Chase: Cold Case Investigations, Distant Memories – Certe cose meglio lasciarsele alle spalle

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Posted 29/10/2016 by in 3DS

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Chase: Cold Case Investigations – Distant Memories, gioco disponibile solo in versione digital sull’eShop del Nintendo 3DS, è un titolo davvero per pochi.
Nasce infatti dalla mente di Taisuke Kanasaki, già autore, con la sua società (Cing, andata in bancarotta nel 2010) di titoli di culto come Hotel Dusk e Another Code per Nintendo DS.
Come i succitati giochi, trovare una definizione calzante per Chase è difficile: sicuramente rientra nel genere delle visual novel che tanto stanno prendendo piede anche al di fuori del mercato orientale, ma prende in prestito elementi da compagni illustri come Phoenix Wright e 999; non solo lettura ininterrotta di dialoghi, quindi, ma anche (per fortuna) una certa dose di interazione vi sarà richiesta per raggiungere i titoli di coda.

Ma andiamo con ordine. Che cos’è un cold case? Definiti in italiano come “casi a pista fredda”, sono tutti quei delitti archiviati e che vengono riaperti a causa di nuove prove o indizi che potrebbero modificarne l’esito o permetterne la risoluzione (quando sono stati archiviati come irrisolti).
E proprio di questo si tratta: Shounosuke Nanase e Koto Amekura sono due investigatori di Tokyo che, in seguito a una telefonata anonima, riaprono un’indagine riguardante un’esplosione avvenuta cinque anni prima.

Commento 1

L’ispettore Nanase e il suo brutto vizio…

 

La vicenda rimasta in sospeso cinque anni prima aveva visto l’inserviente dell’ospedale Ryokudou perdere la vita in seguito a un’esplosione: una bombola di gas ha devastato la sala riposo del personale uccidendolo sul colpo. Ma apparentemente non si è trattato di un incidente, e nei panni dei due detective dovremo risolvere la questione… facendo molto poco in realtà.
Non ci verrà mai chiesto di lasciare il nostro ufficio, ma saranno sempre i sospettati a presentarsi da noi per dei brevi interrogatori, prima di andarsene.
Durante le indagini saremo spettatori quasi per la totalità del tempo, come accade in questo genere di gioco: assisteremo ai dialoghi tra i vari personaggi senza poter influenzare la narrazione in alcun modo.

Le uniche prove che dovremo superare saranno di tipo mnemonico o deduttivo: sia durante i debriefing che durante gli interrogatori il detective Nanase ci chiederà di completare dei suoi ragionamenti tramite scelte multiple, o ancora di esaminare una foto tramite lo stilo della console Nintendo.
Come in Phoenix Wright, avremo a disposizione un numero predefinito di possibilità “per scena”, ma avendo spesso solo due scelte disponibili e potendo salvare la partita in qualsiasi momento, l’ipotesi di un game over non impensierisce minimamente.
E qui andiamo a toccare il primo punto dolente del gioco, l’estrema facilità: la storia si dipanerà davanti ai vostri occhi senza alcun intoppo dall’inizio alla fine.

Commento 2

Voi sospettereste di uno così? No? Davvero?

Ma la facilità del titolo non è l’unico difetto di Chase: Cold Case Investigation, purtroppo. Se la storia sembra avere dei punti interessanti, non ci sarà mai dato sapere come essi si svilupperanno, dato che una volta risolto il caso tutto verrà lasciato con un cliffhanger finale come se ci trovassimo tra le mani il primo capitolo di una mini-serie. Primo capitolo che inoltre dura appena novanta minuti di gioco!
Questo è il vero punto debole del titolo in questione: anche uno solo dei casi di Phoenix Wright era più longevo, e comunque la serie Capcom presentava almeno 4 casi per gioco!
È vero, Aksys Games non ha di sicuro budget paragonabili a quelli dei creatori di Street Fighter, ma la vena indie che pervade Chase è fin troppo marcata e lo fa sprofondare in un limbo molto, troppo di nicchia.

Commento3

Un ragazzino misterioso… forse troppo misterioso?

E se il prezzo di vendita fosse la metà, potrebbe anche rivelarsi un acquisto interessante, ma per circa 6 euro dovete essere dei super appassionati del genere per valutarne l’acquisto, e soprattutto aver già completato i precedenti giochi di Kanasaki su DS, dovete aver visto tutti i finali di 999 e Virtue’s Last Reward o ancora aver apprezzato altri titoli “mini” come Attack of the Friday Monsters! o Crimson Shroud: esperimenti narrativi altrettanto particolari ma la cui longevità era sicuramente superiore a quella di Chase: Cold Case Investigation (che tra l’altro è disponibile solo in inglese, quindi se non conoscete la lingua diventa praticamente un acquisto inutile).
È un prodotto salvabile? Certo: riducendone il prezzo di vendita e proponendone altri capitoli potrebbe diventare anche una serie carina, ma così com’è non ne vale molto la pena.

 

 

Perché sì:
Perché no:
  • Personaggi interessanti

 

  • Troppo breve
  • Troppo lineare

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About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.