Drifting Lands – Looting through the sky

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Posted 23/08/2017 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Carisma20
Recensione

Molti sono i generi che ho visto affermarsi nel panorama videoludico lungo gli anni della mia carriera di giocatore, ed è ormai difficile che si riesca a creare qualcosa di nuovo; più facile è, invece, unire aspetti di diversi generi per tentare di tirarne fuori qualcosa di potenzialmente valido.  È il caso di Drifting Lands? Eh… più o meno.

Parliamoci chiaro, la commistione delle due tipologie di gioco funziona molto meglio di quanto mi sarei aspettato, rendendo il titolo, per certi versi, un’ottima sorpresa e un buon prodotto con cui intrattenersi per svariate ore. Si tratta di uno shoot em’up classico a scorrimento orizzontale, unito, però, a un sistema dungeon crawler (Diablo, Torchlight) privato, ovviamente, della componente esplorativa. Si parte scegliendo una tra le classiche tre navicelle, da quella più resistente fino a quella più fragile ma dotata di maggior potenza di fuoco, poi si sceglie un livello e, in pochissimi minuti, ci si ritrova nel vivo dell’azione: un breve stage tutorial ci spiega le meccaniche base di sparo e utilizzo di due abilità (tra le 4 massime impostabili). Al termine della parte introduttiva, torneremo nel nostro hangar, dove faremo la conoscenza del nostro meccanico di fiducia,  che ci permetterà di modificare la nostra nave tramite miglioramenti delle statistiche acquistabili con la valuta del gioco e l’equipaggiamento di nuove abilità e loot vario ottenuto in battaglia. Quest’ultimo, in particolare, sarà in linea con il classico stile degli rpg, in cui ogni elemento modifica dei parametri e delle modalità di sparo, e alcuni di questi elementi saranno equipaggiabili solo se il nostro mezzo raggiunge le statistiche richieste dall’oggetto. Ciò che ci porteremo dietro, ovviamente, influenzerà il nostro approccio alle ondate di nemici su schermo.

L’interfaccia grafica è ottima e richiama chiaramente i Diablo-like

Elemento interessante è la possibilità di ritirata, che ci permette, dopo qualche secondo, di abbandonare il livello, ma portando con noi tutti gli oggetti che abbiamo recuperato dagli avversari fino a quel momento. Se verremo abbattuti dai colpi nemici, al contrario, usciremo dal livello, ma perdendo tutto il carico ottenuto.

L’interfaccia è molto gradevole, ispirata a quella di Diablo, con ai lati le due classiche barre rossa e blu (rispettivamente vita e mana/energia) e in mezzo le 4 abilità, ciascuna associata a un tasto specifico.

Se fin qui il gioco sembra ottimo, purtroppo, ci sono alcuni problemi nel gameplay. Già dai primi livelli sarà evidente che conviene sempre portarsi in battaglia un’abilità di cura, in modo da ripristinare la vita del nostro velivolo durante gli scontri. Come si può facilmente dedurre, questo porta inevitabilmente a un abbassamento della difficoltà del titolo: mi è capitato spesso, infatti, di decidere di lanciarmi nei proiettili, al fine di abbattere più nemici, con la consapevolezza che poi, comunque, avrei potuto curarmi. Inoltre, la difficoltà del titolo non è legata al nostro equipaggiamento, limitandosi ad aumentare progressivamente di livello in livello. Questo implica che spesso, pur di andare avanti, sarà conveniente equipaggiare oggetti che magari non ci piacciono, ma che fanno più danno. Il gioco, infine, nonostante la struttura bullet hell, non presenta alcun punteggio, ma si limita semplicemente a un “più nemici abbatti, più possibilità hai di trovare loot”.
Tutto questo, oltretutto, è affiancato da una storia non troppo soddisfacente e da un’interfaccia davvero poco intuitiva: ci vorrà un po’ per comprendere bene come funziona l’hangar, nonostante ogni volta che facciamo qualcosa di nuovo appaia un consiglio che reindirizza all’enciclopedia interna al gioco.

Non tutte le sezioni saranno piene di proiettili

Il gioco esorta fortemente all’utilizzo di un pad per godere di un’esperienza migliore e, nella parte action del titolo, questo è indubbiamente vero. Purtroppo non si può dire altrettanto riguardo alla parte gestionale del titolo, nella quale ci troveremo a muovere il cursore del mouse con la levetta analogica sinistra. Avrei decisamente preferito una soluzione più raffinata, dal momento che si sta utilizzando una periferica consigliata dagli stessi sviluppatori. Peccato anche per la mancata implementazione dell’arcade stick: una volta collegato, è infatti necessario impostare manualmente tutti i comandi.

Una nota neutra per i livelli: pur essendo davvero numerosi, purtroppo nessuno di essi risulta memorabile, complice probabilmente una varietà di nemici non proprio ricca.

Per finire, il tutto risulta ben ottimizzato e gradevole da guardare: carini i fondali dei livelli (soprattutto quello con il temporale), ottimi gli effetti di luce e apprezzabile anche la quantità di nemici su schermo… anche se,  per questi ultimi, mi sarei aspettato una maggior varietà e diversi pattern.
In ogni caso, il gioco vuole porsi come un nuovo modo di intendere i bullet hell e, in un certo modo, ci riesce. Tuttavia, mi ritrovo a consigliarlo solo a chi vuole provare un’esperienza come quella descritta, o, al limite, a chi cerca un titolo introduttivo al genere: la difficoltà, infatti, non è certamente il punto forte del gioco, e spesso si ha l’impressione di trovarsi di fronte a un titolo gestionale, piuttosto che a un gioco dedito all’azione.
Se pensate che possa fare per voi, nonostante le sue piccole magagne, potete trovarlo su Steam.

Gameplay

Livelli

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay
  • Idea interessante
  • Difficoltà bassa

 

  • Difficoltà bassa
  • Interfaccia dei menù


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Carisma20

È difficile fare una buona impressione presentandosi in questo modo.