Day of the Tentacle Remastered – Tornare alla villa!

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Posted 04/04/2016 by in Mac

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by La Redazione
Recensione

Dopo Grim Fandango e in attesa di Full Throttle, previsto per l’anno prossimo, Double Fine pubblica la riedizione dell’avventura grafica che contende a The Secret of Monkey Island il titolo di più amata di sempre.

La storia è nota: il malvagio Tentacolo Viola beve da uno scarico inquinatissimo, gli crescono delle braccia e finalmente si sente in grado di conquistare il mondo. Viene convocato Bernard Bernoulli – che già era stato nella casa dell’inventore Fred Edison e della sua pazza famiglia 5 anni prima, in Maniac Mansion – che insieme al roadie metallaro Hoagie e alla studentessa di medicina Laverne deve riuscire ad sventarne i piani per il bene dell’umanità.
I tre si trovano proiettati in epoche diverse, Hoagie 200 anni nel passato tra i padri fondatori, Laverne 200 anni nel futuro, e devono collaborare anche per riuscire tutti a tornare al presente da dove almeno Bernard non si è mosso.

Per l’occasione la grafica è stata interamente ridisegnata, mantenendo lo stile originale, con qualche lievissima modifica dovuta principalmente all’aumento del dettaglio possibile. Visto che nel progetto sono stati coinvolti anche membri del team originale e che sono stati ritrovati i bozzetti (e ne sbloccheremo più di 150 durante la nostra avventura), la visione viene rispettata, anche quando vengono aggiunti piccoli particolari che nel gioco originale non erano presenti, come l’animazione dei pianeti che galleggiano a mezz’aria.
Per quanto riguarda l’audio, invece, la nuova colonna sonora non è orchestrale, come qualcuno sperava, ma anche qui abbiamo la supervisione del compositore Peter McConnell a garantirne la bontà.

Finalmente possiamo leggere che cosa Tentacolo Verde ha scritto a Bernard!

Finalmente possiamo leggere che cosa Tentacolo Verde ha scritto a Bernard!

Resta comunque possibile giocare Day of the Tentacle nella sua versione originale, con la parte inferiore dello schermo destinata a verbi e inventario, i blip e i blop dell’AdLib e i pixelloni, oppure mixare vecchio e nuovo in grafica, sonoro e interfaccia, in qualsiasi combinazione si desideri. Chi desiderasse davvero avventurarsi in territori sconosciuti ed improbabili può sperimentare la nuova interfaccia con la vecchia grafica.

La nuova interfaccia è molto buona e contribuisce a migliorare l’esperienza di gioco. L’inventario diventa a scomparsa nella parte inferiore dello schermo, richiamabile con la pressione di un tasto o selezionando la linguetta nell’angolo, mentre al posto dei verbi sempre visibili abbiamo la classica (ma successiva al 1993) coin verb interface, che compare contestuale agli hotspot con cui desideriamo interagire. Preselezionato è lo stesso verbo che è di default nel gioco classico.
L’interfaccia però è buona ma non ottima perché alcune icone presentano un problema di lettura, che ovviamente scompare man mano che ci si abitua: in particolare, è controintuitivo capire che l’iconcina col personaggio che stiamo usando in quel momento corrisponde a “parla con” ed è tutto meno che immediato interpretare quella specie di leva come “usa”, soprattutto mentre di fianco ci sono quelle chiarissime con la porta aperta e chiusa. Inoltre, si sarebbero potuti semplificare anche i tira/spingi e in generale i verbi che riportano allo stesso esito, in modo da avere una maggiore pulizia visiva, andando ad incidere positivamente sul gameplay.

Follia mode: grafica originale con interfaccia nuova.

Follia mode: grafica originale con interfaccia nuova.

Premendo un solo tasto si passa dalla versione remastered a quella originale e viceversa, senza soluzione di continuità. In modo del tutto analogo, in qualsiasi momento si può cambiare modalità di controllo senza dover passare dai menu: basta iniziare ad usare il sistema prescelto, come accade per esempio in Read Only Memories. Personalmente, l’ho giocato su un computer Windows in modalità relax con il joypad Xbox 360, facendo ogni tanto esperimenti con mouse e tastiera e talvolta switchando furiosamente tra remastered e originale per apprezzare meglio il lavoro svolto.
Utilizzando lo stick sinistro si sposta il cursore, mentre con lo stick destro si passa da un hotspot all’altro. Tutti gli hotspot possono venire evidenziati in modo semplice, se si desidera, e non è presente un sistema di suggerimenti che permetta ai giocatori meno scafati di superare gli enigmi meno semplici.

