Abzù – Vir o mare quant’è bell!

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Posted 30/09/2016 by in PC

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by Tracotanza
Recensione

Il mare è sempre stata una figura simbolicamente forte: scegliere di usare il mare per veicolare un proprio messaggio artistico è un metodo efficace per fare pensare lo spettatore al vuoto, all’immenso e allo sconosciuto. Se poi ci intrufoliamo sotto le onde e cominciamo a scivolare fra le infinite bestie marine, allora non possiamo non pensare alla natura più immacolata, al selvaggio su cui l’uomo difficilmente può mettere piede. Usare il mare in un’opera artistica è una chiara dichiarazione d’intenti, significa che si ha voglia di far pensare all’immenso e al mistero, il mare diventa un ottimo amico per creare un opera interattiva come quella dei Giant Squid.

Cavalcare le mante, chi sa se anche lui è un professore come quello di Nemo!

Wah! Le Mante!

Nel parlare di Abzù avrei voluto evitare qualsiasi parallelismo con Journey, opera che ne condivide l’art director, ma alla fine mi risulta praticamente impossibile non paragonarli. Non solo perché condividono la stessa visione e bellezza artistica, ma anche perché condividono una certa sequenza narrativa. Come in Journey, Abzù è divisibile in tre fasi, che mi piace definire: Scoperta, Dolore, Rinascita. Senza spoilerarvi troppo posso dirvi che Abzù ci invia buoni messaggi ecologisti, ci parla del rispetto e della fusione con la natura, dell’avidità umana e anche di morte. Lo fa con allegorie semplici e con immagini splendide, che non hanno però la stessa forza emotiva del suo antenato delle sabbie, forse colpa di quella brutta sensazione di “già sentito” che non vi abbandonerà.

Wah! Le Balene!

Wah! Le Balene!

Alla sensazione di “già sentito” che accompagna messaggi e trama, non si affianca una sensazione di “già visto” per ciò che riguarda la componente visiva. Abzù è una continua gioia per gli occhi, sembra quasi che luci e colori si siano piazzati al loro posto da soli. Le creature marine saranno uno splendido compagno di viaggio e se siete un po’ infantili, come me, vi sentirete più o meno come quando si va all’acquario: mi sono ritrovato più volte a esclamare “Wah, i lamantini!” o “Wah, i tonni!” più o meno per ogni pesce incontrato. Forse sono io a essere un po’ deficiente, ma vi assicuro che Abzù è uno splendido parco acquatico.

A questo parco acquatico aggiungiamo una colonna sonora che, boh, non so come spiegarvelo… Tipo che la musica di Abzù è un po’ come quando siete in piena fame chimica, tornate a casa che vi mangereste qualsiasi cosa, ma siete degli universitari senza soldi e quindi avete il frigo vuoto, però vi suona la vicina di casa a cui avanzava una porzione di lasagne e sono anche le lasagne più buone del mondo.

Wah! I Delfini!

Wah! I Delfini!

La parte puramente ludica è decisamente debole, non ci sarà un reale grado di sfida né vi sembrerà il caso di cercarlo. Abzù infatti non vi richiede molto oltre ad esplorare, trovare dei meccanismi e aprire delle porte per accedere all’area successiva.  Questa semplice meccanica diventa semplicemente una scusa per costringervi ad esplorare. andare avanti e scoprire tutte le bellezze sommerse. State lontani da Abzù se siete fra quelli che credono che un videogioco debba solamente divertire, ci sono tanti altri mari su cui guardare che potrebbero accontentare i vostri gusti.

La bellezza della nostra avventura marina sta nella sua capacità di farci tornare, almeno per un po’, dei bambini capaci di stupirsi di fronte alle cose più semplici. E anche se questa volta non piangerete, non sentirete groppi in gola o non vi divertirete, resta una di quelle esperienze che dovreste provare. Dura poco, ho impiegato appena due ore per portarlo a termine, e anche vorreste mettervi a cercare tutte le conchiglie collezionabili in giro, dubito supererete le quattro ore di gioco. Decidete voi se spendere questi 20 euro, io mi limito a lasciarvi i link Steam e PsStore per comprarlo.

CHE SCHIFO LE MEDUSE!

CHE SCHIFO LE MEDUSE!

P.S. Ho una fobia esagerata delle meduse, fortunatamente non ce ne sono molte, ma sappiate che è stato difficile superare le parti dove sono presenti.

Perché sì:
Perché no:
  • Comparto grafico eccezionale
  • Musica splendida
  • Ci sono poche meduse

 

  • Alcune meccaniche poco ispirate
  • Si sente il peso dei suoi precedessori
  • Anche se poche, ci sono le meduse

medaglietta-abzu


About the Author

Tracotanza
Tracotanza

All'anagrafe Salvatore Martino, ma a differenza da quanto dice il suo nome non ha mai salvato nessuno. Appassionato di videogiochi da quando ha imparato a pigiare col ditino per accendere il computer. Era disperso in un mare di Pixel ed è stato raccolto dalla ciurma per scrivere storie sul suo naufragio nel mondo videoludico