Broforce: piombo caldo a colazione

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Posted 15/10/2015 by in PC

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YOH-OH!:

Fa rivivere l'anima dell'arcade. Grafica in pixel art colorata e varia. Tantissimi personaggi. Tantissimi livelli. Editor di livelli.
 

ARR!:

Solo un paio di musiche, entrambe alla fine. A volte le troppe esplosioni possono portare a morti improvvise e frustranti.
 
by Cathoderay
Recensione
La cricca al completo. Bei tempi.

La cricca al completo. Bei tempi.

Cathobro: Me lo ricordo come se fosse ieri. Eravamo impegnati nella missione Contra dall’87 al ’94, una guerra continua, contro alieni di ogni tipo, i proiettili cadevano fitti come pioggia e noi eravamo sempre lì, in prima linea, a sparare a tutto quello che si muoveva, te lo ricordi, Jack? Erano altri tempi quelli, tempi dove si correva all’assalto a testa basta, dove servivano i riflessi, non come tutte quelle robe tecnologiche di oggi che colpiscono il bersaglio da sole. E la guerra dei carri armati del ’96? Quante vite perse, quei pomeriggi in cui ci riversavano contro ogni tipo di proiettile conosciuto dall’uomo.

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I proiettili nemici aprono la gente in due, ma la Broforce non demorde mai.

Jack Broder: Ogni giorno un fronte diverso, un nemico diverso, sotto gli ordini di generali e presidenti per cui le vite umane valevano meno di 200 lire. Salire a bordo di un Metal Slug poteva solo ritardare l’inevitabile, la morte in un colpo. Le trincee degli arcade non ammettevano errori, forgiavano gli uomini col piombo, col sudore e con le lacrime. Noi vecchi soldati siamo l’ultima generazione a ricordare queste esperienze di vita, affogati nell’aria fumosa, piegati sul cabinato a memorizzare ogni pattern pur di sopravvivere. L’unico modo per provare sensazioni vagamente simili, oggi, è via proxy, con riproduzioni e imitazioni.

La giungla, i proiettiloni colorati, le esplosioni insolenti. Quanta nostalgia...

La giungla, i proiettiloni colorati, le esplosioni insolenti. Quanta nostalgia…

Cathobro: Quando mi hanno reclutato per la missione Broforce mi aspettavo la solita passeggiata, routine, tutto risolvibile con un paio di missili e tanti saluti, invece questa missione ha richiesto fatica e sudore, controlli precisi al millimetro. Avere un pad in dotazione mi ha salvato la vita innumerevoli volte in quell’inferno di proiettili: con questa aggiunta tutto è diventato estremamente più reattivo e veloce, ma non più semplice. Riuscire a sopravvivere là fuori ha richiesto una coordinazione occhio-mano che non usavo da tempo. Fortunatamente, ad un certo punto hanno mandato i rinforzi e Jack è sceso dal cielo, portando una pioggia di piombo con sé. Senza co-op sicuramente sarebbe stato tutto più difficile, una missione impegnativa che non risparmia nessuno, che non perdona errori.

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Chicago, 1993. Pur di fermare la Broforce i terroristi buttarono giù un intero palazzo.

Jack Broder: Ed eravamo solo in due, forse la situazione più ideale. Quando venni paracadutato sul campo con altri tre compagni, il caos regnava assoluto, rendendo la sopravvivenza, ironicamente, molto più difficile. Bastano pochi colpi a fracassare il terreno, completamente distruttibile, e quando volano così tanti proiettili assieme poco ci vuole a restare letteralmente senza la terra sotto i piedi. Ricordo bene che tentavamo di farne un uso intelligente, però, scavandoci nuove strade attraverso il livello per cogliere i bastardi alle spalle, impreparati. Affrontarli faccia a faccia è spesso un suicidio, non risparmiano colpi. Granate, proiettili, lanciafiamme, carri armati, missili, mine, bombardamenti aerei e maledettissimi kamikaze pronti ad esploderci addosso, un inferno di esplosioni che annebbiano la vista e colgono spesso impreparati. Per fortuna i rinforzi sul campo abbondano. Hanno osato imprigionare i nostri Bro, sperando di rallentarci, ma basta spaccarne la gabbia e battergli il cinque per avere un soldato extra con cui sopravvivere al caos. Veri duri con abilità tutte diverse, dagli attributi d’acciaio di Brobocop all’inarrestabile Rambro, Ellen Ripbro dal lontano futuro, Bronan The Brobarian dal mitico passato.

