3D Thunder Blade: love is not enough

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Posted 29/05/2015 by in 3DS

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Genere:
 
PEGI:
 

YOH-OH!:

Port fatto con amore.
 

ARR!:

Il gioco "non decolla".
 
by Edoardo Fusco
Recensione

C’era una volta una grande software house giapponese di nome SEGA. Tale marchio, così propenso ai doppi sensi qui in Italia, era sinonimo di qualità, soprattutto nelle sale giochi degli anni ’80. Ma il successo mondiale dei vari Out-Run, Hang-On, Space Harrier era dovuto tanto al software installato sulle loro schede da bar quanto ai cabinati che le ospitavano. Le hit più grandi di SEGA nelle sale erano infatti delle vere esperienze sensoriali piuttosto che semplici videogiochi: pilotare la Ferrari di Out-Run in uno chassis rosso fiammante con tanto di volante e pedali fu una delle cose che rivoluzionò i giochi di guida da sala e che rimase un marchio di fabbrica fino ai più recenti Virtua Racing, Daytona USA o Sega Rally. E pensate alla moto di Hang-On, rivisitata fino ai tempi di Manx TT Superbike! Ma il massimo fu raggiunto da G-Loc: successore di After Burner il cui cabinato era una sfera all’interno della quale salire e poter eseguire manovre con una rotazione completa.

Il primo livello del gioco: da questa foto SEMBRA facile...

Il primo livello del gioco: da questa foto sembra facile…

Tra tutti questi titoli, anche altri, seppur meno famosi, erano provvisti di un hardware specifico che funzionava perfettamente allo scopo, e tra di essi c’era questo semi-sconosciuto Thunder Blade. Titolo che si potrebbe erroneamente definire come After Burner con un elicottero, in realtà è molto di più: proponeva (grazie anche al suo cabinato, appunto) delle meccaniche leggermente simulative che di solito in sala giochi non erano garanzia di successo. Come avrete intuito, questo sparatutto datato 1987 proponeva un semplicissimo concetto, scevro di alcun arricchimento narrativo: siamo a bordo di un elicottero da guerra e dobbiamo sparare a tutto. Semplice, lineare. Per agevolarci in questo compito ci veniva permesso di sederci in una postazione mobile e manovrare il velivolo con due leve e altrettanti grilletti. Unendo due tipi di “esplorazione”, Thunder Blade divide infatti i suoi livelli in sezioni dall’alto, come i classici shooter a scorrimento verticale, o dalle spalle, come i già citati After Burner e Space Harrier, coi quali condivide il motore grafico. In entrambe le sezioni però non solo ci sarà permesso rallentare fino a fermarci o accelerare, ma anche decidere a che livello dal suolo librarci per evitare proiettili, veicoli nemici e ostacoli più o meno naturali.

Il gioco alterna visuale dall'alto a quella posteriore.

Il gioco alterna visuale dall’alto a quella posteriore.

A nostra disposizione avremo due armi: mitra e missili, in dotazione illimitata, per farci largo tra le foltissime schiere di nemici. Seppur vincente e adatto alla fruizione in sala giochi, questa eccessiva semplicità è il vero difetto di Thunder Blade, che assieme alla longevità davvero ridotta (causa la presenza di soli 4 stage) e una difficoltà a volte punitiva in modo poco leale lo trasformano in un gioco davvero di nicchia. Capiterà infatti a volte di vedere la scritta Game Over dopo pochissimi secondi, durante i quali sarete stati obliterati dai vostri nemici senza nemmeno rendervene conto. Per ovviare a questo difetto, questo remake permette si di selezionare il livello di partenza, ma una volta completato il gioco base (con una ending sequence a dir poco “basilare”) vi sarà possibile ri-affrontare il tutto in modalità Special: con solo 3 crediti, senza poter selezionare il livello ma con l’intrigante aggiunta di vite extra a fine livello in base alla prestazioni e un livello finale aggiuntivo.

L'ispirazione per il terzo livello è palese. Niente napalm per noi però.

L’ispirazione per il terzo livello è palese. Niente napalm per noi però.

Dal punto di vista tecnico, se avete già acquistato altri remake della collezione 3D Arcade, sapete cosa aspettarvi: passione e amore infusi in un piccolo codice che riesce a sfruttare al meglio le caratteristiche del portatile Nintendo, con un effetto stereoscopico splendido, anche se non ai livelli di quello di Out-Run, e tante opzioni di personalizzazione. Ma purtroppo non basta: è proprio la base, qui, ad essere meno significativa rispetto a quanto accadeva con gli altri remake. Thunder Blade è davvero troppo arcade anche in questa sua forma, e rischierete davvero di completare tutto quello che ha da offrire in un giorno. Certo, gli aficionados, i nostalgici o i completisti dovrebbero tenere conto anche di questo gioco, ma per molti altri Thunder Blade rimarrà nel semi-anonimato che lo ha caratterizzato fino a oggi.

3D Thunder Blade Premi


About the Author

Edoardo Fusco

Gamer da quando aveva 6 anni, si guadagna da vivere lavorando nel campo della localizzazione, anche di titoli a tripla A. Scrive e si occupa del medium videoludico da sempre, e i suoi generi preferiti sono gli rpg, le avventure e tutti quelli in cui la narrazione la fa da padrona.