3 Kings – Al gioco dei troni si vince o si perde

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Posted 26/01/2016 by in Gate On Games

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by Luigi Briganti
Recensione
3 Kings

L’unboxing del gioco con tutti i componenti.

Il 2015 ha visto comparire sulla scena editoriale italiana due nuove case editrici che promettono di dire qualcosa di loro. Se di Fever Games abbiamo detto qualcosina nella passata recensione di Boss Monster, la GOG, o Gate On Games che dir si voglia, la incontriamo in questo articolo, parlando di 3 Kings, creato da Thomas Mazzantini e Samuele Sai, con le illustrazioni di Simone Denti, gioco di bluff a ruoli nascosti che ha fatto il suo esordio sul mercato italiano in piena estate 2015.

Innanzitutto, l’editore. Gate On Games è una realtà editoriale nata nel 2015 da un’idea di Mario Cortese, già attivo nel campo ludico con il portale di e-commerce DungeonDice.it, e ha debuttato il 29 luglio proprio con 3 Kings, il gioco di cui parleremo qui e che ha riscosso un notevole successo non solo a Lucca Comics & Games, ma anche nelle numerose altre fiere di settore dove è stato presentato e promosso. Qualche mese dopo, a dicembre, la GOG ha rilasciato un altro titolo, il party game Area Stampa, creato da Giacomo Maltagliati in collaborazione con niente meno che la redazione di Orgoglio Nerd. Una partenza tutt’altro che in sordina, per un’azienda italiana che vuole conquistare il mercato e farlo con prodotti di qualità.

Venendo all’oggetto di questa recensione, 3 Kings è un party game per 3-8 giocatori, in cui i partecipanti si ritroveranno a prendere le parti di una fazione tra le quattro disponibili in lotta fra loro per conquistare il potere nel regno di Ghimel, entrato in profonda crisi dopo la scomparsa (assassinio? rapimento?) dell’ultimo sovrano, Re Arach IV. Per mantenere la pace ed evitare ulteriori disordini, il trono si è fatto in tre e il governo del regno è stato affidato ad un triumvirato retto dalle tre principali fazioni: Viverna, Serpe e Gufo. L’equilibrio è precario, perché ciascuna fazione vuole tutto il potere per sé e fa segretamente guerra agli altri, mentre una quarta fazione trama nell’ombra per far sì che tutto cambi affinché tutto resti com’è: è l’Occhio della Loggia, il cui unico scopo è quello di mantenere l’equilibrio tra le fazioni al governo, usando qualunque mezzo (soprattutto la corruzione) per riuscirci.

Il gioco contiene 110 carte, suddivise in carte Personaggio e carte Azione, oltre alla plancia principale di gioco, alle plancette per i giocatori e a 8 segnalini scudo, uno per ciascuna fazione. Per chi ha partecipato al pre-ordine era inclusa nella confezione anche la plancia della Conta dei Caduti, che per gli altri è tuttavia acquistabile separatamente a 4,90€.

3 Kings si articola in quattro turni, ciascuno composto da sei fasi di gioco che sulle prime possono sembrare piuttosto articolate, ma non appena si entra nell’ottica scorrono via molto veloci e automatiche. La prima fase è quella del reclutamento: a ciascun giocatore vengono distribuite sei carte Personaggio, che andranno a comporre la sua mano di gioco iniziale. Il numero delle carte in mano può diminuire fino a esaurirsi oppure aumentare a dismisura, a seconda di come si giocheranno le carte durante ciascun turno. Ciò che importa è che, all’inizio di ciascuna fase di reclutamento, ogni giocatore dovrà avere in mano esattamente sei carte.

La seconda fase è la pianificazione segreta: ogni giocatore dispone davanti alla sua plancia, in corrispondenza degli appositi spazi, le carte che intende giocare in questo turno. Può giocarne da zero, se non ha carte utili o se vuole vedere cosa fanno gli altri, a tre, scegliendo tra Nobile, Mercante, Sacerdote (rispettivamente capi-fazione di Gufo, Viverna e Serpe), Guardia reale, Mercenario e Spia. Ciascun personaggio permette di eseguire un’azione, e qui si arriva alla fase numero tre: quella delle azioni dei personaggi quando vengono giocati. Il Nobile, ad esempio, permette di cambiare i personaggi che siedono sui troni con altri a scelta dalla propria mano e in più fa diventare primo giocatore quello che l’ha giocata, il Mercenario permette di pescare e giocare carte Azione dall’apposito mazzo, e così via. Come potete vedere, la Loggia, quarta fazione in gioco, non ha personaggi che compiono azioni, ma i suoi complotti si dipanano principalmente nella quinta fase, tramite l’uso delle carte Corruzione.

