Bayonetta 2: La Strega di Umbra è tornata più in forma che mai

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Posted 30/10/2014 by in Wii U

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YOH-OH!:

Gameplay ai limiti della follia, Trama articolata, Design curato, Sonoro vario e memorabile
 

ARR!:

Battaglie aeree non proprio riuscite, Finale sottotono, Controlli touch scomodissimi
 
by La Redazione
Recensione

Lo sviluppo di Bayonetta 2 è stato uno sviluppo abbastanza travagliato: dopo l’uscita del primo capitolo, i Platinum Games si misero al lavoro per Bayonetta 2, usando le idee scartate nel primo episodio. Purtroppo però, le vendite del primo episodio non soddisfarono Sega, la quale non affiancò i Platinum Games nello sviluppo di questo nuovo capitolo, così il piccolo studio si rivolse a varie aziende, ma nulla: sviluppare Bayonetta 2 sarebbe stato difficile dal momento che il genere action è un genere che sta tendenzialmente andando a sparire.
Infine, tra tutte le aziende, Nintendo solamente si fece avanti decidendo di finanziare il progetto, ed oggi siamo qui, noi di Pixelflood, a ringraziare Nintendo stessa per averci dato l’opportunità di giocare questo capolavoro, perchè si, Bayonetta 2 – lo dico già da ora – rappresenta uno dei titoli più belli per Wii U.

Bayonetta 2 è stato possibile grazie a Nintendo.

Andiamo dunque ad analizzare questo Bayonetta 2.

Iniziando dalla trama, vediamo Bayonetta in azione per salvare sua sorella Jeanne, la cui anima è finita all’inferno a causa del demone Gomorrah, come vedremo poi nel prologo del gioco.
Procedendo avanti con i capitoli notiamo che sempre più personaggi fanno la propria comparsa, come ad esempio Loki e il Saggio di Lumen, andando ad aggiungere sempre più elementi alla trama, fino al punto in cui ci sembrerà che il salvataggio di Jeanne sia solo l’inizio di qualcosa di più grande.
Possiamo affermare che la storia è molto più affascinante e articolata rispetto a quella del primo capitolo, e dobbiamo ringraziare dunque Hideki Kamiya, che in questo seguito ha preso il ruolo di Supervisore, scrivendo anche la storia stessa del gioco.

Sarà compito di Bayonetta salvare l’anima di Jeanne.

Il primo Bayonetta si caratterizzò per il design curato dei nemici e delle ambientazioni, e sono felice di dirvi che questo capitolo mantiene lo stesso stile del primo migliorandolo e donando ancora più carisma alle nuove ambientazioni. Basta pensare alla città di Noatun nel gioco, ispirata a Venezia, semplicemente magnifica ed una vera goduria per gli occhi data dall’orgia di colori e dallo stile affascinante: Platinum Games ha curato ogni dettaglio, in particolare l’acqua, elemento significativo per il gioco, facendola sembrare limpida e colorata.
Dal punto di vista dello stile non posso fare a meno di premiare questo fantastico lavoro, in particolare il design dei nemici che risulta sempre vario, appunto perchè la varietà è alla base di Bayonetta. Abbiamo infatti una varietà di nemici, ambientazioni, armi e… costumi! Sarà infatti possibile come nel primo capitolo acquistare una moltitudine di costumi nel negozio di Rodin per poi sfoggiarli in battaglia!

Un bersaglio di critiche nel primo Bayonetta, invece, fu la ripetitività della colonna sonora, che secondo molti dopo poco tempo iniziava a stancare.
Platinum Games sembra aver bene accolto le critiche, perchè quella di Bayonetta 2 è una ost all’insegna della varietà, con delle soundtrack memorabili e indimenticabili tra cui spicca il main theme, Tomorrow Is Mine; ma una menzione d’onore va anche alla soundtrack che accompagna la battaglia contro il Saggio di Lumen, che tende a rendere ancora più epica la battaglia. Ovviamente non può mancare che doppiaggio perfetto, mai fastidioso e anche azzeccato come nel primo capitolo.

