Everything – Ogni cosa è personale

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Posted 17/05/2017 by in PC/Mac/Linux

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by Tracotanza
Recensione

Everything è uno di quei giochi che, volente o nolente, è destinato a far nascere non poche controversie. Controversie che derivano da quella sua natura di prodotto profondamente intellettuale, che poco si adatta alla definizione di “gioco” tipica di chi vorrebbe vedere i videogiochi come puro passatempo fine al divertimento. Controversie manifeste non solo in opinioni diverse di persone differenti, ma anche nella mia difficoltà a dare un giudizio a un’opera che, in fondo, sto ancora cercando di capire.

Non conosco immagine migliore per cominciare

Ho cominciato la mia esplorazione come mammuth, quando, rotolando in giro, ho iniziato a cantare con gli altri bovini pelosi, poi a correre con loro, a danzare e anche a procreare. In seguito ho imparato come diventare qualcos’altro e sono stato una particella, un albero, una pianta, un insetto, un’intera galassia e migliaia di altre cose. Everything è sicuramente unico nel suo genere, in quanto vi permette veramente di essere tutto quello che c’è intorno a voi. Durante il gioco, pertanto, avrete la possibilità di impersonare qualsiasi elemento presente sullo schermo e, di conseguenza, di osservare il mondo, di muovervi, di cantare e di danzare nei panni di ogni oggetto rappresentato nell’opera.

Non avrei mai pensato di poter essere una famiglia di pupazzi di neve

Viaggiando potrete leggere i pensieri delle cose che vi circondano e ascoltare le parole di Alan Watts, degli audio con delle riflessioni interessanti  sulle connessioni  fra l’universo e ogni sua parte. La forza di Everything sta proprio nel permettervi, a seconda di ciò che sarete, di notare le differenze in tutto quello che vi circonda, a partire dalla dimensione degli oggetti, ma anche nella percezione del tempo che scorre via più o meno velocemente. Se sarete un albero millenario, un giorno trascorrerà con la facilità di un minuto e vedrete albe e tramonti scivolare via, mentre, da batterio, probabilmente non vi renderete mai conto del passare del tempo e tutto sembrerà incredibilmente immobile. Un’esperienza che consiglio è quella di passare da insetto a mammifero mentre sta piovendo, per cogliere la differenza fra le gocce di pioggia. Questo costante “diventare qualcos’altro” è il principale punto di forza del gioco, che vi permetterà davvero di essere tutto.

La grande marcia dei lampioni fra le strade della città.

Nonostante ciò, rimangono le controversie di cui parlavo prima. A me Everything è sicuramente piaciuto, ma non mi sentirei a mio agio a consigliarlo a tutti. In un certo senso, giochi come Everything sono, paradossalmente, molto personali, e, sebbene parlino di tutto il mondo, molti potrebbero ritenere gli argomenti trattati banali o poco affascinanti. Forse l’unico buon consiglio che posso darvi è quello di realizzare quanto per voi sia importante comprendere la vostra connessione con il mondo in un modo così squisitamente filosofico. Se questa premessa non vi dovesse andare a genio, non potrete che considerare Everything una stupida perdita di tempo.

Le cose mi sono un attimo sfuggite di mano

Onestamente, ci sono delle scelte di Everything che non ho ben compreso, a partire dalla totale eliminazione delle animazioni di movimento dei mammiferi di media grandezza, i quali si limiteranno a rotolare in giro come giocattoli che ruotano. Non mi va di pensare che si tratti di una mancanza di desiderio o di competenze tecniche da parte di David OReilly e dei suoi ragazzi e, pertanto, la sua scelta rimane per me oscura. Se qualcuno ne volesse discutere nei commenti, sarei felice di leggere le vostre opinioni.

Eh, signora mia, non ci sono più le mezze stagioni.

La colonna sonora che vi accompagna è davvero rilassante e si abbina splendidamente a tutto quello che vi ritroverete a essere, man mano che il gioco vi permetterà di sbloccare opzioni sempre più varie per poter incasinare il mondo circostante. In Everything, è davvero il caso di dirlo, il limite rimane solo la vostra immaginazione.
Rimane, comunque, un gioco che non vi terrà incollati al pc per più di qualche ora, una di quelle esperienze da giocare finché non riterrete di aver compreso un po’ di più ciò che vi circonda.

Goat Simulator è ormai superato

Se volete fare l’esperienza di essere tutto, lo trovate su Steam, psstore e ovunque vi venga in mente a 15€.

Tutto

Alan Watts

Perché sì:
Perché no:
  • Puoi diventare qualsiasi cosa
  • L’impatto è bellissimo
  • Musica splendida

 

  • Non adatto a tutti
  • Alcune scelte discutibili

 


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico