Atomine – Everything can be hacked, and everyone

0
Posted 01/07/2017 by in PC

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Michael Maneia
Recensione

La piattaforma su cui un gioco esce è molto importante, a volte: può decretare il successo di un certo impianto di gameplay, certi giochi richiedono un determinato sistema di controlli, oppure, semplicemente, è più godibile giocare quel tale gioco su un dispositivo portatile, piuttosto che su PC.

Atomine mi ha fatto salire i dubbi illustrati nella premessa a questa recensione. Il gioco di Broken Arms Games è un twin stick shooter a tema cyberpunk con elementi rogue like, rapido e molto cattivo. Il vero problema di Atomine è, appunto, l’impianto di gameplay. Immaginatevi le sessioni hacking di NieR: Automata, ma prolungate e generate casualmente, con la possibilità di acquisire, entrando in particolari stanze, nuove armi e mod – abilità passive che aumentano le capacità del nostro avatar – che andranno sbloccate di volta in volta.

Cubi e altri poligoni esplosivi

Sembra tutto normale e divertente e, anzi, lo è… finché non ci si trova per la terza volta a ricominciare dall’inizio. Certo, magari con un nuovo avatar potenziato, ma siamo di nuovo lì, al primo piano. Questo particolare modo di giocare, fatto di partite molto rapide atte a sbloccare nuovi power up, lo vedo molto più adatto a una console portatile, più adeguata a sessioni di gioco “mordi e fuggi” (magari tra un rapido viaggio in treno e l’altro), piuttosto che su pc.

Detto questo, il resto del gioco si difende più che bene. Con uno stile grafico pulito, pochi, essenziali poligoni e colori rendono l’esperienza godibile e facile da seguire anche in situazioni molto concitate: in più, in questi particolari e soventi casi, il gioco non perde un frame.

Ad ogni area di potenziamento otterremo un power-up e potremo, a volte, selezionare una Mod

Musicalmente parlando, il titolo è accompagnato da una colonna sonora elettronica molto incalzante, che spesso mi ha caricato durante le mie sessioni di hacking intenso. Certo, il genere è abbastanza ripetitivo, ma verrà di sicuro apprezzato da chi di solito lo ascolta.

Per ciò che riguarda il gameplay, come anticipato, il gioco è davvero cattivo, soprattutto nelle fasi iniziali di una partita, quando ci troviamo solo con le armi base. Come andrà poi a finire, dipende da molti fattori: l’abilità e la memoria muscolare del giocatore, quali e quanti nemici appariranno (ne esistono di varie tipologie e, tendenzialmente, a schermo ce ne saranno davvero molti), quali power up casuali sbloccheremo, la conformazione del piano e altre variabili che renderanno ogni partita frenetica e diversa dalle altre.

I monoliti neri sono particolarmente fastidiosi

Il sistema di progressione può sembrare, invece, un po’ noioso, obbligandoci a eliminare ogni singolo nemico per procedere. Meno male che esiste comunque un sistema di esperienza che aumenta il numero di versione del nostro avatar, incrementando il danno inflitto dai proiettili e contribuendo al mining dei bit-coin (calcolato a fine partita), valuta che ci permetterà di sbloccare altre mod.

Devo dire, però, che non mi sarebbero dispiaciuti dei contenuti in più. La lore dietro al gioco è scarna e poteva essere sviluppata un po’ di più, mentre quella dozzina circa di livelli, una volta presa la mano con il sistema di gioco ed aver sbloccato le mod giuste, passa davvero in fretta, sempre che si riesca, appunto, ad affrontare l’orda di nemici in gioco.

Alla fin fine Atomine è un bel gioco, difficile, immediato, divertente e senza troppe pretese, con l’unica pecca di non essere uscito su un qualsiasi device portatile, luogo decisamente più adatto per questo tipo di titoli. È un peccato, ma, se siete fan del genere, vi darà pane per i vostri denti.

 

Entropia

EDM

Rapido

Perché sì:
Perché no:
  • Difficile al punto giusto
  • Ottimo per partite mordi e fuggi
  • Caotico

 

  • Avrebbe più senso su console portatile
  • Può essere frustrante

 


About the Author

Michael Maneia
Michael Maneia

Nato tra le risaie, cresciuto a console e jrpg, per poi convertirsi al PC. I videogiochi han avuto un tale peso sulla sua vita che li ha fatti diventare il suo lavoro.