo a combattere l’aspetto fondamentale del gioco, giusto? Sbagliato.
Le location visitabili saranno tutte bloccate da barriere di energia NON invisibili che ci impediranno di girovagare liberamente. Saremo però “liberi” di affrontare le quest disponibili alla gilda degli esploratori nell’ordine che vogliamo! Una volta completate, si sbloccherà un nuovo rango di quest (catalogate per difficoltà con un numero di stelle da 1 a 10) e le nuove relative zone.
Ad un certo punto, ad esempio, verrete avvicinati da un PNG che dirà qualcosa come “Salve, eroe! Ho sentito delle tue gesta e sono certo che puoi aiutarci! Vengo dall’impero Taldeitali e i nostri soldati stanno venendo ammazzati da un drago che si trova al nord. Però so che tu ce la puoi fare: ho infatti lasciato una nuova quest alla Gilda. Ti prego di accettarla!“. E tutta la narrazione (o quasi) del gioco sarà portata avanti in questo modo triviale e poco interessante.

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Il gioco prende a piene mani da più di 25 anni di storia della saga, presentandone i mostri…

Avremo comunque la libertà di personalizzare il nostro alter ego in maniera molto varia, scegliendo non solo la classe, ma anche le abilità che avremo sbloccato con i Crystal Points guadagnati dalle quest.
Potremo non solo imparare tutte le abilità dei job sbloccati (anche se ovviamente lanciare un incantesimo di cura sarà meno efficace se usato da un Dragoon piuttosto che da un White Mage) ma anche personalizzare queste ultime con degli effetti aggiuntivi in modo da renderli sempre più potenti: potremo lanciare palle di fuoco che avvelenano gli avversari, colpi di ghiaccio in grado di rallentarli, attacchi di terra in grado di bruciare, e così via.
Anche a livello di equipaggiamento saremo molto liberi e anzi, il gioco premierà la varietà e la sperimentazione: sarà infatti solo tramite cosa indosseremo che le nostre caratteristiche potranno migliorare. Non esiste un effettivo livello del personaggio (se non un “Explorer Level” che determina le quest alle quali possiamo accedere), ma solo potenziando gli oggetti in nostro possesso potremo vedere salire i nostri punti ferita, la nostra stamina, la potenza di attacco e via dicendo, rendendo fondamentale la modalità di crafting e upgrade presso il fabbro del villaggio.
Utilizzando i resti dei mostri sconfitti e i Crystal Points potremo non solo migliorare i parametri dei nostri armamenti (e quindi del nostro personaggio) ma aggiungere anche ad essi (come per gli incantesimi modificati) delle qualità extra. Il problema è che collezionare gli “ingredienti” necessari a modifiche e upgrade è una vera noia. Volete ad esempio l’impermeabile di Sephiroth? Bene, dovrete avere 10 Jenova Cells. Che vengono droppate solo da Shiva nella missione One-Winged Angel (l’ho detto che il fanservice è grande in questo gioco?). Ergo dovrete rifare la stessa quest (in questo caso sconfiggere Shiva) almeno dieci volte. E il risultato, almeno fino alle missioni di livello 5, è pressoché inutile visto che anche tenersi sempre lo stesso equipaggiamento non costituirà un vero problema.

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…gli Eidolon

Il livello di difficoltà generale di Final Fantasy Explorers infatti è piuttosto basso, e fallire una quest sarà solo questione di disattenzione o di sfortuna, mai di incapacità vera, proprio perché sono pochissime le occasioni in cui sarete messi davvero alla prova. Solo alcuni Eidolon presenteranno una sfida, con attacchi particolari da memorizzare (lo Zantetsuken di Odin ad esempio) ma il gioco è molto poco punitivo e morire significherà solo dover usare un Phoenix Pinion o sottrarre 5 minuti dal totale elargito per completare la quest in corso.
Se siete in gruppo invece, nemmeno quello sarà un problema: basterà avere un compagno con un incantesimo di resurrezione e il gioco è fatto. Durante le sessioni multiplayer la difficoltà sarà leggermente più alta, ma mai davvero proibitiva: solo il dimenticarsi il pattern di attacco di Dryad, con tutti i suoi status alterati, o il farvi colpire dalla mossa mortale di Odin e rimanere accecati troppo tempo contro Diabolos potrebbero rischiare di darvi problemi, a meno che non decidiate di imporvi dei malus (fino a quattro diversi) per rendere la cosa più complicata e avere un drop rate migliorato.
Tutto questo potrete ripeterlo decine e decine di volte, da soli o con amici, ma con lo stesso identico risultato: noia. Final Fantasy Explorers non ha una così grande varietà di location o di nemici e, una volta raggiunto l’end game (dopo aver concluso, nel giro di una ventina di ore al massimo, le quest di quinto livello) nulla vi stimolerà a continuare con le restanti quest, a meno che non siate dei completisti compulsivi e un po’ masochisti.
Fare e rifare le stesse missioni e uccidere in continuazione gli stessi mostri infatti potrebbe risultare divertente solo e unicamente se l’approccio proposto dal gioco  vi obbligasse a cambiare strategia, a combattere in zone diverse o a garantirvi dei premi DAVVERO significativi che non siano solo fanservice.

