Dirt Rally – La dottrina del fango

0
Posted 28/09/2016 by in PC

Piattaforma: , ,
 
Software House:
 
Genere: , ,
 
PEGI:
 
by Honoo5
Recensione

Innanzitutto mi scuso per il ritardo siderale di questa recensione. Nonostante la prontezza con cui Codemasters ci ha inviato il codice review, e nonostante il mio ruolo ufficioso di recensore racing per Pixel Flood, ho avuto delle serie difficoltà a racchiudere in un articolo la mia opinione su Dirt Rally. A dire il vero la qualità del gioco mi è stata chiara sin da subito – o almeno da quando sono stato sbattuto per la prima volta fuori pista ricevendo “in premio” un ironico trofeo PS4 – però avevo paura di non essere in grado di spiegarvi in maniera soddisfacente quella che è la profondità ludica ottenuta dagli sviluppatori in questo splendido simulatore rallystico. Dopo mesi di riflessioni, e una serie infinita di minacce ricevute dal resto della redazione, mi sono deciso a scrivere giusto due righe per quello che – lo dico senza mezzi termini – è il migliore videogioco di rally in circolazione.

DiRT Rally_20160331223745

Benvenuto nelle frasche.

Dirt Rally è un titolo intimidatorio. Lasciatasi alle spalle i deludenti seguiti di Colin McRae Dirt (con quell’odiosa randomicità delle corse sulle dune buggy) Codemasters ha messo in piedi un sistema di gioco votato espressamente alla simulazione, abbandonando quasi interamente quelle velleità Arcade che avevano furoreggiato nel franchise della scorsa generazione. Un gioco che non si piega più di tanto al volere del giocatore ma, anzi, pretende un grado di impegno e dedizione superiore alla norma, prima che si lasci finalmente domare dal joystick o, se siete fortunati, da un bel playseat. In questo senso, una delle cose che ho adorato di più di Dirt è il “contratto” che va a stipulare al primo avvio, mettendo subito in chiaro cosa si intende per “filosofia rally”: ancor prima di poter accedere alla schermata iniziare si palesa sullo schermo quello che si rivelerà essere il menù degli aiuti alla guida (controllo stabilità, cambio automatico, visuale dall’esterno, ecc.) impostato di default con tutto disattivato; ogni qual volta si scenderà a compromessi con il sistema di guida (attivando un aiuto) questo provocherà una riduzione del bottino ottenibile alla fine di ogni competizione, arrivando a scarnificarlo quasi del tutto nel caso si decida di approcciare la corsa con tutti gli assist attivati. Una soluzione di design che racchiude nella sua semplicità un vero e proprio colpo di genio, riuscendo a spingere i novizi a migliorasi progressivamente, permettendogli, una volta istruiti, di poter comprendere appieno tutto ciò che di buono ha da offrire questo titolo.

DiRT Rally_20160331223158

Il contratto.

E di buono questo Dirt Rally ha da offrire davvero molto, soprattutto per quel che concerne (nella concezione più larga possibile) il sistema di guida. La scintilla scatta inevitabilmente al primo sottosterzo in velocità eseguito correttamente, capace di ripagare in un solo istante tutti i fuori pista e le rotture meccaniche necessarie per ottenerlo. La fisica delle automobili, la conformazione e le irregolarità dei tracciati accrescono la pericolosità (e il prestigio) di ogni curva, riuscendo a far mantenere un grado di tensione altissimo anche durante i rettilinei. Non ci sono rewind temporali o penitenze generose: ogni singolo errore comprometterà seriamente le vostre possibilità di vincere un rally o, peggio, vi obbligherà a un ritiro prematuro nel caso doveste scagliare il vostro bolide giù da un poggio. Un sistema di guida che muta e torna a essere ostile ogni qual volta vi metterete al volante di una nuova vettura, ritrovandovi a riadattare tutto quello che avevate imparato a quelle che sono le peculiarità meccaniche del nuovo mezzo. Al di là di quello che comporta un cambio di cilindrata, è incredibile la capacità di Dirt di rendere perfettamente percepibile come le dimensioni della nostra macchina influenzino il suo comportamento su strada, cambiando radicalmente il feeling che si ha alla guida – ad esempio – di una Mini Cooper rispetto a una compagna di categoria come la mitica Lancia Fulvia.

