Corpse Party: Blood Drive – una sanguinosa recensione

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Posted 04/11/2015 by in PS Vita

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YOH-OH!:

Buona colonna sonora. Sistema di illuminazione interessante.
 

ARR!:

Tecnicamente mediocre. Poche innovazioni sul versante gameplay.
 
by La Redazione
Recensione

Immaginate che oggi sia Halloween, immedesimatevi nel giorno, nell’atmosfera, e godetevi questa recensione che per motivi personali è slittata continuamente!


Oggi è Halloween e, mentre i bambini sono in giro a racimolare caramelle nel vicinato, io sono qui pronto a parlarvi di Corpse Party: Blood Drive. Un gioco che unisce, come i precedenti capitoli, lo stile di una visual novel ad elementi prettamente horror e splatter. Non c’è giornata più adatta per raccontarvi di questo spaventosissimo titolo, no? Bene, cominciamo col dirvi che questo è il terzo capitolo della saga principale, iniziata nel 1996 su PC-98 col nome Corpse Party, ma conosciuta ai più grazie al remake per PlayStation Portable Corpse Party: Blood Covered. Il fascino di una visual novel dai toni horror ha fatto sì che si creasse una piccola nicchia di giocatori. Nel 2013 fu pubblicato anche in Europa il secondo capitolo, Corpse Party: Book Of Shadows, ed oggi, nel 2015, grazie a Marvelous Game è approdato nel nostro territorio anche il terzo capitolo, Corpse Party: Blood Drive. Le vicende di tutta questa saga vedono come location protagonista la Heavenly Host Elementary, una scuola maledetta dove i personaggi principali saranno intrappolati e costretti a trovare una via di fuga.

Illustrazione tutta virata in rosso di una ragazza in marinaretta che ha una benda sull'occhio sinistro.

Corpse Party: Blood Drive è disponibile dal 20 ottobre su PlayStation Store o sullo store online di Marvelous.

Questo terzo capitolo è strettamente collegato ai due precedenti, saranno infatti presenti eventi e personaggi ricorrenti di Blood Covered e Book of Shadows. Ovviamente ci saranno alcuni personaggi inediti, ma un cast arricchito non è l’unica novità introdotta dagli sviluppatori.
Corpse Party: Blood Drive è il primo titolo della saga principale a poter vantare una grafica completamente in 3D, ma la domanda da farci è… questo passaggio alla terza dimensione sarà un vanto o pure no? Ci sono ovviamente lati positivi e lati negativi. Innanzitutto una nota di merito va alla buona trasposizione dal 2D al 3D della Heavenly Host Elementary, e dico buona (e non eccellente) perchè gli sviluppatori si sono accontenti di svolgere solamente il compito usando anche asset riciclati in continuazione e creando poche aree inedite. Ciò che ritengo ben implementato è invece il sistema di illuminazione del gioco, con proiezioni di ombre davvero ben realizzate che, seppur di poco, contribuiscono a rendere l’atmosfera un pizzico più tenebrosa. Purtroppo però non è tutto oro quel che luccica e molte sono le magagne tecniche e di design di cui soffre questo Corpse Party, partendo principalmente da un’ottimizzazione quasi assente: le problematiche principali in questo senso sono due, il frame rate ed i caricamenti. Blood Drive non riesce quasi mai a mantenere un frame rate stabile in presenza di una manciata di elementi sulla mappa. Quando accendiamo ad esempio la torcia e corriamo, o anche quando passiamo vicino ad una trappola sul pavimento, smascherare le insidie sul pavimento è un compito assolutamente semplice, non tanto perchè sono visibili con la torcia ma perchè quando ci passeremo vicino il gioco ci avvertirà con un calo di frame. Arrivando invece al problema più fastidioso, vi basti sapere che solamente entrare, selezionare un’opzione e tornare indietro nel menu iniziale, vi costerà 10 secondi: questo perché il gioco ha bisogno di caricare ogni singola schermata. Che andiate nei menu, che cambiate zona, che facciate una scelta, il gioco ha il costante bisogno di mostrare una schermata di caricamento che negli ultimi capitoli inizierà a snervarvi.

Scena di dialogo su uno sfondo scurissimo in cui si intravedono altri due personaggi, una ragazza con un abito di tipo kimono viola dice "Still brandishing the card case, I struck an anime-style pose and grinned triumphantly."

In generale le animazioni sono davvero molto semplici e basilari.

Precedentemente vi avevo accennato della grafica abbastanza buona del gioco, della location molto macabra e buia, nulla da obiettare, in tutto ciò però stonano i modelli 3D dei personaggi: uno stile chibi abbastanza fuori luogo in un gioco del genere. Sono sincero: non mi sento di voler andare troppo contro questa scelta essendo stato il gioco sviluppato con alla base un budget di certo non esoso. Adottare modelli tridimensionali semplici è stata forse la scelta più “economica” e “giapponese” che il Team GrisGris potesse adottare. In compenso il team ci ha donato due efficaci, seppur molto semplici, opening in stile anime. Ma forse l’aspetto che mi ha più sorpreso di questo gioco è stata proprio la colonna sonora, adatta in quasi ogni situazione, che dona un pizzico di terrore necessario all’atmosfera stessa.
Riguardo il gameplay c’è ben poco da dire, un titolo a carattere esplorativo dove dovremo affrontare mille peripezie all’interno della Heavenly Host Elementary seguendo un filone narrativo ben preciso che ci porterà a raggiungere ending diversi: ogni capitolo infatti è dotato di vari ending, di cui solo uno sarà quella utile per continuare la storia. Prendere il vero finale in ogni capitolo è ovviamente molto semplice, ma risulta interessante anche collezionare i “bad ending“, giusto per sapere quale macabra fine toccherà ai nostri personaggi.
Avendo analizzato gli aspetti più importanti di questo gioco, vorrei fare una mia considerazione personale, negativa, sul design di un personaggio del gioco, Magari Mizuki. Non posso approfondire qui il suo ruolo nella storia, ma il suo design mi ha fatto dubitare ancora di più dell’effettiva serietà di Corpse Party: Blood Drive. Non è molto bello ritrovarsi nel bel mezzo di un’avventura dalle tinte horror davanti ad una donna con seno quasi scoperto, dai vestiti improponibili rispetto al design generale e soprattutto in possesso di una falce.

Un'illustrazione di Magari Mizuki, col suo reggiseno succintissimo e la minigonna ariosa che lascia intravedere molto.

Un design così spinto in un gioco sì giapponese, ma anche molto macabro: era davvero necessario?

Concludendo, Corpse Party: Blood Drive è un gioco discreto, consigliato assolutamente ai fan della saga che potranno gradire il passaggio alla terza dimensione, ma non è di certo il miglior esponente della serie. Ovviamente, se volete comprendere al meglio la trama di questo capitolo è doveroso giocare sia Corpse Party: Blood Covered che Book Of Shadows, entrambi disponibili su PlayStation Vita mediante PlayStation Store. Purtroppo il gioco ha oggettivamente problemi dovuta alla scarsa ottimizzazione e alcuni difetti di design generale. Per coloro interessati al titolo ma titubanti come al solito consiglio di aspettare degli sconti. In ogni caso posso consigliarvi di giocare Corpse Party: Blood Drive (qui su PSNsotto i polipetti il link per la versione retail) con le cuffie ed al buio, in modo da rendere l’atmosfera un po’ più terrificante.

CORPSE PARTY: Blood Drive POLIPI: colonna sonora oro, ambientazione argento, trama bronzo

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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.