Ever Oasis – Un mondo buono

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Posted 28/06/2017 by in 3DS

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by Nicola De Bellis
Recensione

Con l’avvento del Nintendo Switch davo ormai il 3DS già per spacciato; complici le uscite rasenti lo zero dell’ultimo anno, lo ammetto, non ricordavo neanche che esistesse. È praticamente da Monster Hunter Generations che non aprivo il mattoncino dall’analogico destro più scomodo dell’universo. Immaginate, quindi, la mia sorpresa quando mi atterra sulla scrivania una release fresca fresca che non conoscevo, per giunta di un second-party Nintendo, così, a bomba, a fine ciclo vitale. A costo di bruciarmi subito il verdetto finale, io lo dico: se il 3DS chiude la sua carriera così, se ne va in pensione con onore.

Per un action-RPG portatile, la scala dell’avventura è notevole.

Ever Oasis è un action-RPG, misto gestionale, sviluppato da Grezzo, che forse ricorderete per i remake su 3DS di Legend of Zelda: Ocarina of Time e Majora’s Mask. L’esperienza maturata lavorando principalmente su Zelda si è tramutata in una IP originale, tutta loro. Le influenze sono evidenti, ma il risultato riesce ad avere un’identità propria.
La premessa è molto semplice: viviamo in un enorme deserto, normalmente inabitabile, ma reso tollerabile dalle tante oasi-villaggio in cui le persone si radunano a vivere in pace. Le oasi hanno anche l’importante scopo di offrire protezione dal Caos, il quale contagia e corrompe tutte le creature che ne restano esposte. Un brutto giorno il Caos diventa, misteriosamente, forte abbastanza da irrompere in tutte le oasi e distruggerle, compresa la nostra. Sta a noi ora fondare l’ultima oasi, diventarne capo e proteggerla dal Caos.
Sebbene il tono sembri, detto così, molto tragico, in realtà Ever Oasis è di spirito molto più gentile. Questo è uno degli aspetti che ho apprezzato di più, l’onesta bontà di tutti i personaggi che incontriamo lungo l’avventura; tutto è trattato con toni molto leggeri e pacati. Non mancano i momenti più seri, ma in generale evita il più possibile di essere melodrammatico, restando cordiale senza diventare sdolcinato. In sostanza, quello di Ever Oasis è un mondo buono.

Con l’aiuto dell’ultimo elementale d’acqua rimasto nasce l’ultima oasi.

Quanto al gioco in se, Ever Oasis raccoglie e mischia pezzi sparsi da Zelda, Monster Hunter, Rune Factory e Animal Crossing, ma il risultato è sorprendentemente unico.
Da un lato abbiamo la parte action, il che significa avventurarsi in giro per il mondo, esplorare, combattere mostri, ficcarsi in dungeon di tutte le taglie e risolvere puzzle; dall’altro abbiamo la parte gestionale, ovvero prendersi cura della nostra oasi. In quanto Capo, è nostra responsabilità accomodare i residenti e far prosperare l’oasi: la nostra unica fonte di reddito è il commercio e sta a noi far girare l’economia. Ogni residente, previo un nostro… piccolo investimento monetario, può aprire un negozietto in cui vendere il suo oggetto preferito; questo attira nuove persone alla nostra oasi, le quali possono aprire i loro negozi, che attireranno nuove persone e potete capire come si va avanti.

I personaggi che abbiamo già reclutato ci danno, spesso, indizi su quali negozi attireranno nuovi residenti. E alcuni di loro vogliono palle. Tante palle.

Le nostre responsabilità sono due: piazzare i negozi lungo le strade commerciali dell’oasi e assicurarsi che non esauriscano la merce in vendita. Entrambe le cose sembrano stressanti, ma richiedono davvero poco sforzo. L’interfaccia gestionale è molto, molto semplice e reattiva, ci sono poche informazioni a schermo, tutte essenziali e non c’è proprio pericolo di perdere traccia di tutto l’ambaradan, a meno di essere dei distratti di proporzioni cosmiche.

Ogni negozio può, previo il completamento di una sottoquest, aumentare di rango e diventare molto più redditizio.

Non si vive di sola domanda e offerta, però, nella vita servono anche le scazzottate e qui entra in gioco la parte action. In qualunque momento possiamo lasciare l’oasi e avventurarci in giro per il mondo, assieme ad altri due residenti, i quali ci aiuteranno in combattimento. L’obiettivo finale è spazzare via il Caos una volta per tutte, ma c’è tanto da fare lungo la strada. Sparsi per il mondo ci sono tantissimi dungeon, tesori e compagni da reclutare che aspettano solo di essere scovati. Chi mi conosce sa quanto apprezzo un gioco d’avventura che pone enfasi sull’esplorazione e la scoperta. Non c’è nulla di meglio che notare una bizzarra formazione di rocce in lontananza, scegliere di andarci ed essere ricompensati per aver osato esplorare.
Ovviamente non tutto è aperto fin da subito: numerose zone sono chiuse da bizzarri interruttori o ostacoli naturali invalicabili. In Ever Oasis, però, non ci sono i gadget di Zelda, quindi come si fa?
Qui entrano in gioco i compagni che reclutiamo lungo il viaggio. Ogni personaggio ha una sua arma preferita (la quale può essere usata per aprire nuove aree, tipo il martellone che spacca i macigni o i coltelli per tagliare le ragnatele) e, soprattutto, una sua abilità individuale che funziona, più o meno, come un gadget di Zelda. Ad esempio, alcuni personaggi possono trasformarsi in semi a forma di sfera, infilarsi in passaggi inaccessibili e aprire porte dall’altro lato; altri possono volare, altri ancora creare barriere per deflettere i proiettili, chi più ne ha più ne metta. Oltre a questo, ogni tipologia di arma è efficace contro un diverso tipo di nemico (comodamente indicato dall’interfaccia) e non si può cambiare equipaggiamento dopo aver lasciato l’oasi, quindi preparare con cura il party è estremamente importante.

