Amplitude – Follow the sound!

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Posted 01/02/2016 by in PlayStation 4

Piattaforma:
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Tracotanza
Recensione

Musica ritmata, veloce e adrenalinica esiste da ben prima che dal dominio dell’ elettronica che sta avendo luogo in questi ultimi anni, i ragazzi di Harmonix paiono averlo scordato in questo reboot di Amplitude. Dimenticatevi la variegata e fenomenale moltitudine di tracce che aveva accompagnato il primo amplitude per Play Station 2, qui se non vi piace l’elettronica, con le sue derivazioni, probabilmente non vi piacerà nessuna delle tracce che compongono il gioco.
Fortunatamente io apprezzo ogni genere musicale e, sebbene sentissi la mancanza di una variazione di genere, devo dire che le canzoni, sia quelle composte da Harmonix che quelle prese in prestito da nomi più o meno noti, sono davvero ottime e si adattano perfettamente allo stile di gioco.

Ci troviamo di fronte ad un Rhytm game leggermente atipico: non ci ritroveremo a impugnare in mano uno strumento come nelle serie di guitar hero o rock band, ne a seguire una singola traccia generica come in molti esponenti orientali, ma le sequenze da eseguire saranno infatti svariate e dovremmo muoverci da un percorso all’altro per completare tutta la canzone. Ad ogni percorso corrisponde uno strumento musicale e se riusciremo a eseguire perfettamente una serie, questo scomparirà, permettendo a quello strumento di suonare in sottofondo mentre noi ci dedicheremo alle altre strade. Un sistema semplice, ma decisamente efficace, che diventerà infernale non appena si comincerà ad alzare la difficoltà, costringendovi ad una prontezza di riflessi tipica del genere e a far calli sulle dita che presto potrebbero cominciare ad urlare pietà.

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Finita questa serie potrei passare alle altre, se solo riuscissi a farla.

Nel vostro muovervi fra le tracce sarete alla guida di una navicella, che potrete scegliere fra quattro differenti, e che vi segnalerà il momento giusto per premere il tasto corrispondente ed eseguire le vostre sequenze musicali. Ad aiutarvi in questa impresa ci sono dei power-up sparsi nel gioco che vi permetteranno di liberare immediatamente una pista, rallentare il tempo o aumentare il vostro punteggio.

Avrete la possibilità di affrontare una breve campagna, completabile in appena un’ora e con una trama di sottofondo di poca importanza, fatto ciò non vi rimarrà che dedicarvi alle canzoni rimanenti con la modalità “partita veloce“, fondamentalmente per sbloccare tutte le canzoni e fare un punteggio gradevole in ognuna non impiegherete più di cinque ore, da lì in poi il gioco ha una durata variabile che corrisponde alla vostra voglia di migliorare i punteggi e alla vostra capacità di sopportare la poca varietà musicale.

Non si fanno mancare i pezzi noti ed è stato veramente un piacere la presenza di una canzone da Crypt of the Necrodancer, ma nulla mi ha spronato a giocare più di quanto ho fatto, nessun reale premio al conseguimento di punteggi alti, ne una buona implementazione di una modalità online che avrebbe potuto giovare. È possibile giocare in multiplayer locale in maniera non poco confusionaria ma come sempre divertente quando si è in compagnia delle giuste persone.

Alcune strade sono state liberate, altre ancora attendono.

Alcune strade sono state liberate, altre ancora attendono.

Graficamente fa un gran bella figura, con effetti particellari e laser sparati un po’ ovunque, degli interessanti fondali psichedelici che cambiano quasi seguendo la musica, effetti di luce e animazioni parecchio belle, ed è sempre un piacere vedere le piste andare in frantumi dopo il completamento di una serie. In arrivo anche su Ps3 ma per adesso lo potete trovare a 19.99€ sul Playstation Store, ed è veramente un peccato che le buone idee che ci sono alla base non siano sfruttate al meglio per un gioco con più varietà e carattere. Adattissimo per quelle mezzorette in cui non sapete che fare.AMPLITUDE POLIPI

Perché sì:
Perché no:
  • Gameplay
  • Grafica
  • Musica Bella…’

 

  • …ma poco varia
  • Poco longevo


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico