Absolver – Via dei Cazzotti, n. 1

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Posted 09/09/2017 by in PC

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by Barbarossa
Recensione

Stranamente nell’ultimo periodo sono usciti o sono stati annunciati parecchi picchiaduro, un genere relativamente molto di nicchia che ultimamente sta invertendo la rotta rispetto agli ultimi anni. Se infatti fino a qualche tempo fa era in declino,  l’avvento di Tekken 7 già uscito e l’annuncio di Dragonball FighterZ stanno sicuramente mettendo benzina nel motore di questo genere. Questi ultimi titoli rimangono, comunque, nella sfera dei picchiaduro “classici” o comunque “puri”.
Sebbene non sia un picchiaduro per definizione, la natura più “esotica” di Absolver ha catturato la mia attenzione di giocatore di fighting games, tanto da volerlo recensire, nella speranza di riuscire a bere da una fonte più fresca di quella dove solito mi abbevero quando ho voglia di menare le mani.

  Mani nude e arma bianca… il risultato non è scontato.

Absolver, ultimo nato in casa Sloclap e Devolver Digital, è infatti un gioco dalla triplice natura: mescola, infatti, il genere dei picchiaduro, dell’avventura e dell’azione, offrendoci un gioco fresco e sicuramente interessante, non privo però di difetti che viziano il giudizio finale.
La storia di Absolver è fin troppo semplice: vestiremo i panni di un Prospect che dovrà completare un percorso di crescita personale come combattente per riuscire, appunto, a diventare un Absolver, questo percorso verrà svolto all’interno di un mondo post-apocalittico. Ed è proprio questo, per iniziare, uno dei punti forti del gioco: la direzione artistica di Absolver è ottima. Lo stile utilizzato per questo gioco, che rivisita il concetto di low-poly, è decisamente azzeccato e rende il gioco sicuramente unico in questo ambito (nonostante il low-poly sia usato anche in molti altri titoli).
Il mondo in cui siamo immersi ci racconta molto di quello che è successo, grazie ai particolari che potremo scorgere in giro per le mappe, senza però dirci nulla nello specifico. Questi piccoli dettagli mi hanno lasciato positivamente colpito anche se, purtroppo, mi sarei aspettato del foreshadowing sulla storia da questi elementi. Purtroppo non è stato così e la trama è rimasta lineare come quella preventivataci all’inizio del gioco.
I vari nemici che incontreremo lungo il cammino saranno caratterizzati da diversi stili di abbigliamento sempre differenti, offrendo loro profondità e caratterizzazione, cosa di solito un po’ accantonata nei giochi dove siamo chiamati ad affrontare ondate di nemici tutti uguali.

                    Ho aspettato sulla riva del fiume… non ho visto passare cadaveri, però.

