Alone with You – Amore nello spazio profondo

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Posted 26/09/2016 by in PlayStation 4

Piattaforma: ,
 
Software House:
 
Genere:
 
PEGI:
 
by Edoardo Fusco
Recensione

Il mercato degli indie game è davvero incredibile e da sempre ci sta proponendo dei capolavori in grado di plasmare il mercato anche delle produzioni maggiori con idee innovative, meccaniche nuove o storie originali. È logico sia così: gli sviluppatori indipendenti non devono sottostare ad alcuna regola di mercato, non devono rispettare strutture di gioco consolidate per creare un nuovo blockbuster o rimanere ancorati a gameplay vincenti solo perché “si fa così”. E grazie alla voglia di sperimentazione sia in termini tecnici che narrativi ci hanno presentato capolavori come Braid, Fez, Super Meat Boy o ancora Her Story, Gods Will be Watching o Papers, Please. A volte però il detto “Chi non risica non rosica” può essere un’arma a doppio taglio. Quante volte un’idea innovativa rischia di non essere implementata bene? E quante volte anche implementando bene un’idea si ottiene qualcosa che avrebbe funzionato meglio in un altro medium, nonostante “artisticamente” il suo valore sia indiscutibile? Alone with You, esclusiva PlayStation 4 e PlayStation Vita e nuovo titolo di Benjamin Rivers (già autore di Home), rientra in questa categoria. Quindi preparatevi: lo amerete o lo odierete, senza riserve, un po’ come accadeva con To The Moon.

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Le varie ambientazioni saranno tutte ridotte a un cumulo di macerie…

La premessa: siete gli ultimi superstiti di una colonia spaziale umana sul pianeta Epsilon Eridani. Si tratta di un mondo instabile, il cui clima e struttura sono peggiorati tantissimo dopo il cosiddetto Rift Event, che ha causato la morte di tutti i vostri compagni coloni e danneggiato tutte le strutture presenti sulla superficie. Ora siete da soli con l’intelligenza artificiale neurale che aiutava a gestire la colonia, e il vostro scopo è quello di costruire una navetta e assicurarvi una via di fuga sicura dal pianeta, che sta collassando. Sarà la vostra fidata IA a darvi indicazioni su cosa potrete (dovrete) fare e vi aggiornerà sullo status delle riparazioni della navetta e sulle condizioni climatiche del pianeta. Avete pochi giorni a disposizione per recuperare le parti mancanti per sistemare i reattori della nave, trovare una fonte di sostentamento durante il viaggio di ritorno, del combustibile e ripristinare i sistemi di comunicazione del vostro mezzo. Ovviamente non potete fare tutto da soli, e per fortuna la vostra guida dal nome impronunciabile è in grado di replicare e ricostruire le personalità dei quattro esperti della colonia: Winnie Laurier (l’esperta delle comunicazioni), Jean Lumumba (il responsabile delle risorse), Pierre Tong (direttore del sistema di terraforming) e Leslie Bharadwaj (botanica e responsabile delle strutture idroponiche).

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… e anche i coloni del pianeta saranno ormai solo un ricordo.

Durante il tempo che vi rimane su Eridani dovrete esplorare i quattro relativi impianti e aggiornare i vostri quattro compagni “virtuali”, che potranno aiutarvi con i progressi per raggiungere la salvezza. Ma c’è di più: siete sicuri che sia solo colpa delle condizioni atmosferiche e del Rift Event se le cose sono andate male? Perché tanti degli indizi che troverete nelle macerie sembrano indicare anche il fattore umano come concausa del fallimento della colonizzazione del pianeta. E sarà portando alla luce determinati indizi e parlando con le immagini olografiche dei personaggi di cui sopra che potrete mettere insieme i puntini e capire cosa è successo. Ma dovrete scegliere a chi credere e con chi stringere un legame: se infatti ogni sera, dopo la ricognizione in una determinata area la vostra IA vi farà parlare con il rispettivo responsabile per avere un debriefing sulle scoperte e stringere delle relazioni umane sempre ben accette in un ambiente totalmente alieno, ogni tanto potrete scegliere con chi interloquire, avendo la possibilità di approfondire un po’ la conoscenza e, perché no, avvicinarvi a livello emotivo a lui/lei.

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Per fortuna potremo interagire con le versioni olografiche di alcuni nostri ex-colleghi.

Il tutto in un ambiente che non sfigurerebbe nella libreria di giochi dell’Amiga 500. Già, perché Alone with You rientra nella categoria di giochi indie-retro: la grafica pixellosa è davvero ottima per le sezioni esplorative, ma per le cutscene e le sezioni di interrelazione il character design è proprio brutto. Ed è un peccato perché se da una parte dona ai personaggi un’aria di normalità assoluta (risultando più realistici rispetto ai coloriti comprimari di un Mass Effect) dall’altra non aiuta dal punto di vista attrattivo, necessitando di uno sforzo maggiore da parte del giocatore in questo senso. Giocatore che si troverà a fare e rifare le stesse cose diverse volte: ogni giorno sarà composto da esplorazione e debriefing, esplorazione e debriefing, esplorazione e debriefing, in un loop che alla lunga potrebbe stufare, soprattutto se non riuscirete a farvi catturare dall’atmosfera e dalla narrazione del gioco che, forse poteva essere semplicemente un “librogame” digitale. Avrebbe però avuto lo stesso effetto? No, la ripetitività è voluta: serve per trasmettere le sensazioni che vive il personaggio che stiamo interpretando. E “gli stacchi” narrativi a fine giornata funzionano bene: finalmente dopo aver passato del tempo a esplorare macerie, avere un contatto “umano” dà un sollievo innegabile e spezza la monotonia. Da questo punto di vista Alone with You funziona perfettamente, considerando che il nostro alter ego è un guscio vuoto senza personalità nè nome (lo sceglieremo noi all’inizio) e pertanto potremo scegliere liberamente anche a chi avvicinarci emotivamente tra le quattro proiezioni olografiche.

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E almeno la notte ci sarà concesso un po’ di riposo, in quello che resta di camera nostra.

Tirando le somme, come detto in apertura, Alone with You vi piacerà tantissimo se siete fan dei giochi lenti e introspettivi, in grado di centellinare le emozioni durante le sue circa sei-sette ore di gioco totali. Ma vi piacerà ancora di più se siete appassionati di fantascienza in senso lato, in quanto emotivamente presenta punti in comune con film e giochi dello stesso genere. Ci sono le atmosfere di The Martian, Moon e Her, ma anche le tematiche di SOMA e il gameplay di Gemini Rue o Primordia. Il tutto rendendo l’emotività il punto di forza, a patto che siate disposti a stare al gioco e farvi convincere dai personaggi (pochi ma caratterizzati benissimo) coi quali avrete a che fare. Gli altri giocatori dovrebbero invece stargli davvero alla larga o provarlo solo se venisse offerto con il PlayStation Plus in futuro.

Potete acquistare Alone with You per PlayStation 4 e PS Vita su PlayStation Store a 9,90 €.

 

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Perché sì:
Perché no:
  • Introspettivo
  • Originale
  • Ben scritto

 

  • Ripetitivo
  • Non per tutti


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.