Armello: baruffe di corte

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Posted 16/10/2015 by in PC/Mac/Linux

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YOH-OH!:

Gameplay profondo. Design curato. Soundtrack. Divertente in multiplayer. Buona localizzazione in italiano.
 

ARR!:

Pochi contenuti. Matchmaking non sempre funzionante. Qualche strafalcione nella localizzazione. Ci vuole fortuna.
 
by Ruka
Recensione

I veri eroi portano il fardello del viaggio non sulle loro spalle, ma nei loro cuori.

L’esperienza con Armello si apre così, sbattendo immediatamente in faccia al giocatore il preludio di una direzione artistica curata maniacalmente da quei geniacci di League of Geeks.
Per gli amanti del fantasy come il sottoscritto rimanere estasiati di fronte al comparto audiovisivo del gioco sarà prassi e non risulterà strano, anche dopo svariati avvii, soffermarsi ad ascoltare la magnifica colonna sonora del menu principale.
Solo dopo essersi ripresi dallo “shock” di cui sopra si inizierà finalmente a giocare, partendo dal prologo-tutorial, per imparare così le semplici ma profonde meccaniche del titolo.
Ma, ahimè, come sovente accade non è tutto oro quello che luccica.

All'inizio di ogni partita potremo equipaggiare accessori ed ammirare i nostri avversari.

All’inizio di ogni partita potremo equipaggiare accessori ed ammirare i nostri avversari.

Il re è morto
A discapito della sua veste grafica, la premessa narrativa di Armello non brilla certo per originalità: il Re Leone è caduto vittima della Putrefazione, un oscuro sortilegio che porta alla pazzia, il cui culmine equivale ad una lenta ma inesorabile fine.
Inutile dire che un regno guidato da un sovrano ormai mutato in tiranno non può far altro che bruciare tra le fiamme scaturite da incessanti conflitti e alimentate da una corruzione dilagante.
Per porre fine a tali disgrazie, i quattro clan più importanti del regno decidono di mandare in campo i loro migliori rappresentanti, nella speranza di farli succedere al trono e di ridare un futuro a quelle terre.
Una trama che di sicuro non fa gridare al miracolo, ma che svolge egregiamente il suo compito d’introdurre i personaggi, attraverso il sopracitato prologo, ed al contempo esplicarne le differenze in termini di parametri ed abilità.
D’altronde è bene acquisire sin da subito consapevolezza dell’utilizzo più adeguato per ognuno di loro poiché alcuni sono particolarmente predisposti ad utilizzare determinati tipi di carte rispetto ad altri.
I suddetti parametri determinano ad esempio il numero massimo di carte da tenere in mano (Ingegno) e di dadi lanciati durante una lotta (Combattimento), il denaro (Oro), la propria influenza nel regno (Prestigio), i classici punti salute (Corpo) e l’ammontare di Magia che verrà ripristinato all’alba di ogni giorno (Spirito).

Thane ha la naturale predisposizione al farsi ammazzare.

Thane ha la naturale predisposizione al farsi ammazzare.

Il valore di ciascuno di essi potrà variare durante il corso della partita, permettendo l’attivazione di carte inizialmente inutilizzabili o precludendone altre che ci si era ripromessi di sfruttare al momento adeguato, costringendo il giocatore ad adottare una strategia flessibile e dinamica.
Vi è inoltre una statistica extra, ossia la stessa Putrefazione: il nostro personaggio potrà divenire infetto in svariati modi, come col compimento di determinate azioni non particolarmente “pulite” o tramite alcuni pezzi di equipaggiamento che garantiranno sì discreti bonus ma anche alcuni fastidiosi malus che peggioreranno con l’aumento di tale valore, al cui apice si diventerà corrotti.
Tuttavia le carte non sono l’unico fattore su cui i valori influiscono ma bisogna stare attenti anche a dove si mettono i piedi: la mappa (generata casualmente ad ogni nuova partita) è composta da caselle esagonali dalla diversa morfologia, come pianure, paludi, monti e foreste, ognuna comprensiva di un determinato effetto.
Tra queste caselle spiccano le Segrete, luoghi dove recuperare prezioso bottino di varia natura oppure incappare in creature poco amichevoli, ed I Cerchi dello Wyld, antiche rovine dotate di un potere curativo (che viene negato in caso d’infezione) ma che risultano fatali per gli esseri corrotti, siano essi giocatori o NPC.

Grazie alla sua abilità, Amber è perfetta per esplorare le Segrete.

