Bear With Me: Episodio 1 – Una fiaba noir tra misteri e giocattoli

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Posted 17/09/2016 by in Linux

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by Sara Porello
Recensione

Da bimbi, si sa, il nostro piccolo mondo dei giocattoli è molto più importante del mondo reale che c’è fuori. Perché è in quel mondo che tutti noi, con la fantasia sconfinata tipica dei bambini, abbiamo inventato storie, vissuto avventure immaginarie, sempre accompagnati dai nostri inseparabili amici di plastica o di peluche; amici che ci hanno non solo accompagnato in mirabolanti viaggi, ma anche confortato quando eravamo tristi e rincuorato quando eravamo spaventati. Amici che, crescendo, abbiamo inevitabilmente lasciato andare.
Bear With Me esplora proprio questa particolare esperienza, riproposta ai giocatori in una cornice insolita, quella del noir; osserva il rapporto tra i bambini e il loro mondo di fantasia da una prospettiva adulta, e lo racconta in maniera creativa e divertente.

Bear With Me è un’avventura grafica a episodi sviluppata dallo studio indie Exordium Games. Questo primo episodio inizia in una notte buia e tempestosa, quando Amber Ashworth, una ragazzina di 10 anni, si sveglia dopo un terribile incubo. La ragazzina scopre presto che il fratello Flint è scomparso, e che strani avvenimenti stanno turbando Paper City: in città vige il coprifuoco, a causa di alcuni incendi appiccati da un misterioso individuo, “the Red Man” (il “Rosso”), che stanno gettando nel panico la popolazione; inoltre, per un motivo sconosciuto, sembra che questo sinistro personaggio stia cercando proprio Amber. In questa inquietante e pericolosa situazione, la ragazzina dovrà andare in cerca del fratello, aiutata dal suo orsacchiotto di peluche, Ted E. Bear, scontroso e cinico detective in pensione, che rispecchia in pieno il canone dell’investigatore hard boiled.

Il gameplay è quello di un classico punta e clicca, in cui il giocatore è chiamato a esplorare ambienti diversi e interagire con oggetti e personaggi per procedere nella storia, tramite la risoluzione degli enigmi proposti – a volte davvero poco intuitivi, come ammettono con molta auto-ironia gli sviluppatori stessi!
Il giocatore interpreta Amber (e, occasionalmente, Ted), e ha la possibilità di influenzare la storyline attraverso le scelte proposte dall’ambiente e le proprie azioni. Il giocatore porta avanti la storia sviluppando non solo la trama dell’investigazione, ma anche i rapporti tra i personaggi, a partire da quello tra Ted e Amber; lo fa muovendosi in un’ambientazione tipicamente noir, con alcuni elementi horror, ma non manca neanche lo stile del graphic novel, utilizzato per i filmati tra le scene.
Le meccaniche di gioco sono semplicissime e molto intuitive, e consistono in pochissimi elementi: pulsanti per spostarsi nelle diverse aree del gioco o per interagire con gli oggetti; un inventario che contiene gli oggetti raccolti, da usare o assemblare tra loro; un menu che presenta una serie di opzioni per dialogare con i personaggi. Adatto anche al giocatore meno esperto, insomma!

Il gameplay non potrebbe essere più intuitivo.

Il gameplay non potrebbe essere più intuitivo.

Tra i punti di forza del gioco cito sicuramente la grafica, semplice ma efficace: il gioco è in bianco e nero, unico tocco di colore è il rosso, per alcuni elementi particolarmente significativi. Anche il design dei personaggi è notevole e ha il giusto mix tra la cupezza del noir e il cutie di fiabe e cartoni animati.

I dialoghi e le descrizioni sono brillanti e mescolano tutti i cliché del noir con un’ironia sagace, che sfrutta anche tecniche di “metanarrazione”, in cui gli sviluppatori, tramite i personaggi o come voce fuori campo, si rivolgono direttamente al giocatore, spesso con battute e strizzate d’occhio; l’effetto finale è nel complesso molto buono, malgrado alcuni dialoghi siano un po’ troppo lunghi e prolissi.
L’audio originale è in inglese, ma dialoghi e interfaccia possono essere apprezzati anche da chi non ha familiarità con la lingua di Shakespeare grazie ai sottotitoli in italiano; questi sono di discreta qualità, ma finiscono inevitabilmente per appiattire il linguaggio e rendere incomprensibili alcuni giochi di parole. A iniziare dal titolo, Bear With Me, che letteralmente significa “Un orso con me”, ma che ha anche il significato idiomatico di “Porta pazienza”, in riferimento al rapporto tra Amber e Ted, inizialmente caratterizzato da sopportazione reciproca; per passare al nome del co-protagonista, Ted. E. Bear (in italiano “Mister Orso”), che ha tutto l’aspetto di un nome di persona vero e proprio, ma la cui pronuncia è la stessa di “teddy bear” (“orsacchiotto”).

Vi segnalo infine un apprezzabilissimo citazionismo più o meno esplicito da altre opere, videoludiche e non (racconti di Lovecraft, Resident Evil, Batman, solo per citarne alcune).

I cliché del noir ci sono proprio tutti. Lo dice anche Ted.

I cliché del noir ci sono proprio tutti. Lo dice anche Ted.

In definitiva il gioco risulta, nella sua semplicità e nella sua brevità, ben riuscito, facile da giocare e divertente. Il non-finale rimanda chiaramente agli episodi successivi, che verranno pubblicati nei prossimi mesi. E non vedo l’ora!

Bear With Me è uscito l’8 agosto 2016 per PC ed è attualmente disponibile su Steam al prezzo di € 4,99.

Bear With Me Nekopolpi

Perché sì:
Perché no:
  • È un gioco veloce, semplice ma coinvolgente
  • L’idea di base è originale e ben sviluppata
  • La grafica, nella sua essenzialità, è gradevole e particolare
  • La storia è interessante e ben narrata

 

  • Alcuni dialoghi sono troppo lunghi e noiosi
  • Non tutti gli enigmi da risolvere sono intuibili


About the Author

Sara Porello
Sara Porello

Fin dalla più tenera età è affascinata dall’universo nerd, ma per anni ne resta ai margini. E poi… Le cattive compagnie finiscono per trascinarla completamente dentro.Giocatrice da tavolo, di ruolo, di videogames. Se si può giocare, lei lo gioca. Appassionata di cinema e serie TV, di manga e anime. Adora il Giappone, adora oggetti e animali kawaii. Adora, sopra ogni cosa, i coniglietti.