Il caos di alcuni momenti era davvero indecifrabile, i nostri compagni morivano senza neanche capire perchè.

Il caos di alcuni momenti era quasi indecifrabile, i nostri compagni morivano senza neanche capire perché.

Cathobro: Per qualche strano scherzo del destino mi lamentavo sempre di come le cose fossero cambiate negli anni, di come il nostro lavoro fosse diventato quasi inutile in queste nuove missioni infiocchettate di belle immagini e alta risoluzione, dove l’estetica valeva più del sangue versato, poi mi sono ritrovato a combattere in luoghi che avevo già visitato, dove il tempo sembrava essersi fermato definitivamente. Tutto era squadrato, vecchio stile, insolitamente obsoleto, ma allo stesso tempo era cosi vivo e pulsante. Ho affrontato tantissime giungle, da quelle verdi e quadrate a quelle di cemento e pixel, e tutte erano cosi belli da vedere, prima che si scatenasse l’inferno ovviamente.
Non ho ancora capito se le numerose ferite riportate durante la missione abbiano rovinato il mio udito o se fosse semplicemente una conseguenza delle troppe granate e missili che fischiavano da ogni parte, ma non ho ricordi dei suoni di questa missione. Avrei voluto, in alcuni momenti, sentire qualche musica di incoraggiamento. In fondo le guerre in vietnam avevano sempre la cavalcata delle valchirie di sottofondo, perché noi non dovevamo avere nulla, durante questa missione? Solo il rumore dei proiettili e delle esplosioni riempiva l’aria, a volte questa cosa abbatteva davvero il mio umore, ma d’altronde non potevo correre per il campo di battaglia con un walkman nelle orecchie, non ti pare Jack?

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Brochete, che grand’uomo, così macho che riusciva a spaccare le pietre a coltellate.

Jack Broder: Ricordo vagamente un paio di musiche davvero maranza, il mio cervello deve averle allucinate nei momenti di massima adrenalina, quando stavamo schiaffeggiando Satana a suon di missili e durante il ritorno glorioso alla Casa Bianca, ma era davvero troppo poco, soprattutto per una missione così lunga.
Portare libertà in tutto il mondo ci ha richiesto quasi una dozzina di ore, ma non era finita lì. Il governo aveva in serbo altro per la Broforce, voleva metterla alla prova a difficoltà superiori, tipo completare l’intera missione con una sola vita per ogni Bro, un’impresa titanica che pochi sono riusciti a compiere.
Per giunta la Broforce si offre anche come mercenaria per ogni piccolo guerrafondaio del globo, libero di creare la sia missione nei minimi dettagli e distribuirla per il mondo, in attesa di un Bro che sia abbastanza macho da accettarla. Il materiale è così tanto che, potenzialmente, la guerra potrebbe non finire mai.

Mr. Anderbro era il migliore di tutti noi, riusciva perfino a deviare i proiettili.

Mr. Anderbro era il migliore di tutti noi, riusciva perfino a deviare i proiettili.

Per uno scotto di appena 13.99€ ne è valsa davvero la pena di unirsi alla Broforce ed aspettarne la versione definitiva, uscita oggi nelle trincee di Steam. Omaggia tutto il cinema, la cultura anni ’90 ed i videogiochi che hanno formato i due vecchi soldati che avete davanti. E lo fa molto, molto bene.

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About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.