Brawlout – Esatto, è proprio il gioco a cui stavate pensando!

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Posted 20/04/2017 by in PC

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by Barbarossa
Recensione

Siamo onesti: si è letto ormai un po’ ovunque come il genere dei picchiaduro stia lentamente quanto inesorabilmente andando in declino. Tra le motivazioni più gettonate, ovviamente, si può trovare una curva di apprendimento quasi verticale, la difficoltà di memorizzare infinite stringhe di combo e, per chiudere cercando di non allungare troppo la lista, la necessità di una costanza che molti altri generi non richiedono, in quanto offrono risultati appaganti in minor tempo.

Uno schiaffo all’autostima dei picchiaduro, Brawlout style.

In questo scenario lugubre c’è una luce nelle tenebre che permette al genere dei picchiaduro di rantolare, ma non di morire: sono i brawler. I brawler, nonostante siano giochi tecnicamente impegnativi (sì, l’ho detto prima che i giocatori di brawl si offendano), hanno un approccio al mondo picchiaduro che li rende estremamente facili da apprendere.
Una delle peculiarità del sottogenere in questione – di cui ovviamente Super Smash Bros ha definito vita, morte e miracoli – sono le tipologia di mosse: a differenza di essere input-based (giù, giù-avanti, avanti, pugno = Hadoken!) sono movement-based (avanti, attacco normale = Hadoken!).
Ciò riduce gli input richiesti a due immediate scelte: direzione in cui voglio colpire, tipo di attacco che voglio fare. Mi sembra abbastanza ovvio come, in un genere di giochi in cui lo yomi (la lettura di ciò che vorrebbe fare l’avversario) rappresenta la chiave attorno al quale un match si svolge, sia molto più semplice comprendere questo tipo di input rispetto all’infinita forbice di opzioni offerta dai picchiaduro classici.

Da qui la necessità di espandere ed offrire il sottogenere dei brawler ad un pubblico più ampio. Brawlout, della Angry Mob Games, fa esattamente questo: offre a tutti coloro che non possiedono una console Nintendo la possibilità di giocare un brawler.

Vi prudono le mani, eh?

Brawlout fa esattamente ciò che deve, ossia portare questo genere su piattaforme quali PC, PS4 e Xbox One senza reinventare veramente nulla, ma senza nemmeno perdersi in un bicchier d’acqua. Quelli di Angry Mob Games hanno sicuramente fatto i compiti a casa: dal primo minuto di gioco ho avuto lo stesso feeling di uno Smash Bros grazie a simpatici animali antropomorfi con le loro caratteristiche mosse.
Il cast comprende 6 + 2 combattenti molto ben riconoscibili e dal playstyle molto differente, che sono sicuro può venire incontro ai gusti di diverse tipologie di giocatori. Gli shader, così come la palette dei colori utilizzata, fanno comprendere che ci sia stato un buono studio preliminare si personaggi.
Le arene, in cui fino a 8 giocatori potranno sfidarsi online o in locale, sono 5 e hanno tutto ciò che vi aspettate dai campi di battaglia di un brawler: la dinamicità degli scenari al primo posto.

Dalla vostra sinistra, un gran destro!

Ciò che, unitamente alla buona fattura del gioco, mi ha colpito positivamente è stato lo sforzo da parte di Angry Mob Games di creare una community intorno al gioco fin dagli albori del suo sviluppo e presentazione al mondo esterno. Un sistema competitivo organico, la presenza del gioco a kermesse internazionali di giochi picchiaduro come l’EVO, una Brawlout TV per visionare replay e tornei internamente al gioco: tutti ottimi segnali riguardo al supporto per i tempi a venire. Del resto, un gioco brawler trae la sua linfa vitale dalla comunità di giocatori, più o meno competitivi, che gli gira attorno. Considerate che nella modalità di allenamento c’è perfino la possibilità di visualizzare gli hitbox dei personaggi (per gli amanti delle cose estreme).

Per concludere, Brawlout, in Early Access su Steam dal 20 di Aprile, rappresenta un buon titolo per chi si è sempre voluto avvicinare al mondo dei brawler – e, perché no, anche a quello dei picchiaduro – ma non ha mai avuto la possibilità di farlo, visto che Nintendo era l’unica a possedere IL titolo da dover giocare se interessati al genere. Fossi in voi gli darei una chance.
Ma anche due.

See you, Game Cowboys!

Brawl Puro

Piattaforme Snobbate

Originalità

Perché sì:
Perché no:
  • Brawl classico
  • Comunità attiva
  • Buon design

 

  • Niente di veramente innovativo
  • Genere in declino


About the Author

Barbarossa

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.