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La plancia “Conta dei Caduti”. Da sinistra a destra: la Nobile, la Guardia Reale, il Mercante, il Mercenario, il Sacerdote, la Spia, la Corruzione.

Le azioni dei personaggi si svolgono tutte nell’ordine di gioco, partendo dal primo giocatore: ogni giocatore effettua a girare la prima azione, poi la seconda, poi la terza. Questa è una delle fasi principali del gioco, perché consente non solo di rimpinguare la propria mano, pescando ulteriori carte Personaggio con il Mercante o con alcune carte Azione, ma anche di mandare in Infermeria le carte degli avversari che possono farci fare punti (o fargliene perdere). Questo è anche un modo sia per capire le fazioni a cui appartengono gli avversari, sia per far capire all’eventuale proprio compagno di squadra che siamo dalla stessa parte. Questo è il core della parte bluff del gioco: l’unico modo per cercare di capire a quale fazione appartengono gli altri è vedere come giocano le loro carte e allo stesso modo, bisogna giocare le proprie sapientemente per evitare di essere sgamati.

La fase dei consiglieri a corte permette di giocare uno dei propri scudi di difesa in favore di uno dei personaggi attualmente presenti sui troni. Sebbene questa azione possa sembrare controproducente e rivelatrice della propria fazione, in realtà è quella che può più facilmente mascherare le nostre intenzioni e nel farlo ci offrirà un pro e due contro. I contro sono rispettivamente che giocare uno scudino su un personaggio assiso sul trono gli fornisce un +1 di difesa nella fase successiva – se quattro giocatori piazzano il loro scudino su quel personaggio, sarà più difficile spodestarlo. Inoltre, una volta piazzato, lo scudo non potrà essere ripreso a meno che non cambi il personaggio su quel trono; il pro è che così giocando lo scudo, si effettua subito l’azione del personaggio su cui si piazza, avvantaggiandoci ulteriormente o ostacolando gli altri per la fase successiva, ovvero l’intrigo del trono.

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“Amico caro… fatti li troni tua!”

Qui i giocatori, sempre in ordine partendo dal primo, non dovranno fare altro che piazzare le carte della propria mano, coperte e una alla volta, in corrispondenza dei troni che vogliono salvare o spodestare. Quando tutti avranno giocato tutte le carte che ritenevano necessarie, si passa alla verifica dei troni: le cose rimarranno invariate? Qualcuno sarà stato spodestato e sostituito dal rappresentante di un’altra fazione? Oppure la Loggia ha messo il suo zampino e il trono è stato corrotto? Proprio la Loggia ha la sua occasione migliore per fare punti in questa fase, cercando di corrompere i troni. Per farlo userà le sue carte Corruzione, che possono essere giocate attivamente solo in questa fase. Ma le altre fazioni possono tranquillamente difendersi, se saranno fortunate, utilizzando le carte Epurazione: ogni Epurazione elimina una Corruzione e solo se queste ultime saranno in maggioranza, il trono risulterà corrotto.

Una volta vista la situazione dei troni, si passerà all’assegnazione dei punti vittoria: ogni fazione che occupa un trono, prende 2 punti per ogni trono, ogni trono corrotto assegna 2 punti alla Loggia, una situazione di perfetta parità – tre fazioni diverse sui troni, o un trono corrotto e due fazioni diverse o due troni corrotti e una sola fazione – assegna 3 punti vittoria alla Loggia, che se riuscisse a giocarsela particolarmente bene, potrebbe fare fino a 9 punti a turno, lasciando gli altri a secco. Ovviamente è difficilissimo, ma è un’eventualità.

