Crazy Machines 3 – Rube Goldberg chaos simulator

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Posted 23/11/2016 by in PC

Piattaforma:
 
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PEGI:
 
by Francesco Zani
Recensione

Abbiate pazienza se parto dall’ormai lontano 1992, con The Incredible Machine, gioco nativo per MS-DOS tra i primi ad aver esplorato la simulazione delle macchine di Rube Goldberg in formato digitale. Ho trascorso nell’editor/sandbox di quel gioco una quantità di tempo imbarazzante creando loop infiniti che sfruttassero al meglio le interazioni fisiche tra gli oggetti e gli effetti ambientali: uno dei miei primi veri amori videoludici, quelli che ti segnano.

Crazy Machines 3 è l’ultimo titolo in questa particolare e ristrettissima categoria di puzzle games. Spero quindi che possiate capire quanto ci speravo, quanto desideravo che questo gioco fosse una versione moderna e spettacolare del caro e vecchio TIM. Purtroppo, Crazy Machines 3 non riesce nell’impresa di spiccare in eccellenza sui suoi predecessori e competitor, che negli anni hanno avuto alti e bassi vertiginosi.

Pitagora Suicchi!

Pitagora Suicchi!

Fulcro del gioco è la creazione di complessi e assurdi macchinari composti da piccoli oggetti che in una reazione a catena soprendente portano a risultati comuni. Una biglia spinge le tessere del domino, che attivano un pulsante, che attiva un laser, che colpisce uno specchio e viene diretto in una palla da discoteca che la rifrange in tutta la mappa. Questa è l’essenza di Crazy Machines 3 e l’idea dietro tutta la categoria di giochi di cui stiamo trattando. Aggiungete ingranaggi, camioncini, elettricità ed elettrodomestici vari, sistemi antigravità, esplosivi, ecc… e avrete un’idea di quali e quante possibilità questo gioco vi metta a disposizione.

La campagna è riuscita solo a metà: quello che dovrebbe essere da un lato un tutorial per comprendere velocemente il funzionamento di tutte le componenti e di tutte le possibilità di personalizzazione e dall’altro un puzzle ben congegnato che possa mettere alla prova le abilità di ragionamento dei giocatori in vista del main event all’interno della modalità sandbox si rivela essere meno della somma delle sue parti.

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L’ottantina di puzzle che il gioco propone, seppur abbastanza ben disegnata e con alcuni esempi molto interessanti, non raggiunge mai le proporzioni che ci aspetteremmo da una macchina di Rube Goldberg, né la stessa spettacolarità e dinamicità. Sebbene la progressione degli enigmi abbia un senso logico e un avanzamento funzionale alla presentazione dei numerosi elementi che potremo fare interagire nelle nostre contraption iperingegnerizzate, questi non rappresentano mai fino in fondo una sfida che intrattiene: mancano di verve, di un certo umorismo e di sorprese degne di nota.

Il gameplay sarebbe in linea con gli altri esemplari del sottogenere, se non fosse per una certa mancanza di fluidità e di flessibilità che permetterebbe di godere meglio del titolo. Il dover tribolare per mettere nella giusta posizione un pezzo che altrimenti non attiverà la reazione a catena con il successivo, una griglia di posizionamento particolarmente scomoda e un sistema di collisioni oscuro e insopportabile uccidono qualsiasi istinto creativo che è in me.

Il colpo d'occhio vale la pena, ma che fatica trovare i pezzi.

Il colpo d’occhio vale la pena, ma che fatica trovare i pezzi.

Fin da subito avrete accesso a un ampio editor/sandbox con tutte le componenti che avrete incontrato nella campagna, la possibilità di scaricare componenti dallo Steam Workshop e infinite possibilità di personalizzazione. È in questo strumento che il gioco splende finalmente di luce propria e rivela il suo potenziale. Se avrete la pazienza di raggiungere la fine della campagna avrete un’overview generale di tutti gli elementi del gioco e potrete a quel punto gettarvi in creazioni sempre più elaborate e fantasiose, oppure scaricare e godere delle creazioni della community.

Purtroppo a fronte di numerosissimi pezzi, texture e scenari, e di numerosissime possibilità di interazione, anche il sandbox risulta leggermente confuso e presenta lo stesso gameplay macchinoso riscontrabile nella campagna, seppur leggermente mitigato dai vari strumenti messi a disposizione. Detto ciò, se riuscirete a passare sopra a questi problemi, avrete un editor in grado di intrattenervi per decine e decine di ore con sempre cose nuove da provare e scoprire. Se la community si rivelerà attiva e continuerà a supportare il gioco, cosa non troppo improbabile se contate il trattamento che il gioco sta avendo su YouTube, potrebbe valer la pena dargli un’occhiata in ogni caso.

Un sandbox ricchissimo di possibilità di personalizzazione!

Un sandbox ricchissimo di possibilità di personalizzazione!

La grafica del gioco è tutto sommato ottima e sopra la media rispetto ad altri titoli di questo sottogenere se ciò non fosse a discapito della fluidità e motivo di una richiesta di risorse del PC piuttosto esosa per il tipo di gioco in questione.

La formula di Crazy Machines 3 ha potenziale, una vera miniera di potenziale, purtroppo mal sfruttata da un gameplay tanto macchinoso quanto le contraption presenti nel titolo. Il prezzo del gioco, 19,90 € su Steam, sebbene non folle rispetto all’offerta dello stesso, è comunque eccessivo se siete interessati unicamente alla campagna di gioco, che non innova realmente la formula di predecessori e competitor e, anzi, non riesce a sfruttarne fino in fondo le caratteristiche. D’altra parte se intendete saltare a piè pari nel sandbox avrete tutto quello che potete desiderare e anche di più.

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Perché sì:
Perché no:
  • Alcuni puzzle interessanti
  • Editor e sandbox ricchissimi

 

  • Gameplay macchinoso
  • Nessuna novità per il genere


About the Author

Francesco Zani
Francesco Zani

Francesco Zani è l' uomo sbagliato nel posto giusto per antonomasia. Apprezza da sempre qualsiasi tipo di medium racconti o permetta di raccontare storie interessanti, cosa di cui i suoi studi universitari soffrono ripetutamente. Ogni tanto prova a creare uno storygame che qualcuno, nel mondo, abbia voglia di giocare... prima o poi... prima o poi...