Back to Bed: recensione

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Posted 04/09/2014 by in Android

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YOH-OH!:

Il compartimento visivo è composto da elementi presi in prestito dall'arte surrealista e presenta un'atmosfera immersiva.
 

ARR!:

Controlli non sempre precisi e gli enigmi semplici che rendono il gioco monotono alla lunga.
 
by Sarah Hugel (Nechi)
Recensione

Back to Bed è un’onirico puzzle game che ha trovato la sua fortuna su Kickstarter ma che è stato concepito durante un workshop. Verrete sicuramente attratti dalla grafica suggestiva e surreale che avvolge questo titolo anche se a lungo andare potreste trovarlo un po’ ripetitivo e poco stimolate: ma non demordete, perché il bello arriva proprio alla fine della prima parte del gioco…

Ma prima di passare alla recensione ecco un po’ di storia: in origine Back to Bed era un progetto studentesco organizzato nel 2011 dalla DADIU (Danish Academy for Digital Interactive Entertainment) il cui scopo era quello di riunire studenti provenienti da diversi istituti per aiutarli a capire cosa vuole dire fare esperienza in un team di produzione con ruoli e responsabilità. Lo scorso anno è stato riportato in luce da due studi indie: Bedtime Gaming and Rusty Dice Digital Games (che adesso non esiste più), entrambi composti da persone che avevano partecipato allo sviluppo del progetto originale.

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Ed ecco a voi Back to Bed in tutto il suo splendore

Il nostro protagonista è Bob, un ometto che soffre di sonnambulismo. Il suo passeggiare, però, non si limita a classici percorsi tra le mura di casa o in strade appestate dal traffico. No, Bob passeggia allegramente in quello che è il suo inconscio, composto da percorsi impossibili ed elementi volanti tipici delle pitture di Dalì, Escher o Magritte. Lo scopo è quello di accompagnare Bob nel suo letto evitando gli ostacoli o i precipizi presenti nel gioco e piazzando degli elementi che lo indirizzino verso il punto di arrivo.
Fortunatamente il subconscio di Bob verrà in suo aiuto. Esso è rappresentato da una figura astratta simile ad un cane chiamata Subob, di cui il giocatore vestirà i panni. Subob non è in grado di comunicare direttamente col padrone (sai com’è, sta dormendo…) e quindi dovrà fare in modo di liberare il percorso dagli ostacoli e indirizzare l’amato padrone senza che gli succeda qualcosa o, peggio ancora, che si svegli.
In caso Bob cadesse in un precipizio, il gioco continuerebbe come se nulla fosse successo e Subob potrà andare avanti a piazzare gli elementi necessari per far arrivare Bob nel suo letto. L’importante è tenere Bob lontano dai nemici come sveglie, buchi dentati o cani abbaianti altrimenti si sveglierà dal sonno e bisognerà ricominciare da capo.

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Bisogna prestare attenzione agli elementi presenti

Il compartimento grafico è molto suggestivo e ben presentato. Back to Bed è un puzzle game onirico che prende spunto dalle suggestive opere di M. C. Escher, Magritte e di Salvador Dalì, in un mix visivo che risulta molto piacevole all’occhio ma anche un po’ inquetante. Purtroppo manca un po’ di varietà per quanto riguarda il level design dato che tutti i livelli sono disegnati e composti allo stesso modo, ma fortunatamente sono stati aggiunti alcuni ostacoli che rendono migliore l’esperienza di gioco.

Anche il compartimento sonoro è ben amalgamato in quello che è il concetto di gioco. Le musiche sono molto ipnotiche e si integrano bene nel contesto del gioco. Stesso discorso per la voce narrante che ci accompagnerà lungo il nostro percorso: una voce metallica, quasi aliena che ogni tanto pronuncerà alcune frasi criptiche come “The apple has narcolepsy” ma che nella maggior parte dei casi darà consigli utili come “The clock turns Bob-wise”.

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Corri corri, che altrimenti ti tocca ricominciare!

Il problema del gioco risiede nella sua semplicità. Se da una parte il giocatore rimane affascinato da quel mondo così suggestivo e tanto armonico, dall’altra si annoierà in fretta per la semplicità dei puzzle e dalla loro ripetitività. Fortunatamente è stata aggiunta una modalità “incubo” sbloccabile a fine gioco, che renderà le interazioni molto più interessanti e meno ripetitive grazie al recupero della chiave che permette a Bob di entrare nella sua stanza da letto.
Inoltre i controlli non risultano sempre precisi rendendo frustranti le interazioni, soprattutto quando ci sono di mezzo dei timer. Le interazioni sono piuttosto semplici e consistono nel prendere un oggetto e posizionarlo da qualche parte. Purtroppo, però, vista la sovente imprecisione degli imput alcune volte capiterà di piazzare un’asse di pesce nella posizione sbagliata, evento che risulta particolarmente frustrante se bisogna fare una data azione nel minor tempo possibile.

Back to Bed è sicuramente un titolo che intrattiene e affascina, ed è composto da tanti piccoli elementi che lo abbelliscono. Sarebbe stato bello avere una varietà maggiore nella composizione dei singoli livelli ma data la struttura del gioco non è da escludere un upgrade futuro in cui verranno aggiunti livelli più complessi.
Il prezzo è sicuramente vantaggioso (solo 5,49 € su Steam, altrimenti 3,02 € per Android e 3,99 € su iOS) anche se personalmente ritengo che Back to Bed sia un gioco più adatto ai dispositivi mobile piuttosto che per computer proprio per il modo di fruizione: è l’ideale per i punti morti della giornata ma si presta poco a lunghe sessioni di gioco.

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About the Author

Sarah Hugel (Nechi)

Cresciuta senza videogiochi perché la mamma non voleva, Sarah, alla tenera età di 6 anni inizia ad autoinvitarsi a casa degli amici per giocare a Super Mario dando in cambio la possibilità di giocare con le proprie Barbie. Quando finalmente nel lontano 1998 le arriva in casa il primo PC, le si apre un mondo: inizia così una gestione sfrenata di ospedali, civilità e parchi dei divertimenti. Nel frattempo esplorava civiltà perdute grazie all'aiuto di Lara Croft. Negli anni questa passione è cresciuta ed ora si dedica un po' a tutto quello che passa su PC/Mac e Android, con un occhio di riguardo per quello che accade nel mercato tecnologico.