Call of Duty: WWII – Boots on the ground!

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Posted 10/11/2017 by in PC

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by Michela Sizzi
Recensione

In questo articolo ho deciso di focalizzarmi principalmente sulla campagna multiplayer di Call of Duty: WWII.

Call of Duty è tornato alle origini, in una veste vintage dannatamente affascinante. Dopo ben tre anni dedicati a ipotetiche guerre del futuro, caratterizzate da jetpack, armi laser, attacchi speciali e robot, è tempo di tornare sui campi di battaglia della seconda guerra mondiale, tra fango, sangue e polvere. Del resto, il precedente cambio di direzione di Call of Duty aveva nettamente spaccato in due la fan base della saga, dividendola tra chi aveva apprezzato il coraggio di intraprendere un nuovo percorso e i veterani affezionati alla frenesia “coi piedi per terra” che Call of Duty aveva sempre saputo regalare.

Sledgehammer, insieme a Raven Software, ha deciso di dedicarsi in maniera puntigliosa alla realizzazione del multiplayer di Call of Duty: World War II, portando agli utenti un prodotto strettamente legato al passato, ma carico di numerose novità e implementazioni.

QUARTIER GENERALE E AREA SOCIAL

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Il panorama dal Quartier Generale è a dir poco mozzafiato

Accedendo alla sezione multiplayer di WWII ci ritroveremo, insieme al nostro personaggio, nel campo base degli Alleati, un’area social creata appositamente per passare con i nostri amici il tempo tra una partita e l’altra. All’interno del Quartier Generale avremo la possibilità di personalizzare l’aspetto del nostro personaggio, scontrarci con i nostri amici in sfide 1v1 e testare le armi al poligono di tiro (cercando eventualmente di intuirne le sequenze segrete). In questa lobby avremo inoltre la possibilità di interfacciarci con diversi PNG, che ci permetteranno di accettare contratti e ordini, ossia obiettivi giornalieri, settimanali o a tempo che forniscono diversi bonus al loro completamento.

Il Quartier Generale rappresenta una novità utile a intrattenere i giocatori durante i tempi morti, grazie anche ai minigame vintage giocabili in un’apposita area situata lungo la spiaggia e ai diversi easter egg sparsi qua e là per questa area social.

MA ENTRIAMO UN PO’ NEL VIVO

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Uno scorcio del menù di personalizzazione del personaggio

Una volta abbandonato il Quartier Generale inizieremo ad addentrarci nel cuore del menù, dove potremo modificare il setup del nostro soldato. La novità principale di WWII è concentrata nelle Divisioni: Fanteria, Aviotrasportata, Corazzata, Montana e Spedizionieri.

Queste fazioni vantano delle caratteristiche uniche e diversificate tra loro, e pertanto ogni giocatore avrà la possibilità di scegliere in base al proprio stile o alla modalità di gioco a cui si sta per approcciare. Ogni Divisione è strutturata su quattro livelli con un diverso prestigio: a ogni livello verrà sbloccato un perk che garantisce abilità passive sempre attive – come i caricatori extra o un accessorio principale aggiuntivo – che ci consentiranno di migliorare il nostro gameplay di livello in livello. È inoltre possibile cambiare Divisione anche a partita in corso, per adeguarci al tipo di mappa o alla tipologia di nemici che stiamo affrontando.

Scelto il miglior setup per il nostro soldato, è tempo di immergerci nel cuore del multiplayer di WWII. Le modalità di gioco sono le classiche a cui siamo stati abituati negli anni: da Team Deathmatch a Uccisione Confermata, passando per Domino fino a Postazione, senza dimenticare Cattura la Bandiera e Cerca e Distruggi. Al posto della modalità futuristica Uplink, introdotta per la prima volta in Advanced Warfare, è stata inserita la modalità Football, durante la quale avremo come obiettivo la cattura di una sfera da gettare nella “porta” dei nemici per segnare un punto.

