Deponia – Avventura (grafica) tra i rifiuti

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Posted 08/12/2016 by in iOS

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by Sara Porello
Recensione

Pubblicata nell’ormai lontano 2012, con il titolo italiano Fuga da Deponia (ora semplicemente Deponia), quest’avventura grafica, sviluppata dallo studio tedesco Daedalic Entertainment è finalmente disponibile anche per PlayStation 4. È un gioco che parla di spazzatura, sì, ma che spazzatura non è. Anzi, riproporlo per la nuova piattaforma sembra un ottimo modo per rilanciare questo punta-e-clicca divertente e ben realizzato, dalla grafica accattivante e l’ironia pungente.

Il gioco prende il titolo dal luogo in cui è ambientata la vicenda, il pianeta-discarica di Deponia (“Deponie” in tedesco significa appunto “discarica”); il giocatore seguirà le (dis)avventure di Rufus, un ragazzo che vuole a tutti i costi lasciare Kuvaq, il suo villaggio natale, per raggiungere Elysium, la splendida città nel cielo, in cui sogna di fare una vita agiata e senza problemi. Rufus è pigro, maldestro, inconcludente; un perdigiorno, una vera frana. I suoi reiterati piani per lasciare Kuvaq finiscono inevitabilmente con infortuni, esplosioni di oggetti e, in ultimo, il sommo fastidio degli abitanti del villaggio, che disprezzano Rufus e non vedono l’ora di liberarsi di lui. La storia inizia con l’ennesimo tentativo di Rufus di lasciare Deponia; questa volta, però, il nostro eroe, non solo fallirà miseramente, ma riuscirà anche a far precipitare sul pianeta la bella Goal, una ragazza di Elysium (che passerà la maggior parte del gioco a farsi salvare da Rufus, svenuta o addormentata). Ma a Elysium non tutto è perfetto come sembra…

La storia è narrata con toni molto umoristici, e l’eccellente doppiaggio in italiano rende bene l’ironia dell’originale, con neologismi, battute e giochi di parole decisamente riusciti. I personaggi, Rufus in primis, hanno sempre qualcosa di buffo nel loro modo di parlare, di fare, di essere: c’è Toni, l’ex fidanzata di Rufus, insofferente, sclerata, sempre contenta delle disgrazie che il nostro eroe si auto-procura; c’è Gizmo, l’ispettore/medico/pompiere di Kuvaq, che cambia ruolo (e trasforma la sua sede) alla bisogna; c’è Cletus, l’arrogante fidanzato di Goal che tanto somiglia, nell’aspetto, a Rufus, e molti, molti altri. L’ironia è un punto chiave di questo gioco, ed è anche ciò che, inizialmente, riesce a tenere in piedi una trama che parte lenta e banale; proseguendo nel gioco, però, la narrazione si rivelerà più coinvolgente e interessante di quel che sembra.

Una calzante descrizione, visiva e narrativa, del pianeta Deponia.

Una calzante descrizione, visiva e narrativa, del pianeta Deponia.

Lo stile grafico presenta personaggi cartoon con tratti e colori molto caratteristici; il protagonista si muove su uno sfondo pieno di bizzarri oggetti ammassati, che rende benissimo l’idea del pianeta-discarica. La musica cambia a seconda dell’ambientazione, ma, poiché spesso si è costretti a restare a lungo nella stessa area (o a tornarci), alla lunga può risultare monotona.

Il gameplay è abbastanza vario e interessante, per essere un punta-e-clicca; il giocatore dovrà interagire con l’ambiente e trovare le soluzioni per raggiungere gli obiettivi del gioco, usando gli oggetti giusti al momento giusto. Questi puzzle sono intervallati da dialoghi e da minigame di vario tipo. Bisogna ammettere che i puzzle, seppur stimolanti, non sono sempre intuitivi, e spesso capita di dover cliccare un po’ ovunque sperando, prima o poi, di azzeccare la mossa giusta; ci sono veri e propri momenti di stallo, fino a quando, cliccando e ri-cliccando in aree già esplorate, si trova l’oggetto (o la soluzione) che sbloccherà la situazione, permettendo di proseguire. Un’attenta osservazione delle scene e degli oggetti, nonchè i dialoghi coi personaggi, possono dare spunti preziosi per capire cosa fare, ma spesso non è sufficiente. Anche i minigame sono molto complicati, infatti nel gioco è prevista la possibilità di “saltarli”, lasciando che il sistema li risolva al posto nostro. “Ma che gusto c’è a fare così?”, mi chiederete voi; ve lo dico io: il gusto di andare avanti nel gioco senza perdere ore e ore di inutili tentativi a casaccio – anche perché spesso non è chiaro cosa bisogna ottenere da un minigame fino a quando non lo si risolve.

Minigame fantastici e come evitarli.

Minigame fantastici e come evitarli.

Nel complesso, Deponia è un titolo vario e divertente, che offrirà agli appassionati di avventure grafiche diverse ore di piacevole intrattenimento, ma anche grattacapi non indifferenti che stimoleranno l’ingegno e la fantasia. Se si esclude qualche piccola nota negativa, come il sistema di puntamento (che auto-seleziona gli oggetti in modo davvero poco comodo) o i già citati momenti di stallo, il gioco è piacevole e vale il tempo dedicato. Essendo il primo capitolo di una trilogia che comprende altri due titoli, Chaos on Deponia e Goodbye Deponia, è ragionevole aspettarsi che anche i prossimi episodi verranno pubblicati su PlayStation 4; è stato inoltre realizzato un quarto gioco, Deponia Doomsday, una sorta di “storia parallela” rispetto a quella principale (già disponibile per PlayStation 4).

deponia_nekopolpi

Perché sì:
Perché no:
  • Stile grafico piacevole e appropriato
  • Storia e personaggi accattivanti
  • Possibilità di saltare i minigame

 

  • Puzzle stimolanti ma poco intuitivi
  • Momenti di stallo

Deponia (Gioco per computer)


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About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.