Attack On Titan Wings of Freedom – Sie sind das essen und wir sind die musou

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Posted 07/09/2016 by in PC

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by Dan
Recensione

Attack on Titan è un titolo che ha avuto una storia travagliata nel rapporto con i videogiochi: dai fangame per browser realizzati via Flash al non proprio soddisfacente Humanity in Chains per 3DS, la saga approda ora sul PC e sulle maggiori console (Playstation 3, Playstation 4, Playstation Vita e Xbox ONE) con Wings of Freedom -primo capitolo dal budget e dalle ambizioni all’altezza dell’anime. Intendiamoci subito: gli sviluppatori di Omega Force sono le stesse persone che ci hanno deliziato con il crescendo di One Piece: Pirate Warriors -e si vede. Wings of Freedom, anche se decisamente oltre gli stereotipi del genere, è progettato e giocato seguendo il modello del musou. Si tratta di una scelta adeguata per rendere, joypad in mano, le stesse atmosfere delle parti più action della storia?

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Il gioco segue a grandi linee la struttura già collaudata dai vari Pirate Warriors: una modalità storia che segue fedelmente la prima stagione dell’anime (dalla comparsa del titano colossale fino alla sconfitta della titanessa, per intenderci), “supportata” da una serie di mini-scenari aggiuntivi aperti al multiplayer: “supportata” con le dovute virgolette poiché, a parte un capitolo finale sulla saga del titano bestiale, la modalità storia si pone in realtà come un gigantesco parco giochi sulle funzioni base del gioco -ed è negli scenari aggiuntivi la vera ciccia, sia in termini di vastità di scelte che di difficoltà di gioco.

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Procedendo nella storia base, infatti, è possibile sbloccare pian piano i vari personaggi utilizzabili (la maggior parte dei membri del 104° Corpo dei Cadetti, più i tre ufficiali Hange, Levi e Erwin); finita la parte di storia coperta dalla prima stagione dell’anime si apre un lungo epilogo i cui singoli scenari necessitano di essere sbloccati attraverso delle missioni secondarie, slegate dalla trama e principalmente incentrati sulla raccolta di risorse e sul potenziamento del personaggi. La piacevole sorpresa di Wings of Freedom, infatti, è quella di un sistema di avanzamento basato su crafting, equipaggiamento e punti esperienza: ogni personaggio si gioca in un modo differente, dettato in parte da alcuni valori (come la manovrabilità in volo, la resistenza alle cadute o le abilità di stratega nel dirigere i compagni) e in parte da alcune abilità più concrete (che variano dal potenziare alcune direzioni di attacco alla possibilità di trovare un maggiore quantitativo di oggetti); armi ed equipaggiamenti sempre più efficienti possono essere sia ricercati che migliorati singolarmente, ognuno con le proprie statistiche (come velocità di movimento, distanza del cavo di ancoraggio o fragilità della lama). Il risultato, anche se non complessissimo, contribuisce a iniettare un giusto quantitativo di pianificazione pre e post partita, specialmente grazie alla varietà di tipologie nelle missioni e nelle mappe incontrate.

Il gioco presenta, come accennato, i tratti caratteristici del musou: ogni stage si svolge in una grande arena ed è composto da diverse mini-missioni da portare a termine per costringere alla scesa in campo di un nemico finale, abbattuto il quale si ottiene un rapido riepilogo della propria performance e si prosegue alla missione successiva. Quello che differenzia Wings of Freedom dai propri cugini del genere, tuttavia, sono proprio i punti caratteristici dell’anime: la libertà di movimento dell’attrezzatura 3d e i combattimenti con i giganti.

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Il combattimento con i giganti è forse la parte più semplice del gioco: ogni nemico, a parte i titani più piccoli, presenta 5 punti di ancoraggio (braccia, gambe e nuca), ognuno con una propria barra della vita. Una volta lanciato il rampino, è possibile attendere qualche secondo per ottenere un migliore posizionamento per poi partire alla carica con un fendente -come già spiegato, le varie statistiche del personaggio e dell’equipaggiamento influiscono molto su questi pochi secondi. Nonostante per una completa uccisione sia strettamente necessario colpire unicamente la base del collo, come nell’anime o nel manga l’amputazione di arti può sempre servire a scopi strategici: in alcune missioni, per esempio, ferire un titano alle gambe, permettendo agli alleati di scappare, può essere preferibile per questioni di tempo; altri nemici, come la maggior parte degli aberranti e la totalità dei titani senzienti, hanno la tendenza a coprirsi la nuca con le mani -e quindi necessitano di un lavoro “di fino” prima del colpo finale. Taglia e tipo di titano influiscono molto anche sull’angolazione e sulla velocità ottimale da cui colpire, e un colpo mal portato tende spesso a finire in rovinose cadute; complice un arsenale composto anche da granate stordenti e ricambi sia per le lame che per le bombole di gas, il risultato è un giusto mix di pianificazione, frenesia e gestione delle poche risorse a disposizione.

