Cibele – L’amore ai tempi degli MMO

0
Posted 26/11/2015 by in Mac

Piattaforma: ,
 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

La narrazione vi ricorderà i vecchi tempi degli MMO. È un'esperienza intima.
 

ARR!:

Il gameplay del gioco è un po' grezzo. Troppo breve.
 
by Rugerfred
Recensione

Qualche giorno fa mi è arrivata la notizia della pubblicazione di Cibele, nuovo gioco di Nina Freeman. Per chi non la conoscesse, è la game designer dei più noti how do you Do it? e Freshman Year. Cibele si presenta come un gioco “about love, sex, and the internet” e chi mi conosce sa che sono legato a questi temi, tanto che proprio in questo periodo mi sono ritrovato a scrivere un paper accademico intitolato “When players fall in love: How games can enamour you”. Data questa premessa, questa recensione sarà più soggettiva del solito e non potrò fare a meno di parlare di argomenti tangenziali e potenzialmente NSFW. Se questo vi disturba, vi consiglio di non proseguire nella lettura.

Cibele: schermata iniziale dell'MMO Valtameri, con le opzioni "play" e "quit".

Valtameri, l’MMO fittizio sul quale è incentrato il gioco.

Cibele racconta l’esperienza di una diciannovenne chiamata Nina che, giocando ad un MMO chiamato Valtameri con il suo personaggio Cibele, si innamora di un ragazzo. Il gioco divide la narrazione in 3 sessioni di gioco che partono dal febbraio 2009 per arrivare fino al settembre dello stesso anno, epilogo della narrazione. Ogni sessione di gioco è preceduta dalla possibilità di navigare nel computer di Nina leggendo i log delle sue chat, guardando le sue fotografie e leggendo le sue mail in arrivo. Ammetto che questa fase mi ha fatto sentire un lurker dato che, sebbene non vi sia nulla di veramente NSFW all’interno, alcune foto sono piuttosto “intime” e “quotidiane”. Anche se nel gioco noi prendiamo parte alla narrazione dal punto di vista della protagonista e questo è, per proprietà transitiva, il “nostro” computer, innegabilmente uno spirito voyeuristico ci spinge a controllare le cartelle e il loro contenuto.
In ogni caso, quando siamo pronti basta cliccare sull’icona in basso a sinistra per lanciare Valtameri.

Cibele: il desktop del computer della protagonista con 2 cartelle aperte. Lo sfondo e il tema sono rosa, con l'immagine di sfondo che sembra tratta da un anima majokko come Creamy Mamy; sulla destra una stella obesa con la faccia.

Il desktop del computer di Nina.

Ogni volta  che entriamo nel gioco e ci logghiamo nel server con il nostro personaggio Cibele riceviamo una chiamata vocale di Ichi. Egli ci accompagna durante i raid, sessione per sessione, e giocando a Valtameri possiamo ascoltare la conversazione tra Nina e il giocatore che controlla Ichi. Le conversazioni oscillano tra argomenti di gioco, come le preferenze o meno dei due personaggi riguardo alle ambientazioni esplorate, e argomenti personali e intimi, tipici di due persone che iniziano a conoscersi online.
Nonostante non abbia vissuto la stessa esperienza della protagonista di questo gioco, ammetto di aver trovato queste conversazioni familiari e le memorie del periodo in cui giocavo a MapleStory e Ragnarok Online sono tornate alla mente. Ricordo conversazioni che ho avuto con altre persone in questi giochi e l’esperienza di “conoscerci sessione per sessione”, scoprendo nuovi aspetti della personalità e del carattere degli altri giocatori. Tutto questo è veicolato molto bene in Cibele tramite le sessioni all’interno di Valtameri, così come è espresso molto chiaramente il climax crescente di intimità tra i due giocatori, arrivando al fatidico “I love you”.

Cibele - la pagina di login di Valtameri.

Pronti a fare il login?

