Dengeki Bunko: Fighting Climax – colpi incrociati

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Posted 17/10/2015 by in PlayStation 3

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Genere:
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Gameplay adatto a tutti. La modalità Dream Duel è perfetta per i fan. Stage ispirati a giochi SEGA. Posso picchiare Kirino.
 

ARR!:

Pochi personaggi giocabili. Longevità generale striminzita. Qualche sbavatura nel comparto tecnico. Kirino.
 
by Ruka
Recensione

Diciamocelo: chi di noi, indipendentemente dal medium, non ha mai desiderato un prodotto che fondesse due o più universi a noi familiari affinché la collisione tra essi generasse reazioni previste e non, alimentando quella che oserei definire “infantile soddisfazione” nel vedere i propri personaggi preferiti interagire tra loro?
Purtroppo, però, si sa che gli incroci tra brand risultano spesso dei fallimenti sul piano puramente qualitativo, traducendosi in poco più che un contentino per i fan sfegatati disposti a soprassedere alla “solita” marea di difetti più o meno evidenti.
Saranno quindi riusciti gli sviluppatori di SEGAEcole Software e French Bread a spezzare tale disastrosa catena, con il loro Dengeki Bunko: Fighting Climax?

Coppia overpowered?

Coppia overpowered?

Mazzate da sogno
La trama come per la quasi totalità dei picchiaduro non è altro che un mero pretesto per riempirsi allegramente di botte: un essere di natura ignota, tale Zetsumu, ha deciso di conquistare più mondi possibili, trascinandone i personaggi in una dimensione onirica e prendendone il controllo.
L’eroe scelto all’inizio di ogni nuova partita diverrà il Portatore di Speranza (Envoy of Hope in inglese), ossia l’ultimo sopravvissuto al disastro di cui sopra, ed avrà il compito di aiutare la dea Denshin nel riportare le cose alla normalità a suon di legnate nei denti.
C’è da dire che, sebbene lo Story Mode segua sempre lo stesso corso, ogni personaggio reagisce alla situazione nel modo in cui si aspetterebbe chi conosce l’opera da cui proviene, rispettando quei tratti caratteristici che l’han reso celebre tra i fan delle opere targate Dengeki Bunko, che ricordo essere l’editore di light novel da cui il gioco prende il nome.
Tanto per fare un paio di esempi, Taiga (Toradora!) tenderà ad arrabbiarsi per nulla come al suo solito, Kirito (Sword Art Online) avrà il suo tipico atteggiamento da sbruffone e Kirino (Ore no Imouto ga Konnani Kawaii Wake ga Nai) spesso e volentieri farà innervosire il giocatore, ma quest’ultimo credo sia un problema mio.
Un roster abbastanza variegato insomma, seppur non numeroso, e che, secondo la mia modesta opinione, pecca in svogliatezza: perché rendere giocabili soltanto 14 personaggi e relegarne altri 23 al solo ruolo di supporto? Un sistema a tag sullo stile di Marvel vs. Capcom sarebbe stato ben più apprezzabile.

Il caos su schermo non manca mai.

Il caos su schermo non manca mai.

Qualora poi non foste ancora soddisfatti della mole di fanservice presente nella campagna principale, arriva in vostro soccorso la modalità Dream Duel, la quale consente di mettere l’uno contro l’altro due personaggi specifici e ammirarne le interazioni, che spesso strappano ben più di un sorriso.
Pad alla mano, ogni personaggio si differenzia bene dagli altri in termini di feeling nei controlli e riesce ad esprimere discretamente la propria personalità attraverso lo stile di combattimento utilizzato.
Parlando appunto del combattimento, non aspettatevi i tecnicismi di un BlazBlue o di un King of Fighters, poiché il sistema è chiaramente studiato per i neofiti del genere: i 4 tasti principali si dividono in attacco leggero, medio, pesante e supporto, mentre i dorsali possono essere assegnati come scorciatoie per la pressione simultanea dei tasti sopraelencati.
Inanellare combo non è difficilissimo e man mano che si avanza nel malmenare ininterrottamente gli avversari, il danno inflitto aumenta progressivamente e con esso la soddisfazione ed il divertimento del giocatore.
Le mosse speciali poi si attivano con la classica mezzaluna o giro completo dello stick più uno qualsiasi degli attacchi e tra queste spiccano le Trump Card e le Potential Skill: le prime sono tecniche abbastanza potenti dall’utilizzo tuttavia limitato, le seconde sono abilità che vanno ad aumentare temporaneamente le statistiche del personaggio, ma che richiedono particolari requisiti per innescarsi, come ad esempio il venire colpiti un certo numero di volte o l’avere la salute entro un determinato livello.
Non mancano poi le consuete finisher da scatenare sull’avversario ad indicatore pieno e le reversal, queste ultime forse un po’ troppo facili da abusare per via delle Impact Skill, le quali richiedono giusto due tasti premuti assieme oppure uno dei grilletti nel caso ne aveste assegnati a tale funzione.

Chiamare il supporto al momento giusto, permetterà di ampliare la propria combo o uscire illesi da quella avversaria.

Chiamare il supporto al momento giusto permetterà di ampliare la propria combo.

Mai abbastanza
Ad un gameplay più che discreto si affianca un misero quantitativo di contenuti: passi la modalità storia che si finisce in 10 minuti e va rigiocata più volte, passi il Dream Duel che può impegnare i fan più accaniti per un paio d’ore e passi la sezione con i vari “goodies” da sbloccare, ma oltre a questo non vi è molto altro.
Nemmeno il multigiocatore online (che invero può vantare un buon netcode) riesce a risollevare una longevità generale piuttosto scarna, complice la scarsa diffusione del titolo al momento della recensione, ma dubito fortemente che in futuro riesca a generarsi una fanbase numerosa che non sia composta da soli giapponesi.
Dengeki Bunko: Fighting Climax è un titolo appositamente pensato per gli amanti delle opere in esso presenti e per chi non ha familiarità coi picchiaduro. Riesce a divertire e si rivela adatto più ad una portatile come PlayStation Vita che ad una home console come PS3 (versione testata) per via delle sessioni “mordi e fuggi” e della semplicità nei controlli.
Una maggior cura riposta nel livello tecnico nei fondali ispirati ai giochi SEGA (gli sprite riescono a difendersi abbastanza bene invece), più contenuti e un roster più numeroso avrebbero sicuramente giovato ad un titolo che a tratti pare un’occasione sprecata.
Nulla da dire sulla colonna sonora, ispirata ai vari stage ed abbastanza azzeccata, sebbene l’unico brano che mi sia rimasto impresso è la canzone della intro che trovate a fondo pagina.
Ricapitolando: siete fan di uno o più personaggi presenti nel gioco, ma vi ritenete inesperti nel genere? Prendete sul PlayStation Store la versione che più vi è congeniale e divertitevici.
Invece, per tutti gli altri, potrebbe rivelarsi poco più che un picchiaduro insipido e privo di mordente sotto tutti i punti di vista.
Io vi ho avvisati.

Dengeki Bunko Fighting Climax premi: fanservice oro, semplicità argento, roster bronzo


About the Author

Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?