Battlefleet Gothic: Armada – Per il Sacro Imperatore!

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Posted 15/06/2016 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Stefano Robert Rebessi
Recensione

Nel 41mo millennio, l’Imperium dell’uomo, guidato dalla lungimirante guida del Sacro Imperatore, si espande per tutta la galassia, dominando interi sistemi e spargendo il seme dell’umanità, difendendolo dalle invasioni aliene e dalle tentazioni perniciose del Chaos.
Milioni di uomini difendono i suoi confini, facendo parte della tradizionale Guardia Imperiale, una poderosa e macchinosa entità burocratica, sommersa da ordini e analisi tattiche che possono anche giungere sul campo di battaglia dopo decenni o secoli. Ma non solo la Guardia difende l’Imperium, anche i poderosi Adeptus Astartes, conosciuti volgarmente in basso gotico come Space Marines, agiscono direttamente nelle proprie aree di competenza colpendo gli Xeno e i caotici ovunque serva. Le gesta di questi guerrieri è conosciuta in lungo e in largo per la galassia.Ma c’è un ente che pochi conoscono… o che meglio dire tutti tendono a non riconoscere come fondamentale per le operazioni di questi eserciti. Senza di esso le rotte commerciali e di collegamento sarebbero quanto mai impossibili da navigare a causa dei pirati o degli attacchi dei nemici dell’Imperium. La Marina Imperiale è la vera prima guardia dei confini e dello spazio della vastità controllata dalla razza umana.
E proprio di essa parleremo oggi, di questa entità di cui finalmente possiamo prendere le redini anche se solo di un settore…precisamente di quello Gotico.

Battlefleet Gothic: Armada, sviluppato da Tindalos Interactive, è il primo videogioco che tratta un titolo della Games Workshop ormai andato fuori produzione. La sua controparte da tavolo era composta da miniature e da un regolamento semplice ed efficace, che riusciva a trasmettere un buon feeling e che rendeva necessaria una minima preparazione tattica per riuscire a vincere o almeno a pareggiare uno scontro navale.
Armada era l’espansione del gioco originale e includeva un maggior numero di navi per la Marina Imperiale, il Chaos, gli Orki e gli Eldar, ma non solo: infatti avevano introdotto anche le razze che erano state tralasciate nel regolamento base, ovvero Space Marines, Tirannidi, Eldar Oscuri, Necron e Tau ma questi erano sempre e solo dei “corollari” in quanto le vere stelle e personaggi principali del gioco erano proprio la Marina e il Chaos.

In Battlefleet Gothic: Armada saremo chiamati a difendere il Settore Gotico impersonando l’Ammiraglio Spire, un ufficiale della Marina Imperiale a cui viene dato il compito di gestire l’intera campagna per impedire ad Abaddon e alla sua Dodicesima Crociata Nera di conquistare il Settore, ma anche di impedire loro l’accesso alle terribili fortezze Blackstone che l’Impero gelosamente custodisce. La storia è molto semplice e verrà aggiornata man mano dalle missioni che ci verranno date dall’Ammiraglio Ravensburg e dall’Inquisitore Horst e i punti salienti saranno sempre caratterizzati da una narrativa tramite elementi “cinematografici” che altro non sono che semplici animazioni. Sebbene possa sembrare una maniera molto rapida e poco curata, queste sono molto in linea con il design del gioco e non sfigurano per niente dando il giusto sapore all’intera storia.

Una delle schermate di gestione della campagna

Una delle schermate di gestione della campagna.

Il gameplay permette ai giocatori di gestire più navi contemporaneamente e il gioco, oltre al solito tutorial, ha un rateo di difficoltà crescente permettendo quindi al giocatore di capire come gestire le caratteristiche delle proprie navi e delle loro abilità, senza dover ritrovarsi improvvisamente in un combattimento troppo grande senza sapere cosa si deve fare. Gli obbiettivi in ogni missione sono chiari e difficili da completare, sebbene questo sia più dovuto alla difficoltà del gioco e soprattutto dell’esperienza che abbiamo nel condurre le navi in battaglia, rispetto a una vera e propria difficoltà degli ostacoli messi sul nostro cammino. Le navi devono essere gestite singolarmente, e sebbene sia presente una funzione in cui l’intelligenza artificiale viene lasciata libera d’operare tramite determinate direttive date dal giocatore stesso, i migliori risultati sono ottenuti solo facendo un oculato e frenetico micromanagment di ogni vascello.
Questo perchè ogni unità possiede diversi tipi di armi, diverse abilità, diversi upgrade che abbiamo eseguito durante la campagna e pertanto il computer non può gestirli come vorremmo noi e siamo, giustamente, obbligati a condurre direttamente gli attacchi.
Potremo assalire le navi nemiche con teletrasporti una volta distrutti i suoi scudi, oppure eseguire veri e propri abbordaggi tramite navi d’assalto o pod appositamente studiati, in pieno stile 1700/1800 con scontri all’arma bianca che serviranno a danneggiare dei sistemi randomici (armi incluse) nella nave abbordata, sempre che l’assalto abbia avuto successo.

Zparate zugli Omi ! Zperonateli! WHAAAAG!

Zparate zugli Omi! Zperonateli! WHAAAAG!

La differenza di stile di ogni fazione (Impero, Chaos, Orki ed Eldar) e il numero elevato di navi a nostra disposizione, rende il gioco molto variegato e con numerose strategie da poter impiegare e mettere in campo. Grazie all’esperienza inoltre, potremo rendere ogni vascello unico e renderlo un elemento fondamentale per determinate strategie, o per sopperire alle mancanze di un’altra nave con cui andrà a fare coppia.

A inizio di ogni partita verrà comunicato tramite briefing il tipo di missione che andremo ad affrontare, con un tetto massimo di spesa punti per poter schierare navi della nostra flotta. Una volta scelti i vascelli, i punti requisizione che non sono stati impiegati verranno messi come premio aggiuntivo nel caso dovessimo battere il nostro avversario. Tutte le navi che vengono distrutte nella partita, non sono perse per sempre, ma potranno essere riparate successivamente a Port Maw (il porto principale del Settore Gotico) tramite la spesa di punti rinomanza (renown) oppure attendendo semplicemente che i turni passino, ma in quel caso la nave non sarà disponibile fino alla sua riparazione.

Ciò che è intrigante della campagna single player, oltre che alla storia ben articolata (sebbene semplice), è la gestione del Settore Gotico vero e proprio. Avremo delle missioni principali che non potremo ignorare, ma ogni turno avremo a disposizione uno specifico ammontare d’interventi fra vari sub settori, cercando di respingere gli assalti del Chaos, Orki ed Eldar o di rinnegati della Marina Imperiale. Infatti a ogni nuovo turno, il nemico prenderà possesso di nuovi pianeti, negandoci punti rinomanza, bonus per gli upgrade delle navi o addirittura riducendo la possibilità d’interventi, minando così la nostra capacità di scelta durante la campagna. Detto così sembra semplice capire e decidere dove andare e cosa colpire, ma in realtà le minacce sono così tante e sono tutte così potenzialmente dannose, che dovremo semplicemente decidere che cosa è meno problematico per il lungo termine… sperando sempre di riuscire a vincere la battaglia ovviamente.

Le varie fazioni e le loro caratteristiche

Le varie fazioni e le loro caratteristiche.

Sebbene infatti Battlefleet Gothic: Armada non sia difficile come gioco strategico, non è facile domarlo e più di una volta ci ritroveremo con una flotta (scelta da noi, ricordo) inadatta per affrontare gli avversari che troveremo davanti. Il Chaos infatti combatte differentemente dagli Eldar, i quali combattono in maniera completamente differente dagli Orki, i quali puntano direttamente allo scontro diretto e allo speronamento vero e proprio delle navi altrui. Sì, avete capito bene: potete speronare le navi nemiche. Quindi navi che sono state pensate e sviluppate per affrontare un determinato tipo di nemico, non saranno così efficaci per affrontare un’altra fazione, e tendenzialmente tenersi sul generico senza specializzare determinate navi, sarà assai controproducente.

Graficamente, Battlefleet Gothic: Armada è ben gestito. Durante le introduzioni cinematografiche alla battaglia (con l’engine di gioco) le navi sono maestose e ben dettagliate, cosa che si perde inevitabilmente quando combattiamo durante la missione in quanto, sebbene sia possibile fare uno zoom per vedere i vascelli da vicino, ciò renderà difficile la gestione del combattimento stesso. Quindi i dettagli delle navi non li vedremo quasi mai e potremo solo ammirare le macrobatterie sparare raggi laser attraverse lo spazio e cannoni nova esplodere nell’area di gioco.

