Anna’s Quest – L’avventura che non rischia

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Posted 14/03/2016 by in PC/Mac/Linux

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Alberto "neo-geo" Semprini
Recensione

Meno male che alle volte c’è qualcuno che si occupa dei punti fermi! Meno male che nel mondo del videogiochi, come in quello del cinema, esistono sviluppatori, produttori e artisti che impiegano il loro lavoro al fine di restituire ad un pubblico qualcosa di immutato e, di conseguenza, irrimediabilmente sicuro. In questo mondo in continuo mutamento, i punti fermi sono qualcosa di fondamentale per preservare la salute mentale.

Avete voglia di un film d’azione ignorante e cafone? Cercate qualcosa con Jason Statham. Avete voglia di un romanzo horror dalle buone premesse, ma con un finale deludente, farcito di mille personaggi e ambientato nel Maine? Leggetevi Stephen King. Insomma, tutti abbiamo bisogno di rifugiarci in qualcosa di certo ed immutabile ogni tanto. La cosa è ancora più piacevole se queste opere sono fatte bene, con tutti i crismi del caso. Quindi, se siete degli appassionati di avventure punta e clicca, come il sottoscritto, ripetete con me: “Meno male che esiste la Germania e meno male che esiste Daedalic!”

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In tanti è meglio.

Dalla D di Deponia alla W di The Whispered World, Daedalic è il colosso videoludico tedesco ormai specializzato nello sviluppo, nella produzione e nella distribuzione di quel genere sempre amato (e bistrattato) che è l’avventura punta e clicca, e Anna’s Quest rientra perfettamente nella categoria.

Pensate a cosa debba avere un gioco per essere definito un’avventura grafica. Ecco: Anna’s Quest ce l’ha. Daedalic e Krams Design vi hanno battuti sul tempo, vi hanno anticipati, sanno che cosa volete, sanno che cosa vi aspettate e ve lo danno nel migliore dei modi possibili. Si, perché uno dei pregi di Anna’s Quest non è solo quello di aderire perfettamente alle vostre aspettative, ma anche essere un bellissimo gioco.

Partiamo dalla trama. Anna è una bambina dal cuore d’oro, una di quelle persone che vede il bene anche nei sassi. La ragazza ha sempre vissuto assieme a suo nonno in una casa nella foresta, lontana da tutto e tutti. Un giorno il povero anziano si ammala e la piccola decide di avventurarsi all’esterno alla ricerca di una cura. Purtroppo questo la porterà a farsi rapire dalla “classica” strega cattiva di turno, che la rinchiuderà in una torre e la sottoporrà a strani esperimenti per risvegliare in lei poteri mentali sopiti.

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I dialoghi giocano un ruolo fondamentale.

Una volta fuggita da questa prigionia, la piccola dovrà vedersela con un mondo molto più infido e bugiardo di quanto lei abbia mai creduto. La bellezza del personaggio e la comicità di diversi punti verte proprio su questa sua ingenuità di fondo che le impedisce di capire tutto ciò che le succede attorno, cose che al giocatore, invece, non possono sfuggire. Sta quindi in questo “stacco” tra l’utente e la protagonista la verve comica e vagamente sarcastica che regge gran parte dell’opera.

La trama di Anna’s Quest risulta essere di stampo squisitamente favolisitico, ma anche molto meno banale di quanto possa sembrare ad una prima occhiata. Detto in poche parole e senza anticipare troppo, Anna’s Quest può essere letto su più livelli, uno adatto ad un pubblico giovane, l’altro percepibile da un’utenza più adulta. È bello notare come gli sceneggiatori di Krams siano riusciti a raccontare storie anche molto cupe con così tanta leggerezza e delicatezza.

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Mai fare arrabbiare chi è dotato di poteri telecinetici!

Tutto il resto, come già ampiamente detto, riflette quello che è l’avventura punta e clicca da Monkey Island in poi. Una grossa quantità di enigmi basati sulla raccolta e sulla manipolazione di oggetti (incastonati nell’abusatissima struttura del “trovami A, B e C e poi ti faccio andare avanti”), qualche tonnellata di dialoghi ben scritti e un uso molto canonico, ma abbastanza gradevole, dei poteri telecinetici della protagonista. Di più non si può avere, sopratutto a livello di ritmo (molto lento, come vuole lo standard), ma bisogna considerare che il pubblico di riferimento rimane sempre quello dell’avventuriero classico.

Una cosa di cui mi sono letteralmente innamorato è il sistema di controllo, a prova di pigroni come il sottoscritto. Tutto è a portata di mano: con pochi e semplici clic del mouse possiamo interagire con l’ambiente, evidenziare gli hotspot, aprire l’inventario, attivare i poteri di Anna e accedere al menu delle opzioni, tutto senza mai dover premere un pulsante sulla tastiera. Questi sono i classici, piccoli, accorgimenti che rendono l’esperienza di gioco più gradevole e facilmente fruibile.

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Situazione tipica da avventura grafica.

Il tutto non avrebbe lo stesso fascino senza una grafica e un sonoro adeguati, cosa di cui il gioco di Krams è munito. Ad esempio, i fondali e gli sprite dei personaggi sono realizzati con uno stile parecchio singolare e piacevole, anche se non necessariamente gradevoli per tutti. Per fortuna le animazioni sono abbastanza soddisfacenti e più fluide di quelle già viste in altre produzioni Daedalic, come The Whispered World o The Night of the Rabbit.

Le musiche sono funzionali all’atmosfera generale, mentre il doppiaggio presenta qualche piccola magagna tecnica sulle quali, però, si può soprassedere. Purtroppo l’adattamento italiano non è dei migliori, presentando diverse inesattezze ed errori.

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Non mancano gli elementi tipici della Favola.

Tutto quello che andava detto su Anna’s Quest è stato detto, si tratta di un gioco ottimo, che ha i suoi pregi e limiti nell’essere così aderente al suo genere di appartenenza. Apprezzerete il gioco Daedalic solo se amate la struttura punta e clicca tradizionale, in stile Monkey Island/Broken Sword, e se riuscite a digerire il tono favolistico e all’apparenza infantile che lo contraddistingue. Manca qualche sprazzo di originalità, qualche idea inusuale o una concezione più moderna e contemporanea della narrazione. Per il resto si tratta di una favola ben scritta e ben condotta, da portare a termine raccogliendo oggetti e combinandoli tra di loro secondo la logica laterale che tanto amano i giocatori di lunga data.

Potete trovare la favola di Anna su Steam e Good Old Games al prezzo di 19,99 €.

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Perché sì:
Perché no:
  • Avventura punta e clicca con tutte le cose al loro posto
  • Buona trama
  • Enigmi di stampo classico soddisfacenti
  • Interfaccia a prova di pigroni

 

  • Bisogna apprezzare il genere
  • Adattamento italiano non eccezionale


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Alberto "neo-geo" Semprini
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