Il sistema di combattimento è simile a Zelda, ma offre molte più combo e armi differenti.

I compagni sono la chiave di volta attorno cui Ever Oasis si regge. Per attirare più compagni bisogna far prosperare l’oasi, i nuovi compagni potranno aprire nuove aree, nelle nuove aree troviamo nuovi materiali, utili a nuovi tipi di negozi che attireranno nuovi compagni all’oasi. Insomma, è una spirale in costante espansione con un solido punto cardine.
Come ho già accennato, gli alleati sono essenziali anche nell’esplorazione dei dungeon, i quali sono i momenti chiave per l’avanzamento della trama. I dungeon sono strutturati esattamente come in Zelda e con questo intendo che seguono gli stessi principi: esplorare le aree disponibili, risolvere puzzle, ottenere chiavi ed esplorare ancora, fino a raggiungere il boss.

I boss di fine dungeon sono nettamente più tosti del solito mostriciattolo e generalmente divertenti da combattere.

Generalmente i dungeon sono molto ben strutturati e fanno uso creativo dei poteri di ogni personaggio e del modo in cui possono essere combinati. Un momento che mi ha molto colpito è stato un compagno munito di lancia che l’ha usata come leva per ribaltare un grosso pezzo di vaso, in modo che un altro personaggio, capace di trasformarsi in sfera, potesse usarla come rampa e arrivare al piano superiore.
In qualunque momento si può assumere il controllo diretto dei propri alleati, il che rende il combattimento più vario, visto che ogni arma ha combo e stili di attacco differenti. Questo significa anche poter dividere la squadra per risolvere grossi puzzle che richiedono la collaborazione, in contemporanea, di ogni membro.

Tutti i compagni, le loro abilità ed il loro equipaggiamento sono comodamente elencati alla creazione del party.

Il messaggio di Ever Oasis è che l’unione fa la forza. Il Capo non andrebbe da nessuna parte da solo, è grazie ai suoi alleati che diventa più forte in combattimento. Lungo tutta l’avventura c’è uno splendido senso di costruire una comunità in cui si convive in pace, una comunità pronta ad accogliere tutti, i quali contribuiscono a rendere l’oasi più pacifica e prosperosa. C’è una bontà genuina in tutto ciò che scalda perfino il mio arido rimasuglio di cuoricino.

Nulla è meglio di tornare a casa dopo un giorno d’avventura ed essere consolati dal nostro piccolo angolo di paradiso.

Ever Oasis è una sorpresa che vorrei accadesse più spesso. Non solo è un ottimo action-RPG (dalla scala anche abbastanza impressionante, per un titolo portatile), è anche adorabile, longevo, tecnicamente solidissimo, accessibile ai giovani e profondo per i vecchi. È pure una maledetta droga e sono determinato, lungo le vacanze estive, a reclutare ogni singolo compagno che non ho ancora trovato. Se il 3DS sta per morire, Ever Oasis è il suo canto del cigno.

ruka

Il secondo parere di Ruka

Seppur con un pelino d’incertezza, ho tenuto d’occhio Ever Oasis sin dai primi annunci: nonostante design e ambientazione mi affascinassero, la paura che potesse trattarsi dell’ennesima grindfest su 3DS era costante.
Non sono mai stato così felice di essere smentito e senza troppi giri di parole, non posso che definire la produzione GREZZO una delle migliori esperienze che il parco titoli della portatile Nintendo abbia da offrire.
Immediatezza del gameplay, buon level design dei dungeon e una componente gestionale assuefacente sono solo alcuni degli elementi che mi hanno fatto innamorare della mia piccola oasi: tutto scorre con naturalezza e dopo qualche ora vi sembrerà ordinaria amministrazione tornare nel vostro paradiso dopo una giornata (in gioco) passata all’insegna dell’avventura.
Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte a una narrativa non proprio eccezionale, i cui dialoghi mirano a un evidente target di giovanissimi, ma l’obiettivo del titolo non è proprio questo.
Come detto dal collega poco più sopra, a scaldarvi il cuore ci penserà l’esperienza in toto, un’esperienza profonda e variegata che riesce nel suo intento di non annoiare mai il giocatore, ma anzi di spronarlo ad esplorare un deserto che così deserto poi non è.
Date nuova linfa al vostro 3DS e placate la sete di avventure: Ever Oasis è più caldo dell’estate stessa.

Bontà

Estetica

Level design

Musiche

Perché sì:
Perché no:
  • Mischia bene elementi gestionali e action
  • Combat system semplice, ma solido
  • Storia dai tono leggeri
  • Design estetico adorabile
  • Ottime meccaniche di squadra
  • Longevo

 

  • I macho grimdarkcore potrebbero trovarlo troppo kid-friendly


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.