Dynamic Sketch Book: tratti in comune

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Posted 11/05/2015 by in PC

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YOH-OH!:

Puzzle game fisico. Disegno a mano libera. Buon level design. Ottima varietà di situazioni
 

ARR!:

Colonna sonora migliorabile. Alcuni errori di programmazione. Richieste hardware ingiustificate, qualche bug "fastidioso"
 
by La Redazione
Recensione

Che il mercato videoludico offra una quantità considerevole di puzzle game basati sulla fisica non è certo un segreto: basti pensare a titoli quali Boom Blox, per quanto riguarda le grandi produzioni, Inside The Gear, di Mykhail Konokh (autore di Fly in the House), Incredipede e Fantastic Contraption di Colin Northway , World of Goo dei 2D Boy, ma anche Bad Rats, gioco sviluppato dal team brasiliano Invent4 e in attesa di un seguito, da poco annunciato contro le previsioni di molti. Di fisica videoludica si dovrebbe poi parlare a lungo tirando in ballo opere come Surgeon Simulator, QWOP, Probably Archery, Ampu-Tea e compagnia “invalidante”, senza dimenticare A Very Tale, I Am Bread e Mount Your Friends, giusto per citare qualche esempio.

Vi è poi un titolo che ci interessa particolarmente in questa sede: si tratta di Crayon Physics Deluxe, pensato e realizzato nel 2009 dal finlandese maestro del “genere” Petri Purho, a.k.a. Kloonigames, di cui ricordiamo anche la mole di prototipi giocabili, disponibili QUI. In Crayon Physics il giocatore aveva la possibilità di disegnare una qualsiasi forma “a mano libera” e di vederla rispondere alle realistiche leggi fisiche proprie del mondo di gioco. Obiettivo ultimo era il trasporto di una mela rossa stilizzata fino alla stella presente in ogni livello.

Crayon Physics Deluxe

Crayon Physics Deluxe e la sua indimenticabile mappa interattiva, su cui “pastrocciare” e disegnare a piacimento!

Collodium Apps & Games, attualmente al lavoro su Umbra, un platform che ricorda LIMBO sotto molto punti di vista, ha deciso di offrire ai giocatori la possibilità di interagire con un quadernetto per gli schizzi “magico”, proprio come accadeva in Crayon Physics, in cui ad essere magico era però il pastello del titolo, ispirato al libro per bambini Harold and the Purple Crayon, di Crockett Johnson. Insomma, Dynamic Sketch Book è un puzzle game in cui si è chiamati a tratteggiare mille forme ed oggetti con l’ausilio di una matita e di pochi altri strumenti, che avremo modo di “illustrare” meglio in seguito, per completare le varie “missioni” proposte: si va dalla semplice richiesta di infilare un pallone da calcio in porta fino all’avviamento di missili spaziali, passando per il trasporto di dolciumi da una parte all’altra dello scenario.

Umbra

Il curioso Umbra, ancora in fase di sviluppo.

Le due opere a confronto sono sì molto vicine per certi aspetti, non ultimo quello grafico, con uno sfondo “cartaceo” e tratti stilizzati, ma le meccaniche di gioco presentano differenza dovute a diverse scelte di game design. Mentre in Crayon Physics ogni elemento disegnato continuava a rispondere alla fisica di gioco per tutta la durata del livello, rendendo possibili soluzioni “entropiche” alla Scribblenauts, in Dynamic Sketch Book ogni linea disegnata si “solidifica” dopo tre secondi circa. Ciò significa che è possibile disegnare una linea in caduta libera e, calcolando con precisione i tempi, sospenderla a mezz’aria.

Un’altra differenza è data dalla scelta di Colludium di impedire il tratteggio di linee a contatto con superfici già disegnate  e presenti nel livello. In CP era invece possibile disegnare anche all’interno delle piattaforme, per cercare di “ingannare” il motore fisico del gioco e trovare soluzioni non previste per le varie sfide. Non che questo non sia possibile nel titolo in questione: l’idea di sfruttare i limiti del gioco per raggiungere gli obiettivi, che costituisce una buona parte del fascino di queste produzioni, è presente anche in DSB. Arrivare alla fine di una prova è sempre una soddisfazione, anche grazie all’ottimo level design e alla varietà di situazioni proposte, come accennavamo in precedenza.

Dynamic Sketchbook

Un livello dal primo mondo di gioco.

Un altro elemento interessante su cui porre l’attenzione è proprio quello del limite: in CP il confine era rappresentato dal “codice” stesso, in quanto disegnare troppe linee o tratti troppo “estesi” portava alla vera e propria “rottura” del gioco, con tanto di messaggio ad hoc dello sviluppatore. Un disegno troppo complesso provocava una sorta di blocco delle “macchina”, che non era più in grado di gestire le informazioni relative alla fisica. DSB propone invece un insieme di risorse limitate fin dall’inizio, a partire dal numero di oggetti fino alla quantità di gomme e spinte, passando per l’inchiostro disponibile per creare ogni elemento. Anche il tempo, virtualmente infinito in Crayon Physics, è limitato: l’approccio con la sfida è dunque meno rilassato e più concitato, anche perché una minor quantità tempo impiegato per la risoluzione del livello corrisponde ad una valutazione più alta, espressa con una, due o tre stelle, assegnate anche in base agli strumenti utilizzati .

Dynamic Sketchbook

Anche in Dynamic Sketch Book è possibile “rompere” il gioco!

Certo, non mancano le pecche, come una richiesta hardware eccessiva e non giustificata, e una colonna sonora decisamente migliorabile, costituita com’è da pochi temi (country)rock che riportano alla mente la soundtrack del succitato Bad Rats. Il tutto senza dimenticare piccole ma fastidiose imprecisioni a livello di programmazione: può capitare, ad esempio, di “morire” dopo aver raggiunto il traguardo e di dover ricominciare da capo il livello. In definitiva, tuttavia, Dynamic Sketch Book è un’opera molto interessante, che saprà divertire gli amanti dei puzzle game “fisici”.

Dynamic Sketchbook

Uno screenshot dal secondo mondo, tutto incentrato sulle automobili.

Dynamic Sketch Book


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.