Grazie alla sua abilità, Amber è perfetta per esplorare le Segrete.

Cartomanzia blasfema
La partita inizia e si svolge nel più classico dei modi, coi giocatori che nel proprio turno si muovono tra le varie caselle (Punti Azione permettendo) ed utilizzano le carte appena pescate da tre differenti mazzi: Oggetti, Incantesimi e Trucchi.
Gli Oggetti possono comprendere strumenti come armi ed equipaggiamento ma anche pozioni curative, gli Incantesimi possono variare dalle semplici trappole ambientali alle ben più rare spell per gli infetti da Putrefazione e, ultimi ma non meno importanti, i Trucchi sono atti ad ostacolare gli avversari nei modi più infidi e disparati.
Sopraggiungono poi le carte Seguace, non presenti nei mazzi ma ottenibili completando missioni. Esse rappresentano veri e propri NPC che, oltre a commentare l’andazzo della partita, conferiranno a chi li ha in squadra interessanti privilegi.
La Spia ad esempio vi informerà sugli obiettivi degli altri giocatori, il Bardo narrerà le vostre gesta al popolo conferendovi un succoso +2 in Prestigio ogniqualvolta scamperete da un pericolo e il Minatore rimpinguerà di poco le vostre finanze nel caso vi trovaste su una casella montuosa.

Le carte più rare sono spesso anche le più potenti.

Le carte più rare sono spesso anche le più potenti.

Al termine di ogni turno (durante il quale vedremo il susseguirsi del ciclo giorno/notte) verrà eletto il Capo del Prestigio, ossia il giocatore con l’omonimo valore più alto. Egli avrà la possibilità di corrompere il re ed applicare regole particolari nel successivo.
Di modi per vincere ve ne sono molteplici, dal tentare di assassinare il tiranno, all’ingraziarselo, oppure provare a “curare” il suo stato attuale: qualunque sia la via intrapresa riuscire nel proprio intento non è mai facile e richiede una discreta conoscenza delle numerose meccaniche di gioco.
I fattori finora elencati sono componenti di un gameplay dall’alto valore strategico e dal relativo divertimento che se ne ricava, accompagnati tuttavia da un altro elemento che spesso determina da solo le sorti della partita: la fortuna.
Che siano combattimenti o pericoli, infatti, si dovrà in ogni caso ricorrere al tiro di dadi per uscirne vivi e, sebbene sia possibile influire su questi sacrificando alcune delle carte in mano, il resto andrà comunque affidato alla dea bendata.
Armello pertanto sa essere un gioco rilassante e divertente, che da un momento all’altro può trasformarsi in una bolgia infernale di ragequit e amicizie rovinate nel caso di partite in multigiocatore online.
Comparto multiplayer che tra l’altro non sono riuscito ad esaminare in modo adeguato visto che per trovare partite ci vuole tanta fortuna quanta per vincerne, ma quelle che ho potuto giocare ostentavano un netcode abbastanza stabile, con qualche sporadica disconnessione.
Alla fine, il titolo è uno di quei giochi in cui non si può dire di aver vinto finché non lo si ha effettivamente fatto.

È una brutta, bruttissima situazione.

È una brutta, bruttissima situazione.

La ruggine sulla lama
Letto fino a qui del gameplay solido e della sublime direzione artistica, vi starete probabilmente chiedendo in che cosa il titolo difetta e la risposta è presto data: principalmente, nei contenuti.
Oltre alle modalità in singolo e multigiocatore, infatti, non ve ne sono altre e ben presto le partite in compagnia della CPU, oltre che a sbloccare qualche accessorio utile alla bisogna, si traducono solo in un mero allenamento per quelle contro avversari in carne ed ossa.
Armello è quindi un gioco tecnicamente stupefacente (basti pensare anche solo agli artwork sulle carte, che sono tutti animati, risultando un gioia per gli occhi), con una giocabilità comprensiva di numerose sfaccettature, su cui però la sorte grava spesso e volentieri, svolgendo un ruolo fin troppo preponderante.
Il titolo è un’ottima esperienza da fare in compagnia degli amici che siete ansiosi di perdere, nonché un acquisto obbligato per tutti gli amanti di strategia, giochi di ruolo e boardgame, perciò qualora conosceste gente con cui giocarci quei 19,99€ sullo store di Steam potrebbero non risultare un prezzo eccessivo nonostante l’attuale povertà di contenuti degni di nota.

Armello premi


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Ruka

Un weeb che videogioca e scrive. No seriamente, cosa vi aspettavate ?