2Dark – Accettate le caramelle dagli sconosciuti

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Posted 27/07/2017 by in PC

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PEGI:
 
by Samuel Castagnetti
Recensione

La vetrina indie ci presenta la nuova creatura di Frédérick Raynal, creatore di Alone in the Dark; questa creatura è 2Dark, un survival horror sviluppato da Gloomywood e pubblicato da Bigben Interactive.
Quello che caratterizza 2Dark sin dai primi momenti di gioco è senz’altro lo stile grafico e l’atmosfera che si respira. Graficamente parlando, il gioco si basa su environment e personaggi 3D, però presentati in pixel art; no non è The Last Night, ma ha il suo perché.
L’atmosfera è ovviamente quella di un survival horror: molto ma molto buio, vari elementi creepy e ovviamente una storia, seppur relativamente coinvolgente alle prime battute, che sa farsi apprezzare. Il giocatore veste infatti i panni di un detective la cui famiglia ha subito una tragedia: la moglie del nostro protagonista è stata uccisa e i figli rapiti; e con questo incipit inizia il tortuoso cammino nel mondo di 2Dark

Il Pagliaccio Baraldi, domatore di bambini.

A livello di gameplay purtroppo il titolo di Gloomywood è abbastanza da dimenticare; è evidente come le idee siano presenti, ma i mezzi non sono purtroppo sufficienti per esprimere le varie meccaniche nella maniera desiderata. Molto di quello che riguarda 2Dark gravita attorno alla luce, e il giocatore ha sicuramente i mezzi necessari sia per nascondersi nell’oscurità che per affrontarla, ma è proprio questo l’esempio principe del mal funzionamento delle meccaniche di 2Dark: il buio non spaventa. Pur avendo delle risorse limitate, basterà poco per ricordare dove andare in situazioni di semi oscurità; l’unica cosa che può davvero tradirci sono le trappole, ma anche in questo caso, dopo un paio di esplorazioni con torcia alla mano della zona non dovrebbe più capitare. Non solo, il fatto è che il giocatore dovrebbe prediligere un gameplay stealthy, ma è molto più semplice ed efficace da giocare “loud“, e questo rende il sistema legato alla luce totalmente inutile, se non un elemento di fastidio per il giocatore.

La cittadina di Gloomywood non è esattamente un posto dove vorrei vivere.

Il vero nemico del giocatore diventa quindi il managing dell’inventario, meglio identificabile con le pallottole rimanenti e dove trovarle. Purtroppo l’output di danno delle armi da fuoco è estremamente maggiore e sicuro rispetto a quello delle armi corpo a corpo, come è anche giusto, ma allo stesso modo le munizioni sono rare. Cosa fare però quando i nemici non si possono battere con armi corpo a corpo ma solo con una pistola (sia chiaro che si possono uccidere con armi corpo a corpo, ma in situazioni di inferiorità numerica la cosa risulta in zero possibilità di sopravvivenza)? Succede quindi che si usano le armi da fuoco portando spesso ad una situazione nella quale (ad esempio con i leoni del clown) semplicemente non si ha scampo. Insomma, per quanto io condoni assolutamente un gameplay ragionato da parte del giocatore, le capacità di preveggenza sono forse troppo.

I bambini che accettano caramelle dagli sconosciuti.

Altro punto debole è l’intelligenza artificiale dei nemici, che non è propriamente stellare, anzi, spesso delude anche riguardo a pathing e possibilità. Riguardo al pathing, mi ha infastidito particolarmente il fatto che i nemici non cadevano nelle trappole ambientali – invisibili anche per loro – se non per sbaglio, e che se ci si allontana abbastanza e se li si allontana abbastanza dal loro ciclo di pattuglia, rimangono semplicemente fermi.
Quello che di veramente buono fa 2Dark è essere cattivo, ma cattivo da sfondare quelli che sono spesso considerati tabù; nel caso di questo survival horror si parla di bambini. In 2Dark i bambini subiscono di tutto, dal dress up come animali al finire impagliati come bambole, e chi più ne ha più ne metta; scelta audace, e personalmente apprezzata proprio nella sua sfacciataggine: è bello vedere che un gioco per una volta non si preoccupa di essere controverso, e affronta delle tematiche dure di petto.

Il buio c’è ma non è arrogante come sembra.

Complessivamente 2Dark non è all’altezza: trovo il gameplay troppo poco efficace, una AI sconclusionata e, insomma, un survival horror che si basa troppo sul trial and error mi fa dire che insomma non è proprio una scelta azzeccata. Diciamo che 2Dark sperava di ammortizzare le mancanze a livello di meccaniche con un comparto storia molto forte e controverso, che alla fine della fiera lo rende narrativamente una bomba racchiusa in un involucro di sbagli.

Caramelle

Pagliaccio Baraldi

Crudo

Perché sì:
Perché no:
  • Tematiche insolite e potenti
  • Storia di spessore

 

  • Gameplay davvero poco riuscito
  • Survival Horror trial and error

 


About the Author

Samuel Castagnetti

C'e' poco da dire, chi non sceglie Charmander come starter chiede arroganza, chi fa l'ingegnere su Guns of Icarus chiede arroganza, i programmatori di Asmandez pretendono che l'arroganza si abbatta su di loro. Non ho detto nulla di me stesso o forse, perche' mi arrogo il diritto di non farlo.