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La complessità e la bellezza del movimento tridimensionale sono uno dei gioielli del gioco, resi con grande maestria. Si tratta di una modalità accessibile con la pressione di un tasto (allo stesso modo di quella ad alto profilo in Assassin’s Creed, per intenderci), ma di una funzione dalla complessità disarmante: se la fisica dei movimenti era già abbastanza inverosimile nel manga (per non parlare dell’anime), Wings of Freedom riesce a catturare un perfetto equilibrio fra le necessità di una funzione di gioco affidabile e una verosimiglianza scenografica che diventa presto uno degli elementi più importanti da maneggiare con cura. Il filo dell’attrezzatura 3d è un oggetto vero, da utilizzare con intelligenza, pena il rischio di rottura (grazie a edifici che crollano, svolte troppo brusche e titani in corsa) o di manovre incontrollabili: avvicinarsi in volo a una chiesa solitaria, per esempio, porterà all’ancoraggio del rampino solamente sul campanile -col risultato di una curva strettissima- mentre tentare un avvicinamento ancorandosi a qualcosa a livello di terra come un albero porterà a una lunghissima scivolata rasoterra. Non esistono penalità per un movimento poco aggraziato, ma alle difficoltà di gioco maggiori un completo controllo sulla propria traiettoria diventa forse l’elemento di maggiore importanza.

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Wings of Freedom è sicuramente IL gioco di Attack on Titan che tutti stavamo aspettando, ma questo ne fa un buon gioco? Si tratta sicuramente di un prodotto di fascia alta, ma non esattamente un capolavoro: tecnicamente impeccabile, Wings of Freedom purtroppo cade nella trappola del costruirsi una rigiocabilità artificiale fatta di nemici aritmeticamente sempre più “forti”, ma senza fornire al giocatore una costante curva di apprendimento. Le meccaniche base di movimento e combattimento, per quanto realizzate in modo superbo, non subiscono veri e propri miglioramenti con la prosecuzione del gioco -lasciando al giocatore il compito di utilizzare al meglio quanto appreso nei primissimi tutorial per almeno un’altra ventina di ore. Il risultato può essere comunque piacevole ed entusiasmante per gli appassionati del genere action, ma per quanto soddisfacente l’esperienza di gioco vera e propria tende a divenire abbastanza ripetitiva e “già vista” una volta portata a termine la modalità storia – ovvero a circa un terzo del tempo di gioco totale: un vero peccato data la quantità di missioni ancora da esplorare.

Se a questo si aggiunge come la totalità delle missioni opzionali sia slegata dalla trama e molto ripetitiva (sia nella composizione dei nemici che nelle apparizioni di titani anormali o senzienti), la formula di Wings of Freedom presenta ampi margini di miglioramento e appare più come un interessante esperimento che come un gioco destinato a passare alle cronache per i propri meriti. Non resta che sperare che il titolo segua il destino della serie di Pirate Warriors, e che Omega Force voglia utilizzare i diritti della serie per sfornare nuovi capitoli sempre più entusiasmanti.

Wings of Freedom - Nekopolipi

Perché sì:
Perché no:
  • Diversità dei personaggi
  • Controlli eccellenti
  • Crafting ed equipaggiamenti

 

  • Qualche imperfezione nella gestione delle collisioni
  • Modelli riutilizzati
  • Late game abbastanza stantio
  • Assenza di una curva di apprendimento

A.O.T. Wings of Freedom – PlayStation 4 – [Edizione: Regno Unito] (Videogioco)


List Price:EUR 43,29
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About the Author

Dan
Dan

Milanese, classe '84 - una generazione a metà fra due mondi, dai pixel agli Oculus Rift, dalla "vergogna" di essere il nerd della classe al piacere di sapere che oggi c'è un videogioco per tutti.Nostalgico degli anni '90, composto al 30% di RPG e al 70% di ricordi (fra cui il prezzo dei primi ATARI e il lancio dello SNES in Europa), vive la sua vita un quarto di d20 alla volta, tentando di scrivere con serietà di un settore fatto di meme, sequel e reboot.