Cursed Castilla EX – Un cabinato nel 3DS

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Posted 07/08/2017 by in 3DS

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Sì, lo so, lo so, avete già letto la nostra recensione di questo gioco mesi fa, quindi vi starete chiedendo come mai vediamo apparire questo titolo di nuovo in home? Presto detto: a distanza di una manciata di mesi dalla release per piattaforme fisse (PC, XOne e PS4) finalmente l’avventura retro di Don Rodrigo approda sull’eShop del 3DS, quindi perché non tornare a farsi ammazzare più e più volte dai suoi abitanti?

Una delle fasi iniziali più frustranti del gioco.

Per chi non lo sapesse, Cursed Castilla EX è la versione ufficiale e finale di un gioco free creato da Locomalito qualche anno fa. Tempo di trovare un publisher per affinare dettagli, sistemare bug e distribuire il gioco anche sulle home console (prima era appannaggio solo degli utenti PC, da bravo indie) e il gioco è fatto.

Emulo del celeberrimo Ghouls’n’Ghosts di Capcom, Maldita Castilla si pone alla stregua dei tanti (troppi?) indie game che fanno il verso alle vecchie glorie del passato per sfruttare l’onda emotiva dei giocatori di vecchia data, rifacendosi a determinati punti che non possono mancare all’appello.
Grafica in pixel art? Ce l’abbiamo. Difficoltà estrema? Ce l’abbiamo. Audio retro? Idem.

Ma a differenza di molti suoi simili il prodotto di Locomalito non pecca di ingenuità. Se da una parte dello spettro di remake/successori spirituali abbiamo quel disastro che è stato Mighty n.9 e dall’altro il fenomenale Shovel Knight, possiamo affermare con sicurezza che il gioco in questione tende più verso l’opera di Yacht Club che non verso il fallimentare prodotto di Keiji Inafune. È vero, rispetto alla fortissima identità che si è ritagliato Shovel Knight, Maldita Castilla sembra più volte voler “solo” essere un nuovo Ghouls’n’Ghosts, ma si salva dall’anonimato grazie ad alcuni escamotage che non possono far gola SOLO agli appassionati di retrogaming.

Nonostante le ridotte dimensioni dello schermo, anche la versione 3DS permette di scegliere l’aspect ratio preferito.

Come già narratoci dal buon Cathoderay in sede di recensione, alla frustrante esperienza costituita dal titolo Capcom, Maldita Castilla contrappone un sistema di check point (abbastanza) generoso che vi eviterà di dover ricominciare da capo ogni volta che vi si presenterà davanti la schermata di Game Over.

E tante sono le differenze di level design e di gameplay con il capolavoro Capcom: sono differenze sottili che lo rendono un gioco diverso come approccio, nonostante l’anima che lo contraddistingue sia la stessa. I power up (5 armi differenti) e le difese (lo scudo o la fatina) acquisibili sono ben diversi dalle botte di sfortuna nera che poteva riservarci Ghouls’n’Ghosts e qui non si tratterà mai di essere svantaggiati, ma semplicemente di scegliere un approccio diverso: usare le asce da lancio, ad esempio, non è meno comodo rispetto ai falcetti, ma il loro pattern di attacco potrà essere più adatto ad alcune situazioni piuttosto che ad altre.

Sul touch screen potremo non solo vedere i comandi del cabinato, ma anche aprire lo sportello per “divertirci” con qualche trucchetto.

Ma come si differenzia la versione 3DS rispetto a quella casalinga? In realtà in non molti dettagli, oltre all’utilizzo della visuale stereoscopica del portatile Nintendo e ad alcune divertenti gimmick da sfruttare nel touch screen (che ci presenta il gioco come se lo stessimo giocando su un cabinato arcade anni ’80).

Per il resto Maldita Castilla EX su 3DS è identico alla sua controparte maggiore, e nonostante non si stia gridando al miracolo (la stessa console ha ospitato indie ben più impegnativi) tutto il comparto tecnico è riprodotto fedelmente anche su un hardware non di certo performante come questo.

In definitiva si tratta dell’ennesima perla che i possessori del portatile Nintendo non dovrebbero lasciarsi sfuggire. Nonostante per il 3DS si avvicini il pensionamento, l’amore per questa console continua a manifestarsi sia da parte di sviluppatori che del pubblico, e Maldita Castilla ne è l’ennesimo esempio. Un gioco piccolo ma creato con amore che in versione portatile saprà darvi molte ore di divertimento e frustrazione al contempo.

Come dite? Non sentite anche voi l’odore di sala giochi? Strano, perché dalle campagne di Tolomera invece è fortissimo…

Nostalgia

Difficoltà

Perché sì:
Perché no:
  • Fatto con amore
  • Perfetto in versione portatile

 

  • Un altro indie retro


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.