Brigador – Anarchia Cyberpunk

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Posted 17/06/2016 by in PC/Mac/Linux

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by RickyAll
Recensione

A colazione mangiate pane e cyberpunk? Avete il bisogno interiore di distruggere qualsiasi cosa, o essere, vi si pari davanti a suon di raggi laser ed esplosioni dai colori più bizzarri? Il vostro sogno nel cassetto è scatenare una rivoluzione a bordo di un mech, armato dei migliori strumenti di morte disponibili? Beh, la vostra ricerca è finita, cari miei amici videogiocatori, perché gli Stellar Jockeys ed i Gausswerks hanno creato ciò che desiderate. Benvenuti in Brigador.

Brigador si mostra come un titolo decisamente sui generis. Il mio personale parco titoli di shooter top-down – sebbene Brigador non cada esattamente in quel genere videoludico – è alquanto povero, dato il mio astio personale verso la categoria; nonostante ciò, non posso fare a meno di riconoscere che Brigador abbia degli enormi meriti, i quali vengono ulteriormente amplificati dalla sua natura di gioco low budget.

La prima cosa che balza all’occhio, avviando per la prima volta Brigador, è la cura stilistica che i team di sviluppo hanno dedicato nel loro prodotto. Il menù principale stesso suggerisce la natura del titolo: spartano, cupo e senza fronzoli. Brigador è un titolo che si prende sul serio e pretende di essere preso sul serio, come dimostra sin dalle prime missioni. Il titolo  è infatti caratterizzato da un design veramente suggestivo squisitamente cyberpunk, dai toni cupi uniti a colori fluorescenti, un po’ alla Far Cry 3: Blood Dragon, per intenderci. Il giocatore si ritroverà immediatamente sopra ad un mech, pronto a distruggere la distopica città di Solo Nobre, allo scopo di sterminare i rimasugli della dittatura che imperversa nella metropoli, oramai allo sbaraglio dopo la morte del tiranno conosciuto come Great Leader.

Le armi che avremo a disposizione vanno dai raggi laser ai più tradizionali cannoni. Ce n'è per tutti i gusti.

Le armi che avremo a disposizione vanno dai raggi laser ai più tradizionali cannoni. Ce n’è per tutti i gusti.

Essendo questo titolo uno shooter, le meccaniche di gioco, nude e crude, ovviamente, la fanno da padrone. Il giocatore sarà in grado di comandare diverse tipologie di mech nell’ambiente di gioco in visuale isometrica. Ognuno di essi è dotato di caratteristiche ed armamenti differenti, personalizzabili e potenziabili, attraverso i contanti guadagnati dal vostro esplosivo mestiere. Tutte eccellenti premesse, che vanno parzialmente in fumo una volta preso comando del vostro veicolo. Il sistema di controllo, sebbene secondo il mio modesto parere questo titolo abbia un’anima arcade, presenta degli elementi complessi e parzialmente simulativi. In primis, i controlli variano da veicolo a veicolo, il che significa investire una discreta quantità di tempo per abituarsi a tutti i mech, carri armati e veicoli ad antigravità che il gioco offre. Inoltre, per alcune tipologie di macchine da guerra, i movimenti sono completamente slegati dal sistema di puntamento. Sebbene ciò aggiunga profondità strategica ed un numero superiore di possibilità ad un pilota esperto, non brilla certamente per immediatezza. Stesso discorso è applicabile agli armamenti: ognuno di essi presenta un arco di tiro unico, che necessita di un particolare tipo di mira a seconda di quale state utilizzando.

La cosa non è certo semplificata dal fatto che avrete a disposizione due differenti sistemi di fuoco contemporaneamente. In breve: capiterà molto spesso che verrete disintegrati dai lealisti di Solo Nobre non tanto perché vi siete comportati in maniera errata, piuttosto perché non siete letteralmente riusciti a comandare la vostra unità nella direzione che desideravate. Ovviamente per alcuni videogiocatori questo aspetto è un enorme pregio che aggiunge valore tattico al titolo, ma, per quanto riguarda la mia persona, negli shooter ciò che cerco è la praticità dei comandi di gioco, cosa che Brigador non offre.

Qualsiasi struttura può essere distrutta. Qualsiasi.

Qualsiasi struttura può essere distrutta. Qualsiasi.

Oltre alla campagna principale, il titolo offre, allo scopo di variegare l’esperienza di gioco ed aumentarne la longevità, anche una serie di missioni freelance, che permettono al giocatore di sbizzarrirsi con il proprio veicolo preferito, nella tetra Solo Nobre, in maniera completamente slegata dalla – sebbene solo accennata – storia.

In conclusione, devo ammettere che Brigador, nonostante la sua natura indie, sia un titolo dalle indubbie qualità. Purtroppo, non sono stato in grado di godere appieno del sistema di combattimento, non tanto perché non sia congeniale al titolo stesso, ma per una questione di gusto personale. Se, al contrario, cercate un’esperienza più profonda del classico shooter top-down, dove l’immediatezza la fa da padrone, vi troverete benissimo in Brigador; riuscirete ad apprezzare l’ambientazione ben congegnata, le tonnellate di personalizzazioni che il titolo offre, ed una delle colonne sonore più ispirate che io abbia mai ascoltato in un titolo indie. Forse riuscirete ad apprezzare anche il grinding selvaggio dei crediti, necessari per sbloccare praticamente qualsiasi cosa all’interno del gioco: informazioni sulle unità nemiche, nuovi piloti, nuovi mech, nuovi armi, addirittura dettagli della storia.
Brigador è acquistabile sullo store di Steam per Windows, Mac OSX e Linux al prezzo di 17.99 €.

Perché sì:
Perché no:
  • Cyberpunk a go-go
  • Colonna Sonora
  • Atmosfera distopica

 

  • Sistema di controllo non intuitivo
  • Grinding

medaglie brigador


About the Author

RickyAll

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!