Beat Cop – Scuola di polizia

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Posted 29/04/2017 by in PC

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by Ruka
Recensione

Non posso certo definirmi un grande amante degli anni ’80 e seppur apprezzi i costumi dell’epoca (in particolar modo il repertorio musicale) non riesco proprio a rispecchiarmi in coloro che idolatrano il periodo storico in questione, probabilmente anche perché non l’ho vissuto sulla mia pelle.
Ciononostante nulla mi ha impedito di godermi chicche come il buon vecchio Vice City o i più recenti Hotline Miami, i quali fanno sì del contesto il proprio cavallo di battaglia, ma che presentano del contenuto tangibile al di là del mero setting temporale.
Tutto questo per dire che se dovessi consigliare Beat Cop a chi la pensa come il sottoscritto probabilmente non lo farei, poiché il titolo targato Pixel Crow si presenta come l’esatto opposto delle produzioni sopracitate e anzi, fatica addirittura nell’inserirsi all’interno di un genere specifico.
Se infatti dovessi etichettare l’insieme con parole ben precise, queste sarebbero “esperienza interattiva” e nient’altro, in quanto non esiste una vera difficoltà nel progredire, ma questa viene creata dalle scelte compiute dallo stesso giocatore: ci troveremo nei panni dello sfortunato agente Jack Kelly, in precedenza detective e ora declassato a poliziotto di strada per essere stato accusato di un omicidio che non ha mai commesso, delitto su cui avremo modo di far luce nel corso dei 21 giorni di cui è composta l’avventura.

Ogni giorno il nostro capo ci affiderà degli incarichi e starà a noi decidere a quali dare la priorità, consci del fatto che non è possibile fare davvero tutto nell’arco di una giornata: essere ligi al dovere ci ricompenserà con il rispetto da parte della cittadinanza, ma potrebbe attirare le sgradite attenzioni di una gang locale o peggio, della malavita rigorosamente italiana; al contrario, chiudere un occhio ogni tanto e scegliere con accortezza i propri nemici ci procurerà qualche soldo in più nella busta paga e una decina di pallottole in meno nel torace, ma potrebbe non condurre al finale ideale.
Tra multe, controlli e arresti però la routine del poliziotto inizia a tediare ben presto, spronando il giocatore a trovare sollazzo nel comportamento poco lecito, andando un po’ a vanificare quello che, almeno sulla carta, doveva essere libero arbitrio.
Nel caso qualcosa andasse tremendamente storto, avrete comunque la possibilità di rigiocare la giornata e rimediare ai vostri errori come se nulla fosse successo.
D’altronde risulta chiara la volontà degli sviluppatori di puntare sull’intrattenimento piuttosto che sulla difficoltà, etichettando Beat Cop come un tributo ai telefilm polizieschi dell’epoca da cui prende chiaramente la quasi totalità dei suoi elementi e li presenta al giocatore come un concentrato di nostalgia, humour e citazionismo.

Sul fronte tecnico nulla da segnalare, se non una pixel art discreta e funzionale ma ben lontana dai livelli d’eccellenza presenti, ad esempio, in Owlboy ed una colonna sonora adatta al contesto ma invero abbastanza anonima.
In definitiva, Beat Cop è un acquisto obbligato per tutti coloro che sono cresciuti con gli anni ’80 nel cuore e che non faticheranno nel trovare soddisfazione nella miriade di citazioni e riferimenti presenti nel gioco; tutti gli altri invece potrebbero ricavarne tedio fin troppo in fretta.

Citazioni

Perché sì:
Perché no:
  • Ottimo per gli appassionati…

 

  • …noioso per tutti gli altri


About the Author

Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?