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La modalità Guerra risulta una delle più giocate al momento

Un’altra modalità caratterizzata dalla necessità di una forte cooperazione tra giocatori è la modalità Guerra. Già introdotta durante la beta, si tratta di un match che si suddivide tra attacco e difesa. Lo scopo principale è proteggere o attaccare determinati obiettivi in progressione: un team si troverà ad attaccare, cercando di distruggere le basi dei nemici, mentre l’altro team dovrà fare il possibile per evitare che questo accada. Si tratta di una modalità molto coinvolgente, dai tratti estremamente tattici e collaborativi. Sebbene a un primo impatto il team in difesa sembri avvantaggiato, basta solo cominciare a conoscere le mappe e i migliori spot dove piazzarsi per incrementare nettamente le probabilità di portare il proprio team alla vittoria.

ESPORT SEMPRE PIÚ PROTAGONISTA

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La prima tappa della Call of Duty World League si terrà a Dallas

Che il mondo degli Esport si stia rapidamente allargando a macchia d’olio è ormai noto, e Activision intende farne parte attivamente. Questo nuovo capitolo di Call of Duty è a tutti gli effetti un titolo che richiede molto allenamento e un’altissima conoscenza delle dinamiche più tecniche che legano armi e mappe. Il fattore fortuna non è più così incisivo come per i capitoli precedenti: in WWII contano le skill, la precisione, l’intelligenza e lo spirito tattico del giocatore, in sinergia col resto del proprio team. Sebbene si tratti di un titolo “boots on the ground”, la struttura delle mappe e l’inserimento di determinati perk mantiene Call of Duty frenetico, rapido e incentrato sui gunfight.

Activision ha inoltre deciso di integrare una sezione dedicata a MLG Gamebattles, il portale al quale la stessa Activision ha affidato l’organizzazione della Call of Duty World League 2017, in modo da poter interagire in maniera diretta con il sito e gestire i match contro altri team in maniera rapida e intuitiva. Dal primo dicembre verranno poi sbloccate le Partite Competitive, dando il via alla prima stagione della Lega di Call of Duty. In questa sezione potremo scontrarci in intensi match 4 vs 4 regolamentati dalla CoD World League. Le Partite Classificate avranno un sistema di ranking molto simile ad altri titoli Esport, con i rank che vanno dal Bronzo fino al Master.

SANGUE, SUDORE E PROIETTILI

A dimostrazione di quanto il nuovo titolo di Activision vanti delle meccaniche solide, potete vedere nel video qui sopra un mio breve gameplay.

In via definitiva, questo Call of Duty convince e appassiona. Sebbene le carenze del comparto grafico siano piuttosto evidenti per quel che riguarda la versione PlayStation 4, e ci siano diverse lacune tecniche riguardanti il bullet reg e la stabilità dei server (che verranno comunque colmate nel tempo), giocare a World War II è un tuffo nel passato di Call of Duty, ma sempre con un occhio al futuro. Esteticamente affascinante, di mappa in mappa frenesia, competizione e adrenalina non mancano mai, ed è ciò che tutti vogliamo da questo specifico titolo. Nel suo essere all’apparenza semplice, nasconde la necessità di essere compreso a trecentosessanta gradi per poter essere dominato. Sledgehammer Games ha saputo produrre il miglior capitolo della serie degli ultimi anni, e l’ha fatto puntando sul fattore sentimentale della fan base, costruendo un titolo su delle basi non nuove, ma di certo ancora efficaci. Ho raggiunto il mio primo prestigio sacrificando con entusiasmo ore di sonno, ma del resto questo è Call of Duty e i giocatori più hardcore lo sanno bene.

piedi a terra è meglio

coinvolgente e adrenalinico

c’è la baionetta

e c’è anche una pala

Perché sì:
Perché no:
  • Ore di pura adrenalina
  • Map design ineccepibile
  • Ambientazioni uniche
  • Area social ben ideata

 

  • Comparto grafico con qualche sbavatura
  • Server in via di stabilizzazione
  • Alcune armi sono decisamente OP


About the Author

Michela Sizzi

Divora videogame dal 1994, ha donato la sua vita agli FPS giocando a livelli professionistici a Call of Duty. Segretamente innamorata di DOOMGUY, se non fragga si annoia. Nominata Ammiraglio della Flotta Quarian dopo la sua 12esima run di Mass Effect. Le piacciono il gin e i tatuaggi, quindi saprete sempre dove trovarla.