Enter The Gungeon – Bullet heaven

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Posted 20/04/2016 by in PC/Mac/Linux

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by Nicola De Bellis
Recensione

Mi sono affilato i denti su parecchi roguelike negli anni, ma raramente me ne capita tra le mani uno che mi prenda davvero. Il loro problema è che spesso utilizzano i risultati casuali come stampella, per non affaticarsi con vero level design. Non sono un fan dei classici roguelike a turni, in cui gli dei del random possono uccidere a casaccio con un tiro di dado. Non sono un fan di platform come Rogue Legacy, con livelli generati così male da creare aree totalmente inaccessibili o nemici imbattibili. Non sono un fan di The Binding of Isaac e della totale dipendenza dagli oggetti.
Spelunky ha avuto la mia attenzione più del normale, buone scelte di design e una generazione dei livelli non interamente casuale ne fanno un gioco onesto, ci fa partire ben equipaggiati e ci dà una chance di sopravvivere. L’idillio non è durato molto però, ha finito per rivelare lo stesso problema di Isaac: sei arrivato al terzo mondo ed il gioco non ha generato fucile, mantello e guanti da arrampicata? Spegni tutto e vai a dormire, tanto non hai speranze.
Mi ero arreso all’indifferenza misto odio per tutti i roguelike finché Dodge Roll non entra spaccando la finestra, coltello in bocca e dondolando dalla corda, si butta in capriola e mi serve su un piattino gioia e salvezza.

Enter The Gungeon è l’entrata in rotolata di Dodge Roll nel mondo dei roguelite per PC e PS4, che mira ad abortire The Binding of Isaac e spodestare Nuclear Throne da questo regno di terrore. Mai più bravi che ci bullano per strada con montagne di oggetti inutili, addio personaggi indifesi, au revoir dadi infami, Enter The Gungeon porta al genere quello che gli serviva da tempo: una sfida basata interamente sull’abilità.

Sei allergico ai proiettili ovunque e non sai schivarli? Ho solo due parole per te: git gud.

Sei allergico ai proiettili ovunque e non sai schivarli? Ho solo due parole per te: git gud.

Per la precisione, l’abilità di schivare proiettili. Il gioco è pesantemente ispirato dai più classici bullet hell e come tale conta sulla nostra capacità di zig-zagare con eleganza, per non farci mettere le palle in faccia.
Ognuno dei personaggi a nostra disposizione si avvia nel Gungeon con diverse abilità ed equipaggiamenti, il Marine può ricaricare più velocemente e mirare meglio, ad esempio, mentre la Prigioniera raddoppia i suoi danni quando viene colpita, ed altre varianti sui generis, ma indipendentemente da ciò, tutti partono con due abilità in comune: una pistola con proiettili infiniti e la capriola evasiva.

L'unica parte sgradevole della presentazione sono questi ritratti pre-boss fight. Sono piuttosto brutti e sembrano fatti in Paint in cinque minuti. Non capisco perchè esistano.

L’unica parte sgradevole della presentazione sono questi ritratti pre-boss fight. Sono piuttosto brutti e sembrano fatti in MS Paint in cinque minuti.

Da gente che si fa chiamare Dodge Roll non ci si può aspettare altrimenti: la capriola è il cardine del gioco, tanto quanto- anzi più delle armi da fuoco. Ci rende completamente invincibili e permette di saltare attraverso i proiettili, il che può sembrare una bimbo-minchiata, ma c’è la fregatura: i frame di invincibilità durano solo finché si tocca il suolo, dopodiché, fino a quando il nostro omino/donnino si rimette in sesto, si rimane vulnerabili.
Finezza e colpo d’occhio diventano abilità essenziali per usare la capriola al meglio. Bisogna imparare a maneggiarla alla perfezione, memorizzare frame per frame la durata dell’invincibilità e calcolarne al pixel la distanza. Sembra difficile, ma con un minimo di allenamento diventa un sesto senso. Rotolare in un brutto momento o nella direzione sbagliata significa schivare un proiettile solo per finire di faccia contro altri dieci.

Non solo proiettili: alcune stanze hanno ostacoli ulteriori, dai pozzi senza fondo alle seghe rotanti sui muri.

Non solo proiettili: alcune stanze hanno ostacoli ulteriori, dai pozzi pieni di spine alle seghe rotanti sui muri.

Oltre a questo, come ho già detto, le pistole iniziali di ogni personaggio hanno sempre munizioni illimitate. Prigioniera e Cacciatrice iniziano il viaggio con una seconda arma in saccoccia, con proiettili contati, ma hanno comunque un revolver infinito su cui ripiegare. Assieme alla capriola, questa è l’altra scelta di design che rende Enter The Gungeon incredibilmente solido. La pistola iniziale è estremamente affidabile; certo, alcuni personaggi ne hanno una più potente rispetto ad altri, ma sempre solida abbastanza da essere più che sufficiente. È più che possibile arrivare ad oltre metà Gungeon utilizzando solo quella. Parliamo dell’esatto opposto delle inutilissime lacrimuccie di Isaac, così scarse da essere surclassate dopo un paio di stanze nel piano iniziale.