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…e i job che tutti i fan di vecchia data hanno imparato ad amare.

Tecnicamente il gioco si difende benone, con musiche orecchiabili ma non memorabili e una grafica poligonale che funziona ma non stupisce, soprattutto se si pensa al concorrente principale di questo titolo.
Monster Hunter 4 Ultimate infatti si colloca spanne sopra a livello di grafica e performance generale, e infatti trae grande giovamento dall’utilizzo di un New 3DS, cosa che non serve necessariamente per Final Fantasy Explorers, il quale perlomeno non presenta caricamenti troppo lunghi anche sulla console originale.
Se quindi questo titolo Square Enix tecnicamente funziona, il suo problema è invece il cercare di intrufolarsi in una categoria ben precisa che però gli sta decisamente larga. L’idea di poter giocare con degli amici online o nella stessa stanza ad un gioco di avventura funziona benissimo su 3DS: l’abbiamo visto non solo con il titolo Capcom succitato, ma anche con Fantasy Life di Level-5 e Tri-Force Heroes di Nintendo.
Quello che però penalizza Final Fantasy Explorers è il non capire come sfruttare le sue potenzialità: Monster Hunter rimane l’esperienza più hardcore, più completa e soddisfacente, laddove Fantasy Life si presenta come un buon incrocio tra il life simulator e il MMORPG e l’ultimo Zelda portatile presenta il puzzle-solving dei dungeon caratteristico della serie ma lo arricchisce delle possibilità legate al multiplayer.
Il gioco Square Enix cerca invece di fare il MMORPG ma ne prende in considerazione solo gli aspetti tecnici legati ai combattimenti: non finge nemmeno di avere una trama che, invece, seppur solo di contorno, in Final Fantasy XI e XIV esiste e aggancia il giocatore, trasformando il grinding insito nel genere in qualcosa di extra. Qui purtroppo c’è solo quello. E se anche tenerlo “in sottofondo” per una partita con gli amici ogni tanto può funzionare a patto di essere dei fan sfegatati del franchise, molti giocatori potrebbero trovarlo totalmente inutile.
Tra l’altro, la pubblicazione a ridosso di altri JRPG (di cui il 2016 sarà costellato) lo penalizza parecchio: Atlus ha appena pubblicato Stella Glow, Legend of Legacy e Etrian Odyssey Untold 2: The Fafnir Knight, Namco ha dato alla luce Projct X Zone 2 e il 2016 ci porterà anche il nuovo Fire Emblem: Fates. Ma, soprattutto, Square Enix stessa a un mese di distanza da Final Fantasy Explorers ha pubblicato (ieri, qui in Europa) l’attesissimo Bravely Second, erede spirituale dei classici Final Fantasy, facendosi quasi concorrenza da sola.
Se però siete fan sfegatati della serie, vi diverte fare grinding e affrontare le stesse missioni decine di volte e avete abbastanza curiosità da provare a sperimentare combo e mosse sempre diverse, o semplicemente cercate un simil-MMO e avete già completato al 100% Fantasy Life, Monster Hunter 4 e Tri-Force Heroes, allora potreste trovare pane per i vostri denti.

FF EXploers polipi

Perché sì:
Perché no:
  • Tante cose da fare…
  • Tanta personalizzazione…
  • Fanservice

 

  • …tutte uguali
  • …quasi inutile
  • Fanservice

Final Fantasy Explorers – Nintendo 3DS (Videogioco)


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About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.