Dal punto di vista del gameplay, invece, Absolver è dove mi ha dato più soddisfazione. Il gioco ci permette, infatti, di scegliere uno tra quattro stili di combattimento durante la fase di creazione del personaggio, i quali possono basarsi più sulla destrezza o sulla forza. Ci verrà offerta una serie di mosse base – anche loro basate sulla destrezza o sulla forza – che potremo riorganizzare a nostro piacimento in base alle quattro stance, o posizioni, che potremo assumere durante i combattimenti.
All’inizio potremo combinare solo 2 attacchi per stance ma, livellando, avremo la possibilità di aumentare il numero di questi attacchi concatenati, i quali ci daranno la possibilità di cambiare la nostra posizione per poter concatenare altri colpi e quindi destabilizzare il nostro nemico che non riuscirà a prevedere più da che punto arriveranno. La difesa, si dice, è il miglior attacco quindi ecco perché oltre ad essere in grado di concatenare sganassoni, dovremo anche essere in grado di difenderci. Potremo infatti schivare e bloccare i colpi avversari, guadagnando punti che ci serviranno per attivare i nostri poteri o imbracciare addirittura delle armi bianche per opporci ai nostri nemici.
Tutto, insomma, in Absolver, vuole premiare il buon combattimento. La sensazione di riuscire a sconfiggere un nemico dopo un lungo scontro e alternanza tra attacco e difesa è estremamente soddisfacente, specialmente se si tratta di un giocatore in carne ed ossa.
In Absolver, infatti, le varie zone del gioco saranno popolate liberamente sia da IA che da giocatori con cui potremo scontrarci, aiutare o semplicemente evitare. L’interazione sia con i giocatori senzienti che quelli artificiali sarà completamente freeform: potremo intervenire quando vorremo in un combattimento già iniziato, per esempio, per attaccare chi vogliamo. In questo aspetto, ho riscontrato il primo problema del gioco, ossia il fatto che non viene gestita in maniera graduale la difficoltà degli incontri. Escludendo l’intervento di un giocatore umano, infatti, che comunque inquinerebbe il risultato finale, Absolver a volte ci presenta delle sfide molto semplici e, subito dopo, incontri quasi impossibili visto che saremo attaccati magari anche da 3 o 4 nemici contemporaneamente. Potremo sfruttare il fatto che questi nemici possono colpirsi erroneamente tra loro ma vista la nostra limitata quantità di stamina per parare gli attacchi, verremo tartassati duramente con risultati, a volte, al limite della frustrazione.

   La Via dei Cazzotti è lunga, perigliosa e piena di Cazzotti da evitare.

L’altro grande problema che ho riscontrato e sicuramente il più frustrante si riscontra nel level design del gioco. Se, come dicevo prima, da una parte il mondo di Absolver è bello e interessante, dall’altra è estremamente confusionario.
La completa assenza di una mappa consultabile se non dopo aver sconfitto il boss o essere tornati alla prima mappa esplorazione disponibile, che comunque non ha nessun tipo di dettaglio, mi ha obbligato a girovagare senza meta per molto tempo e con risultati irritanti. Passare 5 o 10 minuti a correre lungo dei sentieri chiusi e molto simili tra loro o vagabondare tra le rovine di una città senza avere un punto di riferimento chiaro e univoco mi ha davvero frustrato, in molti casi. Altri generi di giochi offrono un’esperienza del genere, ma almeno danno la possibilità di sapere dove ci si trova grazie a dei landmark chiari o la caratterizzazione delle diverse aree di gioco.
In Absolver, invece, a parte in alcuni casi specifici dove ci sarà data la possibilità di vedere panorami in lontananza, l’occlusione con edifici o vegetazione ci farà perdere l’orientamento, spezzando fortemente il ritmo del gioco che, altrimenti, scorrerebbe ottimamente. Un vero, peccato, insomma.

   3 contro 1… il pozzo è il nostro migliore amico!

In definitiva, Absolver è un’avventura che mescola elementi dei picchiaduro con quelli dei giochi di azione, offrendoci una buona alternativa ad entrambi i generi. Purtroppo però, sebbene abbia molti elementi per farlo brillare, al momento splende meno di quanto avrebbe potuto per via di alcuni difetti nel level design e nella progettazione degli incontri. Ciò nonostante, se avrete la pazienza necessaria per sopportare queste problematiche, sono sicuro che Absolver vi saprà regalare molte soddisfazioni.
Nel mentre, mi auguro di imbattermi in qualcuno di voi… mi trovate davanti al numero civico 1 di Via dei Cazzotti!

See you, Game Cowboys!

Cazzotti Misti

Low-poly

Dove vado?

Perché sì:
Perché no:
  • Ottimo sistema di combattimento
  • Progressione personaggio significativa
  • IA + Umani

 

  • Level design confusionario
  • Difficoltà incontri randomica

 


About the Author

Barbarossa

Game designer, ha un pallino per il gaming in tutte le sue forme: analogica e digitale. Non volendosi permettere di prediligere una tipologia sull'altra, accumula board games sugli scaffali di casa e video games negli hard disk.