Questo mi porta peraltro a considerare l’ottimo, anche per gli standard attuali, design: il gioco si svolge nella villa degli Edison, quindi la disposizione delle stanze resta uguale in qualsiasi segmento temporale ci si trovi, facilitando l’orientamento. Ogni stanza ha pochi hotspot, e i personaggi possono davvero prendere qualsiasi cosa non sia inchiodata a terra, come ci si aspetta da un gioco di avventura – qui però davvero ci sono cose inchiodate.
Parte del gioco sta nel capire come sfruttare il tempo a nostro favore, e si tratta di un meccanismo interessante. Gli enigmi sono quasi tutti molto logici e nei dialoghi, ma non solo, spesso vengono dati suggerimenti sul come affrontarli. Il fatto di potere controllare, lungo quasi tutto il gioco, uno qualsiasi dei 3 personaggi permette di dedicarsi a diversi enigmi, variando gli approcci ed evitando di arenarsi su qualcosa, ma rischiando a volte di perdersi tra stanze, epoche e magari finendo per inviarsi all’infinito gli oggetti dall’inventario di un personaggio a quello di un altro.

Il menu di accesso a Maniac Mansion è mezzo tradotto, e il Riprendi porterà a dove eravate rimasti. Più o meno.

Il menu di accesso a Maniac Mansion è mezzo tradotto, e il Riprendi porterà a dove eravate rimasti. Più o meno.

Alcune volte mi è capitato di dover chiudere e riaprire l’inventario perché aprendolo col tasto Y non mi si era creato il cursore sul primo elemento, impedendomi di fatto di selezionare oggetti. Altri problemi che si sono verificati più di una volta sono personaggi che improvvisamente balbettavano e la perdita totale di sincronia tra parlato e testo.

Si tratta di problemi minori, che potrebbero venire fixati in un prossimo update. La vera nota dolente, invece, viene da Maniac Mansion che, per quanto sia rimasto all’interno del gioco, è presente nella sola versione con testi in inglese e, con una scelta assurda per un gioco che prevede vicoli ciechi, ha un solo blocco di salvataggio: il gioco diventa quindi pressoché impossibile da portare a termine.
Gli appassionati hanno già sollecitato Double Fine per riavere i salvataggi multipli ma, essendo questa modifica decisa in fare di progettazione di questa edizione (si direbbe come scorciatoia), non è detto che vengano implementati in seguito gli slot per i salvataggi; cosa che sarebbe fondamentale anche considerando il fatto che Maniac Mansion purtroppo non è acquistabile da troppi, troppi anni.

Questo how to che introduce i novizi all'avventura non si prende molto sul serio.

Questo how to introduce i novizi all’avventura.

Tra le novità di quest’edizione, oltre al menu che ha come sfondo la stanza dove il trio protagonista riceve la richiesta di aiuto di Tentacolo Verde nell’introduzione (aggiunta non è pienamente riuscita), ci sono un manuale sotto forma di quotidiano da sfogliare, i già citati bozzetti nella tipica (inefficiente) galleria, gli achievement creati da Dave Grossman (non irresistibili), e il commento audio.
Nel commento audio c’è un sacco di gente: i capiprogetto Tim Schafer e Dave Grossman, Larry Ahern (lead animator), Peter Chan (lead artist) e i compositori Clint Bajakian e Peter McConnell. Fortunatamente anche questa parte ha i sottotitoli in italiano, per chi non riuscisse a seguire il parlato mentre chiacchierano rivelando degli interessanti retroscena.

Day of the Tentacle rimane anche dopo 23 anni un ottimo gioco, alla portata di tutti. Preciso che non è necessario avere giocato Maniac Mansion per poterlo apprezzare, anche se ovviamente aiuta; così come aiuta il conoscere un po’ l’universo Lucas per cogliere le citazioni, iniziando da Chuck la pianta che si vede nella prima schermata.
Ho giocato il gioco come nel ’95, con l’audio in inglese e i sottotitoli in italiano. Purtroppo ci sono parecchi errori, sia di traduzione che semplici typo, e alcuni adattamenti arditi, niente che infici la resa del gioco, però se capite l’inglese vi consiglio vivamente di giocarlo full English. Da quanto ho capito si tratta degli stessi testi dell’edizione CTO, se così fosse sarebbe stato molto gradito un testing delle varie versioni nazionali per fixarle in vista di questa che si propone come la versione “definitiva”, nonché l’unica attualmente in commercio, di questo classico.

Il gioco, disponibile solo come download digitale, può essere acquistato su Steam e su PlayStation Store per PlayStation 4 e PlayStation Vita al prezzo di 14,99 €.

DAY OF TENTACLE POLIPI

Perché sì:
Perché no:
  • Uno dei picchi della produzione LucasArts
  • La nuova interfaccia attualizza il gioco
  • La nuova grafica è rispettosa
  • Dopo 23 anni il gioco è ancora fresco

 

  • Il salvataggio di Maniac Mansion
  • La lingua di Maniac Mansion per i non anglofoni
  • Qualche problema tecnico di troppo


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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.