Cibele è un gioco che si concentra molto sulla narrazione e sulle esperienze provate, motivo per cui non vi rivelerò il finale, né altre parti nucleiche della storia o del suo sviluppo. Poco fa vi ho parlato dei suoi punti di forza, della familiarità e dell’empatia che tutti possiamo provare grazie alla sua narrazione, ma ci sono alcuni aspetti che remano contro l’esperienza di gioco.
Uno di quelli meno importanti, ma da subito evidenti, è che il lato tecnico all’interno di Valtameri è piuttosto grezzo. Ci troveremo spesso a collidere con muri invisibili a causa della poca chiarezza degli sfondi, cosa che Ichi parrà ignorare, passando attraverso muri ed altri ostacoli. Un’altra cosa che a primo impatto è alienante è che mostri e boss del gioco non ci potranno mai uccidere o scalfire, tant’è che i due personaggi non hanno nemmeno una barra degli HP.
Il feeling che ne deriva è quello del grinding negli MMO, che rievoca ricordi poco piacevoli di ore ed ore passate ad uccidere gli stessi gruppetti di mob. Certo, questo fa da ottima base alla conversazione che stiamo ascoltando, permettendo a Nina di parlare di questioni personali anziché di spingere il discorso sulla necessità di coordinarsi contro i mostri o il boss di turno, ma la situazione è comunque leggermente alienante.

Cibele: una schermata di Valtameri. Vista da chi non ha giocato il gioco ricorda molto un bagno pubblico giapponese dei cartoni animati, tutto tendente all'azzurro e piastrellato.

Valtameri ricorda molto un MMORPG semplificato.

Le tre sessioni di gioco all’interno di Cibele sono alternate da cutscene che ci fanno vedere uno spezzone della vita privata della protagonista. Nel finale del gioco queste cutscene diventano molto intime, sfociando quasi nel pornografico, ed è proprio qui che a mio avviso c’è un aspetto che rompe l’immersione.
Quello che sto per scrivere è una questione molto personale, ma senza entrare nell’argomento mi è difficile analizzare il punto di cui voglio parlare: il porno amatoriale. Sebbene non vi sia nessuna scena all’interno del gioco che mostri dell’hard porn, una delle ultime cutscene è piuttosto esplicita in quello che sta per succedere. Tutte le conversazioni che abbiamo ascoltato fino a quel momento, tutto quello che abbiamo visto o letto sul computer di Nina, sono cose intime e personali che fanno parte della sua vita, ma che servono anche a dirci che è una persona come tutti noi, che potrebbe essere noi.
Tutto ci può essere familiare, fino ad una delle scene finali in cui ci rendiamo conto che vi è un’altra persona in scena. Nella scena più intima di tutto il gioco c’è un altra persona che sta reggendo la telecamera, che si muove in un ambiente che dovrebbe essere intimo e personale. Uno dei motivi per cui personalmente preferisco l’amateur al porno registico è proprio perché a volte questa persona viene eliminata dalla scena, non è presente, ma ci sono solo delle persone che si amano riprese. Mi è impossibile restare oggettivo nello scrivere questo paragrafo, quindi sappiate che la scena a cui mi riferisco ha rotto l’incanto per me, ma che potrebbe benissimo non dare nessun problema ad un altro giocatore.

Cibele

Alcune cutscene saranno più intime di questa.

Non è facile parlare di questo gioco che sfugge ai generi e ai paragoni. Questa recensione è uscita più personale del previsto, ma spero di avervi fornito un idea di quello che può farvi provare questo titolo. Se vi interessa, potete acquistare Cibele sullo Steam store per 8,99€.

Cibele Premi: narrazione argento, primo amore argento, intimità bronzo


About the Author

Rugerfred

Game Designer freelance, videogiocatore, sperimentatore musicale e affamato di sapere. Ha un conto aperto con Volfied e troppi progetti aperti e non finiti per poter vivere tranquillamente. Cerca di dividere il proprio tempo libero tra gioco analogico e digitale, trovandosi così con giochi che occupano la maggior parte del suo spazio virtuale e fisico.