Cosmochoria: recensione

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Posted 29/09/2014 by in PC/Mac/Linux

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Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Gameplay veloce e "leggero",Grafica colorata e tenera
 

ARR!:

Sovraffollamento e frenesia in certi momenti del gioco,Perdita di alcuni progressi fondamentali dopo la morte
 
by La Redazione
Recensione

Prima cosa su Cosmochoria: è un trionfo di colori e di puchosità. Seconda cosa su Cosmochoria: è tutto piccolo.
Muoviamo un astronautino nudo, con le gambine e le braccine minuscole e la pancina cicciosa, il cui unico equipaggiamento è costituito da un casco, un jetpack e una pistolina. La sua missione è letteralmente far rifiorire l’universo, piantando quanti più semi possibile in ogni pianeta. All’inizio la superficie dei pianeti sarà grigia e vuota, poi, man mano che l’astronautino ne ripopolerà la flora, prenderà colore e il cuore che fa da nucleo al pianeta esploderà di vita, riempiendo di amorevole gioia il nostro piccolo eroe. Naturalmente, il gioco non si limita a questo: ci sono dei pericoli. Alcuni piccoli U.F.O. ronzeranno costantemente attorno al piccolo astronauta, sparando sottili raggi laser e droppando creaturine colorate e cattive che tenteranno di ucciderlo.

I pianeti sono spogli e freddi, in attesa di essere ripopolati

I pianeti sono spogli e freddi, in attesa di essere ripopolati

Una volta uccisi lasceranno dei cristalli, la moneta del gioco, che ci permetteranno di potenziare l’astronautino e il suo equipaggiamento o di procurargli alcuni utili strumenti e, da ultimo, dei vestiti.
Ci sono inoltre dei pianeti particolari, dotati di portali simili alle costruzioni di Stonehenge. Questi portali si attiveranno quando il pianeta sarà “vivo”, e saranno un utile scorciatoia per spostarsi da un punto all’altro. In altri pianeti troveremo dei buffi personaggi colorati con le antenne, che ci racconteranno la storia dell’universo e faranno delle richieste che una volta esaudite ci garantiranno dei bonus.

"Ma sei solo! e non hai neanche i vestiti!"

“Ma sei solo! E non hai neanche i vestiti!”

A ogni partita inizieremo da un pianeta diverso da cui dovremmo orientarci per raggiungere gli omini verdi e i portali. Orientarsi a dovere è praticamente impossibile, perchè non esistono un nord o un sud a cui puntare e il pianeta ruota con noi mentre ne percorriamo la superficie. Fortunatamente il gioco dà la possibilità di “acquistare” una Cosmic Map… Nonostante questo piccolo intoppo, il gameplay è molto semplice e veloce (al primo avvio ho giocato per 5 ore senza neanche accorgermene) e migliora con i potenziamenti che faremo al nostro astronautino. All’inizio non si riesce a controllare bene i movimenti al di fuori dei pianeti, e bisogna andare un po’ a caso sinché dura il carburante del jetpack, rischiando magari di finire arrostiti in quel che sembra il confine dell’universo. Alla morte conserveremo tutti gli equipaggiamenti e i cristalli, ma dovremo iniziare da capo le quest e la ripopolazione dei pianeti, smarrendoci nuovamente nell’universo e perdendo magari l’occasione di approfondire la storia.
Man mano che si va avanti le sfide diventano più impegnative e si aggiungo dei nuovi elementi: i draghi mangia-pianeti (Wreckoning), ad esempio, appariranno solo quando saremo abbastanza forti da “salvare” almeno tre o quattro pianeti, e con i nostri progressi diventeranno sempre più grossi e aggressivi. Ad essi si affiancheranno dei piccoli robot che, come gli U.F.O., sparano sottili raggi laser, ma sono un po’ più dannosi, e, in alcuni pianeti, degli alveari con terribili vespe verde acido.

Uno dei draghi che ci renderanno la vita impossibile

Uno dei draghi che ci renderanno la vita impossibile

Il comparto audio per ora è molto limitato (potete trovare alcune tracce su Bandcamp) ma gli effetti sonori sono ottimi. Quel che cattura davvero l’attenzione, però, è la grafica: i colori sono brillanti e dinamici, in particolare i draghi e i pianeti che prendono vita sono semplicemente abbaglianti, quasi fastidiosi. Inoltre quando i pianeti sono belli fioriti, gli U.F.O. e le creaturine si moltiplicano a dismisura, trasformando il gioco in una fabbrica di caramelle in cui il colore è talmente eccessivo che l’unico modo per riposare gli occhi è decollare e andare su un altro pianeta, in cui le cose inizieranno da capo.

Cosmochoria è in early access su Steam: uscirà il 29 settembre per PC, Mac e Linux, dopo aver superato con enorme successo la campagna Kickstarter – conclusasi a maggio – mentre non si hanno notizie sul rilascio per Wii U.

Trofei Cosmochoria

 


About the Author

La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.