Non si tratta dell’unico modo per fare punti, perché anche l’Infermeria consente di assegnare o sottrarre punti alle varie fazioni. È la cosiddetta conta dei caduti: ogni volta che termina il mazzo dei personaggi, prima di rimescolare gli scarti e ricomporlo, si scoprono le carte presenti in infermeria e si guarda quali personaggi sono presenti. I tre capi-fazione sottraggono punti, uno ciascuno, alla propria fazione e li assegnano a quelle avversarie secondo uno schema preciso, mentre i personaggi secondari danno un punto ciascuno alle altre fazioni, senza levare niente alla propria. Questo metodo di calcolo dei punteggi interrompe il gioco, qualunque sia la fase del turno che stiamo giocando adesso e assegna immediatamente i punti alle varie fazioni. Ciò è di particolare importanza, perché la Loggia, che di base è leggermente più svantaggiata rispetto agli avversari, può vincere il gioco non appena totalizza 15 punti, mentre gli altri devono arrivare a 20, o comunque farne il più possibile per poter vincere.

Come dicevamo, il gioco supporta da 3 a 8 giocatori e lo fa senza soluzioni di continuità di sorta. Non ci sono regole speciali per giocare in 3 o in 5 o in 8: si usano le stesse regole e ciò che cambia è il numero di fazioni in gioco: in tre giocatori, ci sono altrettante fazioni, mentre la quarta va avanti se le contingenze di gioco le daranno punti. Nel gioco a sette, le fazioni sono tutte in gioco, ma tre saranno costituite da coppie di giocatori, mentre un giocatore si ritroverà da solo contro sei, non facile. A mio modesto giudizio, 3 Kings risulta più divertente se si gioca al massimo dei giocatori consentiti: dura un po’ di più, ed è un po’ più difficile tenere d’occhio le carte giocate da tutti, ma la sfida si fa più interessante e sarà bello sentire gli altri fare speculazioni su chi appartiene a quale fazione, mentre cerca di capire chi è il proprio compagno di squadra.

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Mai fidarsi delle cortigiane…

Il gioco in meno di 8 è leggermente più difficile per la Loggia, già di per sé svantaggiata in partenza essendo l’unica fazione a non prendere punti dall’Infermeria, ma a perderli soltanto. Per questo, i giocatori che prenderanno le sue parti, dovranno essere astuti e bluffare più degli altri, cercando di dosare bene le carte Corruzione e cercando di eliminare dal gioco quante più carte Epurazione possibile. Se vi interessa saperne di più sulle strategie, una delle cose sicuramente positive di questo gioco è che il sito della GOG offre numerose guide strategiche, che potete leggere gratuitamente e provare nelle vostre giocate per spiazzare gli avversari.

3 Kings rappresenta una sfida ulteriore per quei giocatori che amano il genere di giochi in cui bluff e strategia la fanno da padroni. Ha un livello di complessità superiore a molti titoli di genere e la dinamica del gioco delle carte consente una longevità pressoché infinita, dal momento che ogni partita è diversa dalla precedente, cambiando di volta in volta le variabili in gioco, una su tutte quella umana. Essendo lo scopo del gioco vincere facendola in barba agli altri, essere cattivi è una prerogativa imprescindibile, oltre a rappresentare una buona tattica nel caso in cui si vogliano confondere le idee.

Il costo di 29,90€ è nella media dei prezzi per giochi di questo genere, specialmente vista la qualità dei materiali e la presentazione della scatola. Tuttavia si raccomanda l’uso di bustine protettive per le carte, che benché resistenti possono comunque risentire dell’usura legata al costante mescolamento.

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Perché sì:
Perché no:
  • Scala senza problemi da 3 a 8.
  • Illustrazioni evocative.
  • Materiale di qualità.
  • Ottime guide di supporto sul sito.

 

  • Non immediato da imparare.


About the Author

Luigi Briganti
Luigi Briganti

Luigi Briganti (Lamezia Terme, 1985) è nato in Calabria, ma da oltre 15 anni vive in provincia di Pistoia. Laureatosi in Storia Medievale presso l'Università di Pisa, ha collaborato con diverse testate giornalistiche locali. Attualmente insegna Italiano e Storia in una scuola superiore, dopo aver fatto i lavori più disparati.Tra le sue passioni la lettura, il gioco di ruolo e il gioco da tavolo, quest'ultimo diventato hobby frequente da un paio d'anni a questa parte.