Dropsy – Hugventure psichedeliche e altruismo

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Posted 24/11/2015 by in PC/Mac/Linux

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YOH-OH!:

Tutto, però andateci con i piedi di piombo.
 

ARR!:

Tutto, però merita di essere giocato.
 
by La Redazione
Recensione

Dropsy is that clown that the folks around town
would warn you about
they’d tell you of the monster he became
how he killed his own mother
by sparkling that circus tent blaze…

Così canta Jay Tholen nel trailer di lancio di Dropsy, un’avventura punta e clicca un po’ particolare, piena di abbracci, disprezzo e rimbalzante felicità.
Dropsy è il clown ingiustamente accusato di aver provocato l’incendio nel quale è morta sua madre, tempo addietro, e tutti gli abitanti della cittadina in cui vive lo odiano o lo temono. Da allora il circo dei suoi genitori sembra essere caduto in disgrazia, e il padre guadagna qualcosina portando cianfrusaglie alla discarica locale, mentre Dropsy vive con incubi quotidiani in cui rivisita incendi, fantasmi e sensi di colpa.

Scena da incubo infernale, in cui Dropsy è avvolto da un tubo rosso e sollevato da terra in un ambiente caldo e ultraterreno.

Con questo orripilante GMON Dropsy esce dagli incubi che lo assillano

Il gioco inizia nel giorno del compleanno della defunta mamma clown, quando Dropsy esce di casa per portare il suo regalino nel cimitero cittadino, accompagnato dal suo fido cagnolino. Da subito iniziano i problemi: un enorme pennuto scorbutico blocca loro la strada e pretende il dazio, ma bastano dei biscotti per levarselo di torno. In città non sarà così facile, a causa della reputazione del nostro clown: le persone che incontriamo hanno dei desideri e dei bisogni che Dropsy si sente in dovere di soddisfare, incontrando spesso delle difficoltà per la diffidenza che riceve.
La scarsa voglia di comunicare, inoltre, si unisce al modo in cui la gente si esprime, ossia attraverso icone e mugolii, ma l’ambiente offre dei piccoli aiuti limitando gli hotspot e a volte sottolineando l’importanza di alcuni oggetti o luoghi. Non c’è un ordine preciso per la risoluzione dei puzzle ma alcune cose sono necessarie per sbloccare alcuni oggetti e parti della mappa.

Schermata completamente nera con al centro una macchinetta scassatissima in cui Dropsy sta alla guida solo inclinando il tettuccio per fare stare la testa, un pesce saltella sul tettuccio, il cane sul sedile posteriore si sporge dal finestrino con la lingua fuori. Sul muso della macchina è disegnata una faccia beota che sorride a bocca spalancata e occhi a palla.

Il gruppo al completo nella Dropsymachine che ci verrà “fortuitamente” regalata

Andando avanti nel gioco, Dropsy avrà bisogno di una mano per risolvere alcuni puzzle, trovando un aiuto nei piccoli amici che lo accompagnano e che compariranno, insieme all’inventario e alla mappa, in alto sullo schermo, per essere selezionati a seconda della necessità. Al cagnolino capace di scavare delle buche, infatti, si uniranno a tempo debito un passerottino e un piccolo sorcio, capaci di arrivare in posti alti o dall’ingresso molto stretto.
I quattro diventeranno in breve un’autentica associazione a delinquere che oserà infilarsi ovunque e prendere qualsiasi cosa, anche facendo danni, pur di aiutare qualcuno. E gli aiuti arriveranno indiscriminatamente, sia al poliziotto, che al delinquente di quartiere, che a pinchi pallini qualsiasi incrociati in giro, qualunque sia il loro problema. Alla fine, naturalmente, c’è il fatidico abbraccio da parte del nostro clown e la riconciliazione con l’abitante che si ricrede sul conto di Dropsy.
Sì, Dropsy abbraccia chiunque si presti, ma anche qualsiasi cosa gli sembri triste e bisognosa di affetto, come gli alberi, il frigorifero e un bagno chimico, e poi rimbalza di felicità come un budino (dropsy significa idropisia, cioè edema, anasarca. Azzeccatissimo). Tornando a casa, nella sua stanza, si possono vedere tutti i ritratti (rigorosamente clowneschi) delle persone/cose alle quali è tornato il sorriso, che pian piano riempiranno l’intera parete.

La stanza di Dropsy con la parete ricoperta dai ritratti colorati delle persone abbracciate, un letto per bambini a forma di auto da cartone animato, una tv, il cane sul tappeto. In primissimo piano un orso bruno di peluche.

Achievement sbloccato: Abbracciatore Instancabile.

Con queste caratteristiche Dropsy è un gioco degno di essere giocato, anche solo per l’esperienza che regala, ma lascia assai straniti. Il flashback introduttivo e l’atteggiamento dei cittadini fa pensare a Dropsy come a un ragazzino autistico bullizzato, e per tutta la durata del gioco (circa 4 ore) sembra che voglia essere gentile con tutti per ingenuità e bontà innata, ma man mano che le cose vanno avanti si scoprono dei segreti e dei luoghi particolari e il finale è un colpo di scena tale che viene spontaneo chiedersi che diamine sia successo tutto il tempo. Era tutto un MacGuffin? Gli abbracci e gli aiuti non avevano lo scopo di riabilitare la reputazione di Dropsy? Cosachieperchè? Se non si riesce a scoprire tutti i segreti del gioco non si capisce appieno la storia di Dropsy, e purtroppo non è facile, visti i suggerimenti e i muri di testo con interpretazioni e spiegazioni date dai diversi utenti.
Mi sento di consigliarlo, anche perché il prezzo è abbastanza modico per un gioco simile, ma non so a chi consigliarlo vista la confusione che genera e la particolarità della vicenda. Fate solo un bel respiro e provatelo: si trova sui principali store digitali (Steam GOG.com, itch.io  e Humble Store) a 9,99€, firmato Devolver Digital.

POLIPI DROPSY: abbracci oro, pregiudizi oro, colpi di scena oro.


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.