Bookbound Brigade – C’era una volta…

0
Posted 22/09/2017 by in

 
Software House:
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Sara Porello
Recensione

Tra i tanti giochi che abbiamo provato a Campus Party, rassegna sulla tecnologia tenutasi per la prima volta in Italia a fine luglio, siamo rimasti particolarmente colpiti da Bookbound Brigade, un videogioco in fase di sviluppo ideato dal team indie tutto italiano Digital Tales. In questa occasione abbiamo potuto testare una demo pensata appositamente per l’evento, che ci ha dato qualche spunto su quello che sarà il gioco finito. Abbiamo chiesto a Daniele “Dan” e Sara di condividere con voi le loro impressioni.

Prima però lasciateci spendere qualche parola sulla genesi del progetto, perché, come vedrete, l’origine del gioco è piuttosto inusuale.

Bookbound Brigade nasce grazie al bando dell’Unione Europea “Europa Creativa – MEDIA”, che equipara i videogiochi al cinema ed è volto alla realizzazione di un gioco che valorizzi la cultura europea e che abbia forti elementi innovativi per il genere o per la piattaforma. Soddisfacendo tutti i criteri previsti, Digital Tales si aggiudica il finanziamento più alto possibile, 150000 €, per realizzare un prototipo del gioco. E qui viene il bello.

Il team di Digital Tales realizza un gioco a scorrimento orizzontale, un omaggio al genere metroidvania. Della storia, per ora, non si sa molto: alcune pagine di un libro sono state smarrite, e i protagonisti di quelle pagine non hanno memoria, appunto, della loro storia: chi sono, cosa hanno fatto, perché sono famosi. Spetterà a un variegato gruppo di personaggi storici, letterari e mitologici (Dracula, la Regina Vittoria, Robin Hood, Cassandra, Sun Wukong, Dorothy Gale, Re Artù, Nikola Tesla) recuperare le pagine perdute e la “memoria storica” contenuta nel libro, oltre che la memoria individuale degli altri personaggi.

Sara Porello

Già da qualche tempo seguo con interesse questo gioco, e sono molto curiosa di vedere come sarà: è con molto, piacere, quindi, che ho provato la demo a Campus Party, e la mia curiosità di vedere il gioco finito non ha fatto che aumentare!

Inizio a giocare accolta da una grafica fumettosa e colorata, sì, ma anche piuttosto “spigolosa”, e faccio conoscenza con l’allegra brigata protagonista del gioco. Questa è composta da otto personaggi molto diversi tra loro, che possono sistemarsi in quattro diversi tipi di formazione: in fila, in colonna, in “doppia fila” e a ruota; ogni formazione ha le sue specificità e serve per superare determinate parti del gioco, quindi bisogna imparare a padroneggiarle in fretta – aspetto in cui non mi rivelo molto brava. Questa caratteristica del gameplay, in ogni caso, mi piace molto. Le diverse formazioni permettono di eseguire una serie di azioni specifiche; nella demo, ad esempio, quando la brigata è in colonna, Sun Wukong può attaccarsi alle sporgenze sul soffitto e dondolare, mentre se la brigata è disposta a doppia fila, Dracula può svolazzare trasportando i suoi compagni. C’è da aspettarsi che nel gioco completo ogni personaggio abbia un’abilità speciale, e sono proprio curiosa di vedere quale sarà.

Un’altra cosa che mi è piaciuta molto sono i dialoghi, divertenti e spiritosi: si vede subito che Digital Tales sta curando molto la parte relativa alla storia/sceneggiatura. La demo, inoltre, mi ha dato un assaggio della grande varietà di personaggi storici e letterari che si potranno incontrare nel gioco; è chiaro che c’è una componente educativa, ma è assolutamente divertente e ben integrata nel gioco!

L’esperienza della demo, tuttavia, non è stata solo rose e fiori; la vera spina del fianco di questa demo, per me, è stata la difficoltà. Sì, perché il gioco è difficile… Ma intendo, proprio assurdamente difficile. Così difficile che non sarei mai riuscita a completare la demo senza l’aiuto di uno dei programmatori; inghiottendo l’orgoglio da videogiocatrice e dopo decine di tentativi finiti con la morte della mia brigata, gli ho chiesto se poteva fare per me alcuni pezzi particolarmente ostici e lui, molto gentilmente, mi ha aiutato. Non crederete come sembravano facili, mentre li faceva lui… Ma per me erano semplicemente impossibili: le mosse andavano calcolate al millimetro e al secondo, zero margine di errore. Non nascondo che questo aspetto mi ha scoraggiata molto dal proseguire, perché, personalmente, non tollero molto bene la frustrazione accumulata ripetendo decine e decine di volte lo stesso passaggio. È pur vero che i save point automatici sono abbastanza frequenti e quindi, se riusciamo a superare un puzzle infernale, in genere possiamo lasciarcelo alle spalle e non pensarci più. Se riusciamo a superarlo.

Nel complesso, comunque, la demo mi è piaciuta moltissimo e non vedo l’ora di provare il gioco completo… Magari ritrovandolo un po’ più bilanciato, un po’ più semplice, altrimenti rischio di non finire neanche il primo livello…!

Daniele Mariani

Bookbound Brigade è un gioco che sicuramente ha le carte in regola sia per piacere a livello artistico, sia per essere un vero gioiellino da giocare. Lo stile metroidvania si adatta benissimo alla possibilità di esplorare diversi ambienti di gioco, così come i diversi personaggi reclutabili rappresentano sostanzialmente i diversi power-up ottenibili (come il doppio salto di Dracula, per citarne uno).

Non fatevi ingannare tuttavia dalla grafica fumettosa: Bookbound Brigade è un giocone di quelli difficili, dal cuore malvagio, che si farà beffe delle vostre lacrime. La natura platform è calibrata al millimetro, e il gioco possiede anche un’inaspettata profondità grazie alla possibilità di scegliere non solo i vari componenti della brigata, ma anche la sua formazione. Una formazione in linea orizzontale, ad esempio, si è rivelata durante la prova una soluzione decisamente non adatta alle sezioni platform: anche con salti oculatamente misurati, mi è capitato spesso di vedere solo il primo personaggio della brigata toccare la piattaforma, per poi essere realisticamente trascinato nel vuoto dal peso dei propri compagni. Servono inventiva e riflessi, specialmente nel riuscire a cambiare formazione con la stessa velocità con cui si salta e si sferrano colpi.

Insomma, davvero un gioco all’altezza del finanziamento ricevuto, che promette di riuscire a coniugare un gameplay stimolante con una storia e un setting che forse riusciranno a interessare i più giovani a qualche classico europeo.


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.