La schermata d'introduzione delle battaglie è molto epica

La schermata d’introduzione delle battaglie è molto epica.

Quello che più colpisce in questo gioco è la cura del dettaglio. Non intendo solo una grafica che rende giustizia a dei modellini di plastica e di metallo bianco, ma alla lore che viene amata e coccolata dagli sviluppatori, che in ogni linea di testo riescono a mettere dettagli e sfumature che solo un amante del classico Warhammer 40.000 può apprezzare. Qui non esistono contaminazioni dovute all’esposizione dei libri della Black Library nella maniera più assoluta. Si hanno reazioni e modi di pensare che riflettono l’idea del 41mo millennio così come è esposta e narrata nei vari regolamenti. Gretta, oscura, gotica, con poca speranza e amore verso il prossimo. Forse esagero nel dire che è il primo, vero videogioco moderno che tratta Warhammer 40.000 come merita, ma da vecchio giocatore della Games Workshop che si è fatto passare 4 edizioni differenti del regolamento e che si è appassionato alla versione boardgame sia del classico Epic che di Battlefleet Gothic: Armada, vedere che degli sviluppatori siano riusciti a trasportare lo spirito del gioco in maniera inalterata è stata una bella sorpresa.

Battlefleet Gothic: Armada non è privo di problemi e la beta aveva fatto sorgere abbastanza dubbi su quanto il prodotto fosse interessante, ma una volta uscito il prodotto finale, con alcune patch sviluppate prontamente da Tindalos Interactive, il gioco è decollato rapidamente. Il multiplayer, però, continua a essere problematico, visto che una nave senza upgrade e con un ammiraglio fresco di nomina potrebbe finire a combattere contro ammiragli ben sviluppati con abilità e capacità specifiche per ogni nave. Essendo l’esperienza basata sui punti disponibili, il tutto dovrebbe bilanciarsi, ma non sempre è così, potendo risultare frustrante sul lungo andare.
La meccanica di combattimento inoltre, sebbene sia ben riprodotta benissimo dal tavolo di gioco, è macchinosa e richiede tanto micromanagment, forse troppo, al punto che molte volte ci ritroveremo a dimenticare alcune navi lasciandole in balia dei nemici. La campagna inoltre è solo usufruibile da parte della Marina Imperiale e non nego che mi sarebbe piaciuto vedere e giocare dalla parte delle altre fazioni, giusto per il gusto di vedere che cosa poteva accadere.

In definitiva, Battlefleet Gothic: Armada è un bel videogame ed è stato sviluppato con qualcosa che manca sempre di più negli sviluppatori moderni, l’amore per ciò che si fa. Sebbene abbiamo avuto giochi come Dawn of War o Space Marine per sentirci nel mondo di Warhammer 40.000, l’esperienza era sempre stata rovinata dalle interpretazioni personali dello sviluppatore, che alterava l’ideologia e la mentalità che bisogna respirare nel tetro e cupo 41mo Millennio. Per fin troppo tempo abbiamo avuto a che fare con Space Marine inclini a eccessive interazioni con gli Xeno e coi poteri perniciosi del Chaos. Qui invece troviamo una Marina salda e pronta a sacrificarsi per sconfiggere Abaddon e la Dodicesima Crociata Nera, avendo una fede incrollabile nell’Imperatore e nel suo sguardo benevolo dal Trono d’Oro.
Che cosa state aspettando quindi?

WHAAAAAAAAAAAAAAAAAAG!!!!

SPARASPARABUBU

Perché sì:
Perché no:
  • Warhammer 40k fedele all’originale
  • Campagna ben gestita
  • Difficoltà crescente degli eventi
  • Sistema di modifiche navi vario

 

  • Eccessivo micromanagment delle navi
  • Campagna solo con la Marina Imperiale
  • Poca differenza di modifiche fra fazioni
  • Multiplayer migliorabile


About the Author

Stefano Robert Rebessi
Stefano Robert Rebessi

Videogiocatore classe 1983. Dal Commodore C64 passando per l'Amiga e i primi PC, non disdegnando le consolle come PS2, XBOX360 , PS3, PS4 , 3DS XL , PSP , PSVita