Beggar’s Ride – Il mendicante mascherato

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Posted 20/05/2016 by in Mac

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by RickyAll
Recensione

È bello, a volte, tornare alle origini. Non alle origini del videogame in sé – probabilmente mi annoierei in 4 secondi e mezzo se provassi a giocare a Pong – ma alle prime esperienze personali in campo videoludico. Essendo un classe 1991 sono ovviamente cresciuto a pane e Playstation, più precisamente a pane e platform, genere che le grandi case videoludiche sembrano snobbare di recente, considerando che, a parte l’eccellente Rayman Origins ed il suo seguito, Rayman Legends, non mi vengono in mentre altri titoli del genere degni di nota, escludendo ovviamente Nintendo dalla equazione, che di platform praticamente ci vive. E dove il tripla A dorme l’indie prospera, una nozione che ho velocemente appreso da quanto frequento l’ambiente del gaming PC.

Il titolo che sto per presentarvi cade esattamente nell’archetipo che vi ho appena descritto: è un indie ed è un platform. Potrei immediatamente descrivere il titolo in sé ora, ma definirlo solo con queste due semplici parole è quantomeno riduttivo. Beggar’s Ride è un viaggio, un’esperienza filosofica, un puzzle, un’avventura, un platform ed un ricettacolo di emotività, il tutto contemporaneamente. Questo titolo è riuscito ad impressionarmi così positivamente che mi sono completamente dimenticato che è stato sviluppato originariamente per smartphone, regno dei videogiochi passatempo. Inoltre, scusate il patriottismo, sapere che questo gioiellino è stato sviluppato dalla italianissima Bad Seed mi fa sperare in un futuro sempre più roseo per l’ambiente dello sviluppo di videogiochi Made in Italy.

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Un mendicante, una maschera con poteri sovrannaturali, un mondo da plasmare: la ricetta del platform perfetto.

Dopo il mio solito noiosissimo preambolo, è tempo di parlare del gioco stesso. Quante volte noi videogiocatori abbiamo impersonato un’eroe in viaggio nella sua personale missione per salvare il regno o la principessa oppure per trovare l’artefatto magico? Gli arguti ragazzi della Bad Seed sanno meglio di noi quante volte questo incipit è stato utilizzato ed abusato, per questo ci propone un viaggio fantastico in un regno al di fuori della umana immaginazione nei panni di… un mendicante. Ebbene sì: questo titolo è Beggar’s Ride di nome e di fatto, in quanto interpreteremo un vecchio accattone, armato di cappotto rappezzato e della sua bianca barda, nelle sue avventure in un reame fantastico.

Beggar’s Ride propone un connubio tra il classico gameplay da platform in 2D ed un arguto puzzle game grazie all’utilizzo delle maschere divine che incontreremo molto presto durante la nostra avventura: esse ci permetteranno di controllare gli elementi, letteralmente: potremo inclinare l’intero mondo di gioco, creare acqua tramite la pioggia oppure dominare la forza del sole, allo scopo di risolvere enigmi che di certo non sono impossibili, ma richiedono comunque una certa attenzione  allo scopo di risolverli. Per il resto il titolo non differisce molto da un ben più classico Super Mario Land: avanzeremo su piattaforme, collezionando delle “monete” durante il percorso.

Potrebbe sembrarvi riduttivo come gameplay – escludendo la componente “divina” rappresentata dalle interazioni con la maschera e gli enigmi – e probabilmente lo è, considerando che è pur sempre un porting di un titolo per smartphone con tutte le sue limitazioni, tra le quali si può annoverare il sistema di controllo del nostro mendicante preferito, che risulta abbastanza macchinoso per un gioco PC. Per fortuna, questo aspetto viene completamente surclassato dal punto forte di Beggar’s Ride: le emozioni che è in grado di comunicare al giocatore.

Gli sviluppatori, invece di fare il tipico gioco da smartphone (magari leggermente sopra la media), hanno deciso di dare un’anima a Beggar’s Ride, introducendo una narrazione atipica attraverso delle frasi inserite nello stesso ambiente di gioco, coadiuvate da corte sessioni audio recitate in maniera impeccabile. Questo sistema di narrazione mi ha colpito dritto al cuore: dopo mezz’ora di gioco la mia immaginazione e materia grigia erano in fermento dinnanzi ai dilemmi esistenziali e filosofici che il gioco propone al giocatore. Sono arrivato a pentirmi di aver eliminato delle creature ostili anche se, meccanicamente parlando, era assolutamente necessario per proseguire nel gioco solo grazie all’eccellente narrazione del fatto. Riuscire ad infondere in una persona il pensiero che forse avrebbe potuto agire diversamente, il tutto affrontando un collo di bottiglia necessario per avanzare nella storia, si chiama “Game Design coi controfiocchi”. Prendete appunti, titoli di tripla A, perché i Bad Seed, in quest’ambito, hanno talento da vendere.

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Utilizzare le maschere ci donerà il dominio completo degli elementi. Nessuna roccia ci potrà fermare.

In conclusione, Beggar’s Ride è un titolo godibilissimo per un’audience alla ricerca di un gioco facilmente fruibile ma emotivamente potente. Non posso non paragonarlo a Jotun, che ho avuto modo di recensire tempo fa. Dove Jotun eccelle in ambientazione, Beggar’s Ride lo fa in narrazione. In pratica questi titoli, ai miei occhi, rappresentano due volti della stessa medaglia. Di conseguenza, ciò che dissi per il titolo dei Thunder Lotus Games voglio ripeterlo per Beggar’s Ride: “Semplicemente, wow“.
Beggar’s Ride è acquistabile per PC e per Mac OS attraverso il negozio di Steam al prezzo di 5.99€.

Polipi Beggar's Ride

Perché sì:
Perché no:
  • Narrazione
  • Enigmi
  • Colonna Sonora

 

  • Sistema di controllo
  • Vite illimitate
  • Livello di difficoltà generale basso


About the Author

RickyAll

Al secolo Riccardo Allegretti (no, il mio nickname non significa Riccardo Tutto e sì, sono una persona molto fantasiosa). Videogiocatore quasi a 360 gradi, recensore a 720, persona a 1080p. Come avrete notato, ho molti talenti, ma non la simpatia. RPG Master Race!