Akiba’s Beat – Una delusione, contro le delusioni!

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Posted 19/05/2017 by in PlayStation 4

Piattaforma: ,
 
Software House: ,
 
Genere: ,
 
PEGI:
 
by Marco Valle
Recensione

Akiba’s Beat. Un gioco che potremmo definire come “Action JRPG“, e che ci dovrebbe calare nel colorato e frenetico micromondo di Akihabara, il folle quartiere tecnologico della moderna Tokyo, aggiungendo al fascino della scoperta, anche una robusta dose di sense of wonder. Belle premesse, senza dubbio. Peccato però che il nuovo titolo di Acquire sia una vera delusione. Ma andiamo con ordine.

Akiba’s Beat, seguito naturale dei due Akiba’s Trip (dai quali, però, si discosta molto in termini di gameplay), ci fa vestire (principalmente) i panni di un certo Asahi Tachibana, un giovane NEET (Not in Education or Training, che non studia e non si aggiorna, men che meno lavora!) che abita in affitto, non chiedetemi con che soldi, proprio nel modernissimo quartiere della capitale Giapponese. Quali siano le aspirazioni di Asahi, è presto detto. Lui non vuole fare nulla. Non ha idea di dove o come pilotare la sua vita e, con grande coerenza, neppure gliene importa qualcosa. Asahi vuol solo vivere, o meglio sopravvivere, giorno per giorno. E già, l’incipit non è uno di quelli che mi stimolano all’eccesso, ma non si può certo giudicare un libro dalla copertina…

Banzai!!

Purtroppo per il pigro Asahi (e per noi, aggiungo), il suo intento di fare una vita ritirata e con il minimo indispensabile di responsabilità e rapporti sociali, naufraga miseramente. Tralasciando ogni qualsiasi residuo di contatto con la realtà, il nostro “eroe” e i compagni che, suo malgrado, recluta in giro per il quartiere, dovrà avventurarsi nelle proiezioni, qui rappresentate come una sorta di dimensioni parallele, di delusioni e frustrazioni delle persone che lo circondano e che incontra., facendosi strada fino al cuore del problema e, una volta raggiunto, sconfiggendo la radice stessa della delusione. Già di per se, la trama mi lascia molto perplesso.

Tecnicamente, Akiba’s Beat è imbarazzante. Ok che stiamo parlando di un gioco cross platform, in uscita sia per PS4 che PSVita, ma la grafica e il design generale avrebbero fatto una pessima, e dico proprio pessima, figura anche su PS2! Fondamentalmente, il gioco consiste in uno pseudo open world, rappresentante il quartiere di Akihabara e le sue varie zone, che pare uscito direttamente dai primi anni 2000. Tolti alcuni frustranti muri invisibili, quello che dà davvero sui nervi è la mancanza completa di qualsivoglia tipo di interazione con persone e/o oggetti non correlabili alla missione in corso. Zero interazione, zero totale! I passanti non funzionali alla storia sono addirittura rappresentati come ombre colorate! Per contro, invece, gli NPC… non sono rappresentati affatto! Saltano fuori, a mo di pop up, quando ce n’è bisogno! C’è da dire, almeno quello, che la grafica e le animazioni delle varie scene di dialogo, sono molto ben fatte, in un ottimo stile Anime.

A spasso per la città…

Il “cuore pulsante” di Akiba’s Beat, però, è l’esplorazione dei dungeon, pardon, delle Delusioni (strutturate come dungeon, con tanto di scontri casuali). E anche qui, purtroppo, il gioco fa pena, proponendoci un gameplay finto action trito e ritrito. Come se non bastasse, il sistema di combattimento, soprattutto con più personaggi in campo, è anche poco intuitivo. La grafica, come per l’altra sezione, è inconfondibile da un gioco PS2. Si salva almeno il sonoro, con un simpatico doppiaggio in giapponese, sottotitolato in Inglese (almeno quello!) e delle musiche abbastanza valide.

Combattimento deludente.

Akiba’s Beat è davvero un gioco incomprensibile. Non tanto per la trama (comunque non immediata, eh!), quanto per la realizzazione. Francamente, sarebbe stato brutto anche fosse uscito 15 anni fa, ma ce lo saremmo potuti anche far andare benino. Oggi, soprattutto per i sistemi sul quale è stato sviluppato, davvero risulta inconcepibile.

Totalmente da evitare.

Grafica dei dialoghi

Musiche

Perché sì:
Perché no:
  • Grafica dei dialoghi in stile Anime
  • Musiche carine

 

  • Design vecchio
  • Open World penoso
  • Storia strampalata
  • Tecnicamente superato


About the Author

Marco Valle

Scrivo di videogiochi, fumetti e lifestyle. Ma anche di gdr, telefilm, film e cose. Soprattutto cose.