Una cura nella resa delle prestazioni coadiuvata sensorialmente da abitacoli e rombi del motore resi in maniera eccellente, tanto da illudervi di essere veramente alla guida, anche nel caso non si sia provvisti di pedaliera e volante. In questo senso è, anche qui, eccellente il lavoro investito nel rendere l’esperienza con il joypad all’altezza di un titolo così emotivamente generoso, grazie soprattutto a una vibrazione del Dual Shock 4 ( ho giocato la versione PlayStation 4) che non fa rimpiangere più di tanto un vero force feedback. I controlli sono tight! tight! tight! – cosa ve lo dico a fare.

DiRT Rally_20160412094507

Al contrario di tutto il resto, il navigatore non è troppo simulativo.

Come brevemente accennato prima, Dirt Rally non delude nemmeno sotto il punto di vista grafico, anche se probabilmente non riesce ad arrivare alla resa estetica vista in Driveclub. Sicuramente con il titolo di Evolution Studios condivide un’ottima gestione dell’illuminazione, elemento importantissimo se si considera quanto la natura e le sue insidie rappresentino una parte fondamentale della disciplina rallystica; guidando da cockpit (il “contratto” iniziale vi spronerà a utilizzare questa visuale) dovrete abituarvi a convivere con un grado di visibilità fortemente variabile, obbligandovi a temere ogni angolo del tracciato che la luce solare o i vostri fari non riescono a raggiungere. I tracciati nascondono trappole di ogni genere, da pericolosi dossi in ingresso curva a distese di sabbia dove ci doveva essere dell’asfalto con un grip ben più incoraggiante. Seppur sia molto difficile godersi il panorama, alcuni sentieri regalano scorci davvero mozzafiato, sempre a 60 fps e 1080p: dalle discese innevate di Montecarlo (la mia gara preferita), ai boschi infangati della Scozia, fino alla sabbia della Grecia. Il numero di tracciati contenuto rispetto ad altre produzioni corsistiche è bilanciato da una longevità garantita da un sistema di apprendimento lento, doloroso ma appagante, soprattutto se parte la fissa di sperimentare tutto il parco auto.

DiRT Rally_20160406211040

The Italian Rallycross.

Molto classico per quello che riguarda le modalità off-line, limitate all’evento singolo e ad una carriera scissa nelle tre discipline disponibili: rally, rallycross e hill climb. Proprio in questa modalità sorge quello che forse può essere considerato come il principale difetto del titolo Codemaster, ovvero una certa attitudine “grindosa” richiesta per sbloccare tutte le auto disponibili. Nonostante giocassi quasi senza aiuti, ho dovuto impiegare davvero molto tempo per permettermi una vettura per approdare in una categoria più alta, avanzando di conseguenza nella carriera. Un difetto fastidioso soprattutto se si considera che i mezzi utilizzabili negli eventi online saranno i soliti che avremmo sudato in modalità single player. Una cattiveria forse non necessaria. Molto bella invece l’organizzazione delle prove a tempo online, strutturate in modo da permettere un solo tentativo per segnare il tempo migliore, simulando in un certo senso le dinamiche di un vero avvenimento sportivo.

DiRT Rally_20160331223503

Vorrei ma non posso.

Nonostante non abbia quasi appuntato alcun difetto, ho paura che il mio stile di scrittura celi in parte la passione cocente che provo per questo titolo; cercherò allora di essere più passionale in queste ultime righe di chiusura. Troppo spesso si rilegano i giochi sportivi ai margini delle discussioni per GOTY, vuoi perché molti di essi escono annualmente con lo scopo di aggiornare il minimo indispensabile quella che era la versione precedente, vuoi perché nella maggior parte dei casi sono titoli che non contengono palesi contenuti “artistici”. Dirt Rally è di un livello qualitativo talmente alto da trascendere il proprio genere, trasformandosi in un titolo che merita di essere almeno provato anche da chi non si è mai cimentato con il freno a mano. Codemasters ha messo sul mercato (quasi in sordina) un simulatore che dimostra la sua grandezza nella stupefacente capacità di cambiare il giocatore, istruendolo passo passo su tutto quello che rende il rally la disciplina motoristica più affascinante sul pianeta terra. Dirt Rally riesce, con la sua severa onestà, a creare un mondo fatto solo di corse.

dirtpolipi

Perché sì:
Perché no:
  • Piacevolmente simulativo
  • Gratificante
  • Sinestetico

 

  • Grindoso
  • Potrebbe intimorire


About the Author

Honoo5
Honoo5

Principalmente dorme e perde tempo a refreshare i news feed. Ha avuto diverse carriere di successo in passato (scienziato, pallavolista, pittore). Non ascolta più musica, non guarda più tanti film, guarda il wrestling. Gli sono sempre piaciuti molto i videogiochi.