Danganronpa V3: Killing Harmony – Disperati più che mai

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Posted 22/09/2017 by in PC

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by Michael Maneia
Recensione

Vita, giustizia, fiducia e collaborazione, ma anche morte, spergiuro e tradimento: questi sono i temi portanti della saga Danganronpa di Spike Chunsoft, che dal 26 settembre 2017, aggiungendo Danganronpa V3: Killing Harmony per PlayStation 4, PS Vita e PC, arriverà a contare tra le sue file tre giochi principali e uno spin-off.

Premettiamo dicendo che Danganronpa V3: Killing Harmony si discosta leggermente, a livello di trama, dai primi due Danganronpa. Infatti dovete sapere, in caso non abbiate seguito attivamente la saga, che il cerchio delle avventure di Makoto e Hajime è stato chiuso da due serie di anime pubblicate quest’anno; quindi, se temete di spoilerarvi eventi precedentemente accaduti, non fatevi troppi problemi. Ovviamente, però, per cogliere certe sfumature, è sempre consigliato giocare a tutti i vecchi capitoli, dal momento che V3 condivide il mondo di gioco con la prima trilogia.

Monokuma è tornato e con lui le sue citazioni…

Killing Harmony è del tutto simile, per struttura e gameplay, ai suoi predecessori: una visual novel che intervalla parti puramente narrative ad altre denominate free time, che assomigliano molto più a un dating game che a un thriller. Questi momenti vengono interrotti ogni tanto da piccoli minigame o da interazioni con aree particolari, utili a sbloccare nuove zone della scuola da esplorare e/o a far progredire la storia. In poche parole, nulla di nuovo sotto il sole per quanto riguarda la parte del gioco relativa alla vita di tutti i giorni.

Le vere differenze del titolo rispetto ai suoi predecessori, infatti, vanno ricercate nelle fasi della cosidetta deadly life, ovvero nelle indagini e nei processi di classe. Mentre saremo occupati a indagare sarà infatti possibile sfruttare una specie di sesto senso per evidenziare i vari oggetti con cui potremo interagire, e in più sarà possibile rimuovere con un deciso spintone qualsiasi ostacolo che ostruisca la nostra visuale: possono sembrare piccolezze, ma entrambe le aggiunte mi hanno aiutato non poco durante le indagini più complesse, svelandomi quel determinato dettaglio che mi era sfuggito nel bel mezzo dei curati sfondi degli ambienti, oppure levando dalla mia vista un banco di scuola che copriva un indizio vitale.

…Sempre più audaci…

Nelle sequenze dei processi di classe, invece, quasi tutte le migliorie del secondo capitolo sono state riproposte e ulteriormente limate in questo nuovo inizio: ritroveremo gran parte dei minigame di Danganrompa 2, anche se in una veste diversa e, a volte, più intuitiva e pulita. Accanto a questi troveremo un paio di novità, come lo psyche taxi, una corsa molto anni 80 per strade psichedeliche, alla ricerca di risposte logiche alle domande del caso. Ma la novità principale è sicuramente lo spergiuro: se negli altri episodi della serie si è sempre cercato di arrivare alla verità tramite la logica e le prove, in V3 ci saranno casi in cui questo non basterà a convincere i nostri compagni, e l’unica via per avanzare sarà quella della menzogna.

Mentire ci permette di prendere una prova in nostro possesso e di sovvertirne il significato: ad esempio, una testimonianza che recita “sono rimasto tutta la notte da solo” diventerà “io sono rimasto in sua compagnia tutta la notte” e, se sfruttata bene, potrà sbloccare una situazione altrimenti in stallo. Il gioco, inoltre, fa riferimento a un modo per superare i processi velocemente tramite lo spergiuro… purtroppo, però, nel corso della mia prova, non son riuscito a raggiungere il traguardo da esperto contapalle.

…Ma non è l’unico a farle

Chiuso il capitolo gameplay, non ci resta che parlare brevemente – per evitare sconvenienti spoiler – della trama. Vi ho già anticipato che la struttura del gioco è rimasta la stessa: sedici alunni, tutti quanti con uno spiccato talento in qualche ambito, si trovano isolati dal mondo in una misteriosa scuola, dove il sempre sadico Monokuma li obbligherà a partecipare al suo killing game, il cui obiettivo consiste nell’uccidere uno degli altri partecipanti senza farsi scoprire, al fine di sottrarsi alla prigionia.

La trama si sviluppa su questa semplice premessa e, anche se sembra partire lentamente, non appena le pedine vengono messe in ordine sulla scacchiera si viene rapidamente risucchiati in una spirale di eventi che tiene incollati dall’inizio alla fine. A tutto ciò contribuiscono anche i sedici ragazzi, protagonisti assieme a Monokuma e la sua prole: altamente stereotipato e sopra le righe, ogni personaggio ha una sua storia da raccontare, dei motivi per cui vivere e un suo modo di vedere le cose; vi consiglio vivamente di usare il “free time” per conoscere il più possibile i vostri compagni, non solo perché così potrete sbloccare nuove skill da usare durante i processi (parlando con i personaggi potrete aumentare il vostro livello e quindi facilitare i dibattiti), ma anche perché certi personaggi, inevitabilmente, vi lasceranno.

Cosa stai cercando di dirci, Spike Chunsoft?

Questo “terzo” capitolo migliora anche sul lato tecnico, grazie al passaggio da porting di una serie originariamente uscita su PSP a nuovo prodotto sviluppato con PS Vita e PlayStation 4 in mente. Parliamo comunque di una visual novel e quindi non dobbiamo aspettarci una veste grafica ultrarealistica, ma, nonostante questo, i fondali disegnati a mano, così come gli sprite dei personaggi, sono stupendi, colorati e dettagliati. Lo stesso non si può dire però dei modelli 3D usati durante le fasi di esplorazione in prima persona, ancora troppo squadrati e con texture piuttosto blande.

La colonna sonora ripesca i temi dei titoli passati, proponendone riarrangiamenti, e aggiunge qua e là dei nuovi motivi, ma, nel complesso, non ho notato grandi differenze rispetto a quello che già avevo sentito nei primi due capitoli: un’ottima colonna sonora, perfetta per l’atmosfera assurda e angosciante, ma non avrei storto il naso se si fosse osato qualcosa di più. Per ciò che riguarda il doppiaggio, invece, come sempre il giapponese vince a mani basse sull’inglese, molto meno caratterizzato o, nel caso di alcuni personaggi, addirittura blando.

In conclusione, sia che siate fan della saga, sia che siate novizi, se quello che cercate è un thriller particolare, assurdo, ansiogeno e a tratti pure comico, Danganronpa V3: Killing Harmony saprà soddisfarvi. Ma attenzione! Se non avete mai preso in mano una visual novel, devo avvertirvi che tutto il gioco è un immenso wall of text… sappiate a cosa andrete incontro! Superato questo piccolo scoglio, in ogni caso, troverete sicuramente una piccola perla del suo genere.

Is that a reference?

Monokubs!

Perjury!

Perché sì:
Perché no:
  • Come sempre sopra le righe
  • Casi interessanti
  • Personaggi caratterizzati

 

  • Fase visual novel con poche novità

 

 


About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.