Enter The Gungeon ci permette, intelligentemente, di non essere schiavi degli oggetti casuali. Non ci tocca pregare che vengano generati tonnellate di power-up per rendere i proiettili meno scarsi, i nostri sono più che sufficienti per gran parte di un playthrough. A patto di essere abili con le schivate ed avere una buona mira, è sufficiente procurarsi giusto un’arma alternativa, per aiutarsi nelle stanze più complesse o contro i boss.
Trovarla è, di solito, quasi garantito fin dal primo piano del Gungeon. Pistole e power-up si ottengono aprendo gli scrigni sparsi nei livelli o comprandole dal negoziante. Considerando che il gioco ci lancia nella mischia sempre con una chiave in tasca, genera almeno due scrigni per piano e la chance che il negoziante venda armi e chiavi aggiuntive è molto alta, arrivare al secondo stage con almeno un’arma extra in tasca è una garanzia.

Citazioni, parodie e giochi di parole abbondano, ma oltre allo humor, questi personaggi ci regalano anche la chance di avere armi extra.

Citazioni, parodie e giochi di parole abbondano, ma oltre allo humor, questi personaggi ci regalano anche la chance di avere armi extra.

Tutto questo è buon design. Spelunky faceva le stesse buone scelte, contrastava la natura casuale del roguelike con un solido strato di garanzie in forma di controlli affidabili e un buon arsenale di armi e abilità a nostra disposizione fin dal primo secondo. Enter The Gungeon si porta addirittura un passo avanti rispetto a Spelunky, radica la sfida ancora più in fondo nelle abilità del giocatore e rimuove la necessità di oggetti generati casualmente per navigare lo scenario. Tutto ciò che serve per arrivare in fondo è una buona arma, ed una buona arma è molto facile da trovare.

Ovviamente nel livello in miniera si possono usare i carrellini. Ed è uno spasso.

Ovviamente nel livello in miniera si possono usare i carrellini.

Le chicche di buon design sono così tante che potrei anche dimenticarmene qualcuna. Adoro, ad esempio, il modo in cui è gestita la telecamera, che si sposta dolcemente in base a dove miriamo. Adoro la fisica della capriola, che ci rallenta appena nel momento in cui tocchiamo terra, permettendo di percepire l’istante in cui si ritorna vulnerabili anche senza dover fissare il personaggio. Adoro ribaltare i tavoli, un sistema elegantissimo per creare coperture dinamiche, ma non onnipotenti, che si infrangono se colpite troppo.
Perfino il design dei nemici è assolutamente geniale: hanno (quasi) tutti la forma di proiettili. Oltre ad essere assolutamente adorabili, basta guardarli per capire istantaneamente che arma hanno e come ci attaccheranno. Il gioco ci tira qualche palla curva verso gli ultimi due piani, quando i nemici si fanno davvero bizzarri, ma arrivati a quel punto non c’è pattern che possa stupire e avrete già imparato ad approcciare ogni nuovo nemico con cautela.

I nemici a forma di cartuccia hanno ovviamente dei fucili e attaccano con spread alla contra. Non sono adorabili?

I nemici a forma di cartuccia hanno, ovviamente, i fucili e attaccano con uno spread alla Contra. Non sono adorabili?

Tutto questo ben di Dio è avvolto in un pacco di ottima pixel art che tocca il mio cuoricino da disegnatore, estremamente pulita e dalle animazioni adorabili, musiche di gran qualità e tantissimo charme. Oltretutto ha anche un bel po’ di contenuti: oltre ai cinque piani da attraversare per arrivare al boss finale c’è una buona dose di extra sbloccabili, in forma di livelli segreti, personaggi, scorciatoie e tanto altro. Nascosti nel Gungeon ci sono parecchi tristi viaggiatori intrappolati dai Gundead, da liberare e riportare all’hub principale per sbloccare nuovi negozi, sfide aggiuntive e pezzi di trama. I contenuti, insomma, non mancano affatto.

Una volta salvata questa signorina ed il suo simpatico robot, apriranno un negozio nell'hub con nuove armi e power-up.

Una volta salvata questa signorina ed il suo simpatico robot, apriranno un negozio nell’hub con nuove armi e power-up.

Non mi divertivo così con un roguelike da Crypt of the Necrodancer, questo genere aveva bisogno di altri esponenti dalla sfida onesta e basata al 100% sull’abilità del giocatore.
Enter The Gungeon non è solo un ottimo shooter, è la risposta che The Binding of Isaac e Nuclear Throne avevano bisogno di ricevere da anni, la competizione che non avevano e una ventata d’aria fresca in un genere troppo radicato sui tiri di dado. Bello da giocare, da vedere e da ascoltare e non ne cambierei una virgola.

Se volete gettarvi nel Gungeon con me a schivare proiettili, potete trovarlo su Steam e PlayStation Network per la modica cifra di €14,99.

 

gungeon_premi

Perché sì:
Perché no:
  • Difficile, ma onesto
  • Tanto buon design
  • Pixel art deliziosa
  • Ottime musiche

 

  • Co-op solo locale
  • I boss degli ultimi piani possono portare alle lacrime


About the Author

Nicola De Bellis

Disegnatore, pixel artist, game designer dilettante e ombra di se stesso professionista, critica allo sfinimento tutto ciò in cui riesce ad affondare i denti e scrive le sue orribili opinioni pubblicamente come passatempo.