FIFA 17 – Non è un FIFA per vecchi

0
Posted 06/10/2016 by in PC

Piattaforma: , ,
 
Software House:
 
Genere: , ,
 
PEGI:
 
by Ipah
Recensione

Tocca ripeterlo tutte le volte che arriva settembre: chi dice che FIFA è uguale tutti gli anni non gioca a FIFA tutti gli anni.
Puntuale come una palla persa da Ranocchia, arriva anche nel 2016 il nuovo capitolo della saga calcistica EA Sports che decide, con questo capitolo, di rinunciare al motore grafico Ignite in favore di Frostbite, ben conosciuto dagli amanti degli FPS essendo lo stesso sul quale è basato Battlefield.
L’impatto grafico è, come al solito, eccezionale e i giocatori dai nomi più altisonanti sembrano essere stati infilati a forza su schermo dalla vita reale. Stesso discorso, sempre come al solito, non si può fare per i calciatori meno di spicco e per quelli fuori dalla Premier League, lega che ha avuto un occhio di riguardo particolare quest’anno, grazie alla nuova, attesa modalità “Il viaggio” che, dal punto di vista grafico, ci regala la presenza degli allenatori a bordo campo, ma per il momento, appunto, solo i 20 allenatori del campionato inglese sono stati scannerizzati e inseriti, nella speranza che nei prossimi anni, anche i coach delle altre leghe possano ricevere il medesimo trattamento.

Daje Trenza!

Daje Trenza!

Prima di addentrarci nelle novità inserite nelle varie modalità, veniamo a ciò che ci interessa davvero: il gameplay.
Premetto di aver giocato a FIFA 16 fino al giorno prima di mettere le mani sulla versione completa di FIFA 17 e devo dire che mi aspettavo un feeling totalmente diverso visto il cambiamento di motore grafico, ma se arrivate anche direttamente dal capitolo precedente vi troverete abbastanza a vostro agio.

I passaggi sono diventati più precisi e il ricevitore dello stesso molto più reattivo permettendo delle azioni costruite sui passaggi di prima che, personalmente, non riuscivo a costruire così bene dai tempi di FIFA 14.
L’importanza della forza fisica del giocatore è ancora più accentuata e non si risparmierà di usarla per prendere posizione nei confronti a discapito dei giocatori più gracili rendendo i contrasti e le mischie piacevolmente realistiche; a questo va ad aggiungersi un ritorno prepotente dei giocatori più veloci che dopo un buon inserimento “… e chi lo prende più”. Quest’ultimo punto ci obbliga a parlare della migliorata intelligenza artificiali dei compagni di squadra non direttamente sotto il nostro controllo, che finalmente cercheranno di inserirsi alle spalle della difesa con movimenti davvero brillanti, donandoci un numero di opzioni offensive vastissimo leggendo l’attuale posizione della difesa e spostandosi di conseguenza. E l’altra faccia della medaglia? La difesa?
Tiro ancora in causa il maggiore uso della forza fisica che permette ai difensori di spintonare l’attaccante per rubargli palla o lottare in area per impedire un colpo di testa pericoloso, ma -tocca dirlo- difendere a FIFA è difficile, era difficile l’anno scorso e quest’anno, grazie o per colpa della maggior intelligenza offensiva, lo è ancora di più.

Grandi novità anche nei calci piazzati: durante i corner la telecamera non andrà più alle spalle del giocatore designato alla battuta, ma rimarrà al centro dell’area e andremo a calciare aiutati da un nostalgico mirino con la palla che, a differenza degli anni precedenti, disegnerà parabole più alte e lente.
Durante i calci di punizione saremo noi a decidere se utilizzare lo stesso metodo o tornare alla buona, vecchia telecamera alle spalle, ma a parte questa opzione non ho trovato particolari differenze nella realizzazione.
Chiudiamo il discorso con i rigori. Ah, i rigori, croce e delizia di FIFA 17. Ho sentito parecchie lamentele sui nuovi calci di rigore che sostituiscono il puntatore invisibile con un sistema di calcio più libero che permette addirittura di scegliere il tipo di rincorsa da effettuare prima dell’impatto col pallone. Ciò ha come conseguenza una realizzazione più difficile e più realistica del rigore diminuendo drasticamente il numero di missili all’incrocio e bordate rasoterra baciando il palo alle quali ci hanno abituato i capitoli precedenti. Magari andrò controcorrente, ma trovo che sia giusto così.