Bayonetta contro il Saggio di Lumen

Dopo aver parlato della trama, della soundtrack e del design è tempo di parlare di quello che è il cuore del gioco… il gameplay.
Il gameplay è perfetto, fluido, semplice e esagerato, come piace a noi.
Le novità a livello di gameplay rispetto al primo capitolo non sono molte: la novità di questo capitolo è in primis quella di poter usare l’Apoteosi di Umbra nel mondo di gioco, a differenza del primo Bayonetta in cui era possibile usare questo potere solamente nelle battaglie contro i boss.
Ci sono 3 tipologie di battaglie, terrene, aeree e subacquee, e dobbiamo ammettere che le battaglie nei cieli e in acqua non sono divertenti quanto quelle terrene, dal momento che danno un senso di limitazione e possono risultare certe volte molto scomode.
Le combo sfrenate e illimitate non mancano nemmeno in questo capitolo, ed è grazie proprio a queste combo che non si sente mai la ripetività. Ma la vera chiave di Bayonetta è l’esagerazione delle battaglie. Infatti quando si sarà accumulato abbastanza potere magico sarà possibile far soffrire i propri avversari creando delle vere e proprie macchine da tortura mandandoli K.O. quasi istantaneamente.
Il gioco ci mette a disposizione due stili per giocare, quello con i tasti e quello attraverso i controlli touch-screen, purtroppo però questi ultimi risultano davvero scomodi e inadatti a questo tipo di esperienza.
Insomma, quello di Bayonetta è un gameplay perfetto così com’è.

Il gameplay di Bayonetta supera i limiti della follia

Parlando un po’ di ore di gioco, ho impiegato circa 9 ore per la trama principale, ed in questi giorni mi sono dato alla ricerca di segreti, alla cattura degli Halo (la valuta del gioco) e ho avuto modo di provare anche la modalità Doppia Apoteosi che consente di giocare online con un amico, affrontando nemici in varie aree, le quali saranno disponibili collezionando delle Carte che si otterranno durante la trama principale.
Tutto ciò offre una longevità elevata anche grazie all’estrema rigiocabilità del titolo.

Prima di giungere alla conclusione però vorrei focalizzarmi sugli aspetti che ho meno gradito di questo nuovo capitolo.

Partendo in primis da… Bayonetta stessa.
Nel primo episodio Bayonetta per me era un personaggio esageratissimo ed epico, ed è per questo che me ne sono innamorato alla follia. Nemmeno contro dei nemici imponenti e devastanti Bayonetta si trovava in difficoltà, rappresentava quindi un protagonista quasi invincibile.
In questo secondo episodio ho visto sì il carattere forte di Bayonetta, ma non agli stessi livelli del primo, e durante la storia in qualche occasione mi sono trovato davanti una Bayonetta molto più umana che si placava di fronte a qualcuno più forte di lei.

Il design di Bayonetta nel primo episodio

Di mio gradimento non è stato nemmeno il finale che non ho ritenuto all’altezza di quello del precedente episodio, perchè mi è sembrato davvero sottotono, un boss finale che a mio parere era scialbo e per nulla interessante. La battaglia non l’ho trovata nemmeno epica e in grado di coronare quello che sarebbe dovuto essere il momento più importante per la storia.
Ma nonostante tutto, ritengo che Bayonetta 2 sia un capolavoro, e penso che di action game di questo calibro ne vedremo pochi in futuro.
Ringraziamo ancora una volta Platinum Games e Nintendo per averci permesso di giocare Bayonetta 2.

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La Redazione

Pixel Flood è una giovane realtà italiana impegnata nel settore videoludico. Siamo una redazione sempre in crescita, che si occupa principalmente di videogiochi (ma senza disdegnare boardgame e giochi di ruolo) con una particolare attenzione al panorama indie italiano. Crediamo che il valore di un gioco non debba essere espresso da numeri inflazionati: per questo nelle nostre recensioni diamo medaglie e non voti.