Berserk and the Band of the Hawk

0
Posted 16/03/2017 by in PC

Piattaforma: ,
 
 
Genere:
 
 
by Cathoderay
Recensione

I musou non sono il mio genere, in quanto mi annoiano subito e non riesco davvero a digerirli. L’unico che ho giocato negli ultimi anni per più di 5 minuti è stato quello di Ken il Guerriero (esclusivamente per l’ambientazione). Ora invece mi sono sorbito Berserk and the Band of the Hawk, il musou ispirato al celebre fumetto.

Mi aspettavo il solito gioco come tanti altri che abituano il giocatore a passare il suo tempo a falciare migliaia di nemici incapaci di reagire e occasionalmente qualche boss che ogni tanto si ricorda di combattere, Berserk and the Band of the Hawk riesce, seppur con qualche sbavatura, ad essere diverso dai suoi simili, centrando il bersaglio e dispensandomi dalla noia senza stravolgere la sua identità di musou, ma introducendo alcune novità interessanti pur restando un gioco che fa trucidare migliaia di nemici.

pixelflood.it

Dicevamo dei videogiochi violenti?

Graficamente il gioco non eccelle in nessun campo, sopratutto se paragonato alle produzioni uscite di recente su PS4. La colpa è riconducibile, probabilmente, all’essere stato studiato originariamente per PS3 e successivamente portato sulla sorella maggiore. Nonostante tutto, il titolo risulta molto gradevole da vedere: gli intermezzi presi direttamente dai film animati aiutano non poco il giocatore a calarsi nelle atmosfere violente del fumetto, il quale, ricordiamo, non ha visto ancora un finale e che personalmente ho iniziato a leggere nel 1996 (sono 20 anni eh, Miura facciamo che sto fumetto lo chiudi che mi sto stufando?)

Per chi non conoscesse la storia sappiate che il protagonista è Gatsu, un uomo perseguitato da sfortunati eventi. Ma la pazienza di una persona sicuramente non è infinita: una volta persa la sua, Gatsu, per non saper né leggere e né scrivere, inizia la sua crociata di vendetta e massacro a tutto spiano contro i mostri che gli hanno rovinato la vita. Al contrario di altri titoli del genere, Berserk è sicuramente quello che di base si adatta meglio alla tipologia di gioco qui scelta: se nei giochi precedenti usciti per Dreamcast e PS2 il gioco risultava un po’ più action e ragionato, in questa sede si è scelto di ricreare tutte le battaglie e la furia omicida di Gatsu, puntando sulla quantità di nemici falciati che superano tranquillamente i mille a stage in un inferno di spadate e sangue che molto spesso andrà a coprire gran parte dello schermo.

Seguendo la storia narrata nel manga, il gioco inizia con la famosissima Epoca d’Oro, periodo dove il protagonista combatteva enormi battaglie campali come mercenario, le quali sono state perfettamente riproposte sia per situazioni che per numero di nemici da affrontare, con l’aggiunta di qualche evento che aiuta a spezzare la monotonia d’azione tipica del genere.
Spesso, inoltre, vi troverete a dover aiutare compagni o a difendere obbiettivi per passare al checkpoint successivo, cosa che richiederà un minimo di utilizzo della propria testa invece di affidarsi solo alla violenza della propria spada. Sia chiaro: il gioco non diventa magicamente più profondo, ma dimostra di dare un minimo di varietà al genere senza obbligare il giocatore a vegetare davanti allo schermo premendo un tasto in maniera compulsiva.

pixelflood.it

Qui dovrete coprire la ritirata del resto della squadra.

Il primo boss che incontrerete sarà il temibile Zodd: il bestione oltre a trasformarsi e a sferrare colpi terribili metterà subito le cose in chiaro per quanto riguarda le boss-fight di questo titolo, le quali sono più impegnative di quanto si possa immaginare, sopratutto se paragonate a quelle di altri giochi della stessa tipologia, rendendo di fatto il gioco abbastanza impegnativo per tutti i giocatori. Non siamo ai livelli di un qualsiasi Dark Souls, ma sicuramente vi divertirete parecchio durante queste porzioni.

pixelflood.it

Uno dei simpaticissimi boss!

 

Oltre alla modalità Storia, potrete sbloccare una seconda modalità chiamata Eclissi Infinita, nella quale potrete gustarvi la bellezza di 100 piani di una torre con un numero di nemici esagerato, risultando così il posto ideale dove mettere a frutto l’utilizzo della vostra furia berserk. Se portata a termine vi permetterà di sbloccare un personaggio bonus da usare in ogni missione del gioco.

Non è però tutto oro ciò che luccica: nonostante un ambientazione perfetta per un musou, rimane pur sempre legato ai suoi canoni (la ripetitività). Da questo purtroppo non si scappa: nonostante la varietà di armi secondarie e di personaggi sbloccabili, anche Berserk and the Band of the Hawk potrebbe risultare ripetitivo per i giocatori che non sono troppo avvezzi a questo genere. Intendiamoci: andare avanti come un carro armato falciando tutto ciò che si muove è parecchio divertente, ma farlo per tutta la campagna tende a risultare noioso, a meno che (come me) non siate appassionati del fumetto. In quel caso, ricalcare l’ecatombe di demoni prodotta da Gatsu vi terrà sul pezzo fino ai titoli di coda, calcolando che il gioco arriva più o meno a dove si è fermato il fumetto… Sigh.

Pixelflood.it

20 maledetti anni di pubblicazione.

 

In conclusione, Berserk and the Band of the Hawk è forse uno dei migliori esponenti del suo genere anche se non è esente dai problemi che fanno soffrire questa tipologia di videogioco, complice una realizzazione tecnica buona ma non all’altezza della console su cui gira, con buona pace della conversione PC che sembra fatta in fretta e con poca cura. Nonostante questo, se vi piace il fumetto, i Musou o semplicemente cercate un buon gioco con cui distrarvi (magari a piccole dosi), l’ultimo gioco di Omega Force è la scelta che fa per voi. Per tutti gli altri… Beh, avete l’imbarazzo della scelta in questo periodo.

 

 

Perché sì:
Perché no:
  • Buona varietà di personaggi
  • Fedele al manga
  • Boss Fight divertenti

 

  • Alla lunga è ripetitivo
  • graficamente non eccelso

 


About the Author

Cathoderay
Cathoderay

Amante dei fumetti in maniera viscerale, è uno dei "Vecchi" della redazione, molto spesso si ricorda di titoli semi sconosciuti perché ha avuto la sfortuna di provarli quando uscirono, ha scritto qua e la per tanti anni in tanti posti, e internet ne porta una sottile traccia, un filo rosso che denota la sua instabilità mentale.Adora gli ornitorinchi, le lontre i lupi e le volpi, ma fondamentalmente non glielo sentirete mai ammettere, perché è una persona orribile.