Un po' di goduria grafica.

Un po’ di goduria grafica.

La novità più attesa è stata senz’altro “Il viaggio”, la tanto discussa story mode di questo nuovo capitolo, novità che mi ha sempre lasciato un pochino scettico fin dalla sua presentazione avendo paura di un semplice boost ben impacchettato della vecchia carriera giocatore, ma una volta provata nella sua interezza… beh, wow, mi sono dovuto decisamente ricredere.
Seguiremo e controlleremo la carriera di Alex Hunter, nipote di un attaccante che ha lasciato il segno molti anni prima e figlio di un padre assente, frustrato da una carriera rovinata da un grave infortunio.
Attraverso svariate cut-scenes davvero ben fatte e coinvolgenti influenzeremo il carattere di Alex rispondendo a domande di familiari, amici e giornalisti con una scelta di risposte predefinite in perfetto stile Mass Effect che plasmeranno il suo carattere e i conseguenti rapporti con tifosi e allenatori. Oltre a ciò lo controlleremo, ovviamente, durante partite e allenamenti con vari obiettivi da portare a termine per fare colpo sul mister e guadagnarci il posto da titolare.
La modalità è agli albori e presenta dei limiti evidenti, come ad esempio il fatto di essere interamente in Premier e che la trama duri solo una stagione (il motivo anticipato all’inizio di questa recensione per il quale questa lega ha avuto un occhio di riguardo), ma nonostante questo “Il viaggio” vi terrà incollati al pad e resta dotato di un potenziale assurdo.

No, io i gol li faccio, ma gioco con gli scarsi.

No, io i gol li faccio, ma gioco con gli scarsi.

Va bene… “Il viaggio” è “Il viaggio” ed è una new entry spettacolare, ma sappiamo tutti bene come la regina sia sempre una. Ultimate Team non si ferma mai e vanta alcune news anche in FIFA 17.
L’apprezzatissimo draft rimane anche quest’anno e a questo si vanno ad aggiungere le sfide di creazione rosa e il FUT Champions. La prima ci sfiderà nel creare delle squadre soddisfacendo i requisiti richiesti che cambieranno ogni tot giorni a seconda del gruppo di sfide scelto.
FUT Champions invece ci vedrà impegnati in svariati tornei organizzati ogni settimana che ci daranno la possibilità di guadagnarci l’accesso agli eventi del weekend dove cerchermo di vincere quante più partite possibile su 40 complessive per ricevere premi abbastanza importanti.

In conclusione non ci troviamo davanti al miglior FIFA di sempre, ma di sicuro è il migliore della next generation.
Per quanto riguarda le licenze non c’è moltissimo da dire: è arrivato il campionato giapponese, ma la Serie A non è più licenziata
(squadre, stemmi, maglie e giocatori rimangono, ma “Serie A e B” sono rimpiazzate da un anonimo “Calcio A e B”).
Siamo davanti all’inserimento di tante novità più che a un evidente miglioramento delle modalità già esistenti, novità che a loro volta hanno parecchia strada davanti a loro e molto bisogno di migliorare.
Non è un male e non lo ritengo tale, sia chiaro, ma è ovvio che lascia un po’ quel sapore di gioco di passaggio con tante cose che sai per certo verranno migliorate tantissimo l’anno prossimo, ma… ecco, dai, ci siamo capiti.
Il cambio di motore grafico e “Il viaggio” hanno sicuramente sostituito qualche miglioria che molti si aspettavano, come il rimpolpamento delle nazionali femminili, ad esempio, ma la gestione dell’illuminazione e la cura dell’atmosfera nei vari stadi ripaga le mancanza; entrare ad Anfield e sentire “You’ll never walk alone” cantato dai tifosi non ha prezzo.
Beh, -oddio, sì- ce l’ha un prezzo, però se ve lo prendete su PC andiamo a spaccarci all together in Pro Club!

Perché sì:
Perché no:
  • Comparto grafico eccezionale
  • Il viaggio è una droga
  • Un Ultimate Team così non si era mai visto
  • AI degli attaccanti stellare

 

  • La trama de Il viaggio è di un anno
  • Retrogusto di capitolo di passaggio

premi-fifa

 


About the Author

Ipah
Ipah

Comunque se non si fa un remake di Red dead redemption e CTR la gente è pazza.