Bear With Me: Episodio 2 – Il mistero s’infittisce…

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Posted 05/04/2017 by in Linux

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by Sara Porello
Recensione

A distanza di sei mesi dalla pubblicazione del primo capitolo, Exordium Games pubblica il secondo episodio di Bear With Me, l’avventura grafica punta-e-clicca dai toni noir che vede protagonisti la giovane Amber e il detective di peluche Ted E. Bear, alla ricerca del fratello della ragazza e in fuga dal Rosso, misterioso piromane che le dà la caccia. Anche questa volta il giocatore è chiamato ad accompagnare la strana coppia nella loro investigazione, scoprire indizi, interrogare pittoreschi personaggi, per fare un ulteriore passo avanti nella soluzione di questo spinoso caso. La storia prosegue, con l’ironia già vista nel primo capitolo, e alcune interessanti novità… Con colpevole ritardo, vado a raccontarvi qualcosa di questo nuovo episodio.

Inizio subito col dirvi che questo secondo capitolo, a mio parere, presenta sostanziali miglioramenti rispetto al primo, e tuttavia mi pare ulteriormente migliorabile sotto alcuni aspetti.
Se il primo era interamente ambientato nella casa di Amber, in questo episodio i due investigatori si dirigono a Paper City – la città di carta creata dai fratelli Ashworth nella loro soffitta, ottimo esempio di come, in questo gioco, i mondi immaginari creati dai bambini prendano vita, per trasformarsi nel setting di una storia hard boiled. Una delle novità che presenta il gioco è proprio la mappa della città, tramite la quale è possibile spostarsi in diverse aree – anche se naturalmente alcune di queste saranno disponibili solo a partire dai prossimi capitoli.

La mappa di Paper City, a mo’ di cartolina.

Ma quello che, secondo me, ha significativamente migliorato l’esperienza di gioco, è il fatto di avere un gameplay più “guidato”, in cui è più facile risolvere i puzzle per progredire: la mappa, ad esempio, permette di accedere, in diversi momenti del gioco, solo a determinate aree, limitando quindi la ricerca di oggetti e soluzioni in quei luoghi ed evitando di tornare più e più volte negli stessi scenari per vedere se abbiamo “dimenticato” qualcosa. Utili dritte nei dialoghi e nello scenario completano il quadro rendendo, per una volta, quasi automatici i passi successivi, senza che il giocatore debba rimanere ore e ore a cliccare a caso per far interagire tra loro gli oggetti più disparati. Questo secondo capitolo, per farla breve, è più facile e intuitivo: sicuramente una pecca per chi adora esercitare il pensiero laterale ed escogitare soluzione cervellotiche, ma non per me: enigmi più semplici e un gameplay più fluido permettono di assaporare meglio la trama, che diventa sempre più interessante.

Cosa può essere migliorato, invece? Beh, in realtà si tratta, in questo caso, di un aspetto minore, nello specifico quello gioco-ruolistico, ossia: alcune scelte che il giocatore fa nel gioco dovrebbero (il condizionale è d’obbligo!) influenzare gli eventi successivi, ma per ora questo aspetto non è per nulla emerso. Le scelte proposte al giocatore sono davvero poche (uccidere o non uccidere un personaggio? Fare o non fare la spia?), e finora non hanno in alcun modo influenzato la trama; c’è da aspettarsi che nei prossimi capitoli queste scelte abbiano qualche ripercussione.

Il Re ci minaccia, ma Ted E. Bear non lascia intimidire…

Rimane, in questo secondo episodio, qualche incertezza nella localizzazione: alcuni sottotitoli non sono tradotti e rimangono in inglese; la traduzione in italiano, poi, è un po’ carente, e perde talvolta l’ironia dell’inglese. Ma rimangono anche alcuni aspetti positivi, come il solito citazionismo (Star Wars, X-Files, solo per citarne alcuni) e un uso intelligente e originale dei cliché del noir: alla già presente coppia protagonista vanno ad aggiungersi altri personaggi e situazioni tipiche del noir: il sindaco pusillanime e corrotto colluso col mafioso proprietario di casinò, la cameriera aspirante attrice, e altro ancora.
In ultimo, in questo nuovo capitolo, emerge in maniera più chiara e definita lo stretto rapporto tra i due mondi che si sovrappongo nella trama, quello reale – il mondo di Amber – e quello immaginario da lei creato – Paper City e tutti i suoi personaggi. L’originalità del gioco sta nel presentare una situazione in cui i vari abitanti di Paper City sono in qualche modo coscienti che Amber è la sola che può salvare la città, e al tempo stesso condannarla: crescendo, Amber abbandonerà i giochi d’infanzia e Paper City non esisterà più. Rimane da capire, a questo punto, chi è il Rosso e quale altra metafora porta con sé. Ma, come si suol dire, lo scopriremo solo nei prossimi capitoli.

Nel terzo capitolo avremo qualche risposta… Forse!

Il definitiva, vale la pena di proseguire nel gioco? A mio parere, assolutamente sì. Il gioco promette di migliorare ancora nei prossimi episodi, quindi, se non avete ancora giocato, recuperate il primo capitolo e proseguite. Non resterete delusi.

 

PUZZLE

NOIR

UMORISMO

 

Perché sì:
Perché no:
  • Molto più intuitivo del primo capitolo
  • La trama si fa più interessante

 

  • Le scelte del giocatore per ora non influenzano la storia
  • I sottotitoli non sempre rendono l’umorismo dell’originale


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.